Rassegna Stampa assicurativa 22 giugno 2022

Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

 

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Il Regolamento è stato messo in pubblica consultazione lo scorso 16 marzo e ora, arrivate le osservazioni del mercato e degli operatori, si attende l’emanazione del documento definitivo con le compagnie che, come detto, hanno alzato il livello di guardia. Non è un caso se, nelle scorse settimane, la presidente di Ania, Maria Bianca Farina, ha dichiarato che lo strumento del mystery shopping «deve essere usato per migliorare la qualità del servizio alla clientela e non a fini ispettivi».
Le compagnie di assicurazione chiedono al legislatore la revisione delle classi di merito bonus-malus nel settore Rc Auto. L’occasione è stata l’audizione in commissione Attività produttive della Camera sul disegno di legge Concorrenza del co-direttore generale dell’Ania, Umberto Guidoni.
Incanalare il risparmio verso le iniziative produttive delle imprese di ogni dimensione e costruire un portafoglio che si auto-protegga dall’inflazione. Sono i pilastri della proposta lanciata dal presidente della Consob, Paolo Savona, nell’annuale incontro con il mercato in Borsa Italiana. «Lo scorso anno il risparmio italiano ha registrato ancora una buona tenuta, ma i primi indizi per il 2022 manifestano segni di cedimento dei flussi.
Il risparmio gestito europeo parla sempre più americano. Un buon monitor per capire lo stato dell’industria della gestione è stato fornito ieri dalla relazione annuale di Alfi, l’associazione dei fondi lussemburghese. Un piccolo Paese che ha un’importanza cruciale per l’asset management europeo: con 5,9 mila miliardi di euro di masse, il Granducato detiene oltre un quarto (27%) del patrimonio continentale in fondi comuni e alternativi. Se si considerano soltanto quelli comuni, la percentuale di ricchezza lussemburghese sale al 35,5%, quasi 5 mila miliardi. I due hub finanziari d’Europa, Lussemburgo e Irlanda, superano la metà del mercato dei fondi comuni: 7 mila miliardi su poco meno di 14.
Lo scenario ricorda quello di Minority Report, il film di fantascienza tratto da un racconto di Philip Dick in cui la polizia poteva predire i reati: a questo obiettivo punta la Consob con lo sviluppo di sistemi di intelligenza artificiale per «individuare possibili abusi grazie all’analisi dei comportamenti tenuti dagli investitori prima della disclosure di eventi price sensitive». Lo scrive l’authority nella relazione 2021 presentata ieri dal presidente Paolo Savona.
Anche ieri pomeriggio, dopo la riunione del comitato nomine di Assicurazioni Generali tenutasi in tarda mattina, la parola «compromesso» era quella più ripetuta nel quartier generale triestino. L’indicazione arrivata dal presidente del comitato e della compagnia, Andrea Sironi, con l’obiettivo di giungere ad un accordo su chi dovrà prendere il posto lasciato libero in consiglio da Francesco Gaetano Caltagirone, era di evitare ogni possibile contrapposizione, replicando il successo che è già stato raggiunto con il nuovo assetto del comitato investimenti.
Aon è pronto a rispondere con i numeri all’aumentata concorrenza che si registra in questi mesi nel settore del brokeraggio assicurativo con l’ingresso in Italia di nuovi operatori esteri, da Howden ad Ardonagh. La società guidata in Italia da Andrea Parisi vuole accelerare sulla crescita prevedendo un aumento del giro d’affari del 50% nell’arco di 5 anni, raggiungendo quindi un tasso di crescita pari a circa il 10% l’anno, spiega il manager a MF-Milano Finanza.
La banca milanese ha appena avviato una campagna di assunzioni per arruolare cinquanta nuovi banker che dovrebbero essere selezionati a cavallo dell’estate. I nuovi professionisti saranno inseriti nelle principali piazze di tutto il territorio italiano e andranno così ad allargare un network che oggi fa leva su circa 1.400 bankers, di cui 700 relationship manager.

La perdita delle key people, la (in)capacità di attrarre persone chiave, la pressione fiscale e la gestione della successione e della continuazione rappresentano le principali criticità segnalate dalle aziende di famiglia. Il dato emerge dalla ricerca fatta dal centro di ricerca sulle imprese di famiglia (Cerif) presentata in occasione dell’incontro “Italia e pmi: uno sguardo al futuro” tenutosi il 16 giugno scorso presso l’università cattolica del sacro cuore.
Le frodi sul superbonus si fermano a 5,6 mld. E’ il comandante generale della Guardia di finanza a fornire il dato aggiornato ricevuto ieri dal presidente della repubblica per il 248esimo anniversario del Corpo. Se dunque l’argine dei controlli a chiuso il recinto delle frodi, dall’altro lato in risposta a una interrogazione di Emiliano Fenu (M5S) in Senato il ministero della transizione ecologica stima il valore dell’estensione del superbonus alle imprese finora escluse da queste misure. L’intervento potrebbe interessare 28.600 realtà industriali per un valore economico di 4,2 mld di euro. Infine sulla questione del blocco della cessione crediti interviene l’Abi in risposta a un appello di confartigianato confermando l’impegno a trovare soluzioni al congelamento peraltro previsto dagli intermediari finanziari come effetto delle norme introdotte proprio per fare argine alle frodi.

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  • Generali, tre nomi per il board Le minoranze: seguire lo statuto
Nuova riunione del consiglio di amministrazione delle Generali per tentare di trovare un compromesso sulla sostituzione di Francesco Gaetano Caltagirone nel board del Leone, un tema che rimane ancora aperto e sul quale si discute ormai da quasi un mese. Il board si riunirà oggi ad inizio pomeriggio. La riunione sarà concentrata su una proposta per integrare il board che trovi il consenso degli esponenti della minoranza. La riflessione alla base del percorso individuato dal presidente Andrea Sironi è che si debba ormai arrivare a un compresso. Con la convinzione che ci sia il margine per raggiungerlo, quanto meno per impostarlo. Il punto di partenza del «lodo Sironi» dovrebbe rimettere alle minoranze la scelta tra i candidati della ex lista Caltagirone, Alberto Cribiore, banchiere di lungo corso, vice chairman di Citigroup, Andrea Scrosati, ceo per l’Europa continentale di Fremantle, società di produzione di entertainment, e di Stefano Marsaglia, banchiere con una carriera nelle maggiori investment bank, in Italia e all’estero, tra le quali Mediobanca e Rothschild. Nella rosa non rientrerebbe Luciano Cirinà, ex top manager del Leone e primo in successione nella lista Caltagirone — vista l’indisponibilità di Claudio Costamagna — su cui alcuni consiglieri hanno sollevato dubbi anche per via della causa in corso con la compagnia, che renderebbe quasi impossibile arrivare a un compromesso. Il manager resta tuttavia il primo candidato su cui Caltagirone punta per la cooptazione.

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  • Impasse Generali Sironi prova ad andare oltre
Oggi il cda Generali cercherà di risolvere l’impasse per la sostituzione di Francesco Gaetano Caltagirone all’interno del board. Ma non sarà facile. A chi chiede che aria tira su Trieste in più d’uno rispondono: “bora”. Ieri mattina il presidente Andrea Sironi ha riunito il comitato nomine in vista dell’appuntamento di oggi, ma è difficile pensare ad un accordo se non si rispetta ciò che dice il testo dello statuto e si cerca di interpretarlo alla bisogna. Lì è scritto che in caso di cessazione di un amministratore il «cda provvede alla sua sostituzione nominando consigliere il primo dei candidati non eletti della lista alla quale apparteneva l’amministratore cessato, purché sia ancora eleggibile e disponibile ad accettare la carica ed appartenente al medesimo genere». Dunque Sironi dovrebbe chiedere a Claudio Costamagna se è disponibile ad assumere la carica e, solo se non lo fosse, rivolgere la stessa domanda al candidato successivo, Luigi Cirinà e così via. Ma poiché Donnet e Mediobanca non vogliono Cirinà in consiglio allora cercano appigli legali per saltare a piè pari ai candidati successivi. Ma in questo caso i due consiglieri di minoranza Cattaneo e Brogi voteranno sempre contro.
  • Il lato oscuro dei bonus edilizi le truffe superano i cinque miliardi
Sono 5,64 miliardi di euro di truffe che, secondo l’ultima ricognizione della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle entrate, sono state accertate sul sistema dei bonus edilizi. Quello che avrebbe dovuto — e in parte lo ha fatto — rilanciare l’economia. E che invece si è trasformato in un pericoloso cratere per i conti pubblici. Denunciato dal governo Draghi nei mesi scorsi. E confermato dalle indagini delle procure italiane.

  • I cyber controlli oscurano 720 siti di raccolta abusiva
  • Governo deciso a varare lo stato di emergenza ma la delibera non arriverà prima di luglio
  • Generali, compromesso al test del cda