Rassegna Stampa assicurativa 13 giugno 2022

Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

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La società fiduciaria che abbia male amministrato il capitale conferitole dagli investitori e che non sia in grado di restituirlo ai mandanti perché divenuta insolvente, risponde sempre ed essenzialmente del danno correlato all’inadempimento del mandato e alla violazione del patto fiduciario.
Quest’anno si torna a viaggiare con più tranquillità dopo due anni complessi per il turismo. Dati i tempi di incertezza, i viaggiatori però stanno assumendo un atteggiamento di maggior prudenza. Sta aumentando la propensione ad acquistare una polizza viaggio, anche nelle fasce di età più giovani, per tutelare la salute oltre che l’investimento economico: le coperture proposte vanno infatti dall’annullamento della vacanza alle spese mediche per malattia o infortunio fino all’assistenza stradale.
Ricongiunzione ad ampio raggio: è compresa anche la gestione separata Inps. Perché una pensione non si nega a nessuno; tanto meno al professionista che, di tasca propria, voglia trasferire il suo risparmio previdenziale accumulato (i contributi versati all’Inps) nella cassa di previdenza che dovrà erogargli la pensione. Infatti, per questo trasferimento di contributi, in alternativa al «cumulo contributivo» e alla «totalizzazione» (soluzioni entrambe gratuite), il professionista può optare, a sua libera scelta, anche per la «ricongiunzione» (soluzione, invece, onerosa).
La sanità italiana inizia a parlare digitale: dalla ricerca scientifica alle strutture ospedaliere, passando per la diagnostica, i dati cominciano a essere protagonisti. Lo dimostrano le cifre. Per quanto riguarda la cosiddetta digital health, ossia la sanità digitale, la spesa ha registrato una forte accelerazione, con un tasso di crescita a doppia cifra nel 2021. E in particolare, il comparto big data e analytics, cioè la raccolta e l’analisi della infinita mole di dati prodotti in questo caso in ambito sanitario, corre ancor più veloce: nel 2022 è stimato un valore complessivo di 135 milioni di euro (+12,5% rispetto al 2021), che saliranno, in proiezione, a 200 milioni nel 2025.

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  • I FONDI ITALIANI SPETTATORI IN GENERALI
Nella recente partita sulle Generali, che continua a riservare a colpi di scena, i fondi italiani sono per lo più rimasti sugli spalti. Stando al verbale dell’assemblea degli azionisti del 29 aprile, anche Anima, Eurizon con Fideuram (gruppo Intesa Sanpaolo) e Mediolanum hanno votato per rinnovare il consiglio di amministrazione e decidere le sorti dell’amministratore delegato, Philippe Donnet (poi confermato). Soltanto che non si sono schierate al fianco di nessuna delle due squadre contendenti, né con il “team Donnet” sostenuto da Mediobanca, né con il “team Caltagirone” supportato anche da Leonardo Del Vecchio e Fondazione Crt. A differenza di molti fondi internazionali, Anima, Eurizon-Fideuram e Mediolanum, che hanno preso parteall’assise rispettivamente con lo 0,12, lo 0,29 e lo 0,16% delle Generali, hanno preferito votare per la lista di Assogestioni. Che però non ha piazzato alcun rappresentante in consiglio.
  • Meno liquidità contro l’inflazione la finanza propone le sue ricette
L’ultima relazione annuale della Banca d’Italia segnala che nel 2021 la propensione al risparmio da parte delle famiglie italiane (cioè il rapporto tra risparmio e reddito disponibile) si è attestata mediamente al 12,5%, in calo rispetto al primo anno pandemico (quando era arrivatoa sfiorare il 15%), ma comunque su un livello più che doppio rispetto al 2019. Questo mentre di pari passo è stata confermata una ridotta tendenza all’indebitamento, con quest’ultima voce che vale il 65% del reddito disponibile contro il 98% della media europea.  In compenso nella Penisola si registra un crescente utilizzo di strumenti del risparmio gestito: nell’arco di un decennio il loro peso è aumentato di dieci punti percentuali arrivando al 34% della ricchezza finanziaria, in linea con la media dell’area euro. La parte del leone la fanno i fondi comuni (15%), seguiti dalle polizze assicurative vita (17%).
  • Smart working ma flessibile la ricetta Axa
Oltre al lavoro agile la compagnia assicurativa ha messo in piedi un forte sistema di formazione. Fino a qualche tempo fa la parola ibrido era utilizzata soprattutto in ambito automobilistico, ma con la pandemia tutto è cambiato e oggi sembra essere quella che più caratterizzerà il futuro del mondo del lavoro. Se l’emergenza sanitaria e la necessità di limitare il rischio di contagio hanno infatti spinto molte aziende a sperimentare in maniera massiva lo smart working, con il progressivo ritorno alla normalità vanno affermandosi formule che alternano il lavoro da remoto con la presenza in ufficio e caratterizzate da un grado sempre più elevato di flessibilità e personalizzazione.

  • Bancassicurazione. Il patto italo-tedesco
Unicredit e Allianz si avvicinano e oltre alla partecipazione azionaria mettono in campo un accordo per sviluppare il business. Partendo da mercati in comune e puntando a una integrazione dei sistemi informatici per recuperare margini a bilancio. I due amministratori delegati Oliver Bäte e Andrea Orcel ne parlano in un’intervista
  • Tutti in Terrazza con Carniol
Appuntamento da non perdere questo pomeriggio alla Terrazza Martini di Milano, dove la svizzera Helvetia farà il punto della situazione sul ruolo delle assicurazioni davanti all’invecchiamento e alla perdita di autosufficienza da parte di una parte crescente della popolazione italiana. Voluto dalla compagnia svizzera e da Fabio Carniol, general manager di Helvetia Vita ed Helvetia Italia, l’appuntamento vede il saluto di benvenuto dell’ambasciatrice Monika Schmutz Kirgöz e una introduzione al tema di Alberto Brambilla, presidente di Itinerari Previdenziali. Seguiranno gli interventi di Riccardo Cesari (Ivass), Mario Padula (Covip), Gian Carlo Blangiardo (Istat), Giovanni Fosti (Fondazione Cariplo) e Paolo De Angelis (UniSapienza).
  • Rischio informatico, un piano «a tre teste»
Un accordo tra Generali, Accenture e Vodafone Business per offrire alle aziende soluzioni integrate per gestire il rischio informatico e la risposta agli attacchi cyber. L’iniziativa comprende servizi tra cui la valutazione dei rischi informatici, simulazioni di phishing e programmi di formazione. L’obiettivo è quello di permettere ai clienti di Generali di aumentare la loro capacità di garantire il rapido ripristino delle attività e di ridurre gli impatti per le loro organizzazioni e nei confronti di terzi. «La sicurezza è un tema di grandissima sensibilità, per questo Vodafone ha un centro di eccellenza con più di mille esperti in Europa (tra Regno Unito, Germania, Spagna e cento in Italia), che lavorano come un unico gruppo di specialisti — racconta il direttore di Vodafone Business Forina —. Anche l’investimento sul 5G è coerente con il posizionamento che abbiamo sulla cybersecurity. Il 5G è infatti una tecnologia molto più sicura».

  • Danni da lesioni gravi, nuova tabella unica nazionale all’impasse
  • Niente sconti su sanzioni per mancato uso del Pos