Rassegna Stampa assicurativa 11 giugno 2022

Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

 

In Cina le masse gestite ammontano a circa 17 mila miliardi di euro e più di 14 mila miliardi di euro di risparmi dei privati giacciono in depositi bancari, ma di questa enorme quantità di capitali, solo una piccola percentuale è investita all’estero per via delle molte restrizioni ad investire fuori il Paese. Grazie alla licenza Qdpl Azimut avrà d’ora in poi la possibilità di offrire prodotti ai suoi clienti in Cina, dove si aspetta che in futuro ci sarà una forte crescita di domanda per investimenti esteri. Il gruppo presieduto da Pietro Giuliani, Generali ed Eurizon sono gli unici tre big italiani del risparmio gestito ad avere una presenza in Cina. La prima è stata la compagnia triestina.
Quando i due membri del consiglio di amministrazione espressione del socio di minoranza votano contro la cooptazione del terzo consigliere espressione della loro stessa lista, si comprende bene a che livello siano i rapporti all’interno del board delle Generali.
È successo proprio questo il 7 giugno, in occasione di una riunione del Consiglio per stabilire chi avrebbe preso il posto di Francesco Gaetano Caltagirone, dimessosi dopo un mese dalla nomina in consiglio come primo rappresentante della lista che ha provato, senza successo a prevalere nell’assemblea del 28 aprile.
A nove anni dall’arresto e dopo il proscioglimento definitivo, Jonella Ligresti ha deciso di parlare con Milano Finanza di quell’esperienza che ha travolto una famiglia, simbolo di un pezzo di storia di Milano. ‘’Non dimentico nulla ma vado avanti e penso al futuro”, afferma in un lungo colloquio a pochi giorni dal voto per i referendum sulla giustizia.
Gli agenti dell’Anagina non si aspettavano una battaglia dai toni così aspri intorno alla governance Generali esplosa con l’assemblea di fine aprile che ha nominato il nuovo consiglio della compagnia triestina. Un confronto duro che non è ancora finito, anche se ora servirebbe stabilità, dicono convinti da Anagina. La loro opinione pesa, visto che per le mani dei 350 agenti-imprenditori iscritti all’associazione presieduta da Davide Nicolao passa il 40% del portafoglio complessivo di Generali Italia, ovvero più di 4 miliardi di premi annui, con un indotto di 3.500 dipendenti e 9 mila intermediari.
Jp Morgan e Goldman Sachs avevano avvertito i mercati a inizio mese: è in arrivo un uragano. Una tempesta che venerdì 10 giugno si è effettivamente abbattuta su Piazza Affari, -5,2%, mandando in fumo circa 40 miliardi di capitalizzazione (-6,7% la perdita settimanale). Una delle tre ragioni fondamentali del warning riguarda le banche centrali, alle prese col rialzo dei tassi. Le altre due sono l’inflazione troppo alta e la guerra in Ucraina.
  • Life Mix Welcome una scelta bilanciata
La polizza di Credem Vita offre numerose opzionalità e un buon mix tra gestione separata e fondi interni

I ricavi delle forme di previdenza integrativa, nel 2021 (anno contrassegnato da «iniziative messe in atto da governi e banche centrali per fronteggiare la pandemia» da Covid-19, mediante «il sostegno alla domanda, a livello globale, e alla diffusione dei vaccini») hanno «retto», collocandosi su valori positivi: al netto dei costi di gestione e della fiscalità, infatti, i fondi negoziali e quelli aperti hanno avuto in media un rendimento pari, rispettivamente, al 4,9% e al 6,4%, mentre nei Pip, i Piani individuali pensionistici «nuovi» di ramo III, la percentuale raggiunta è stata dell’11%. È quanto emerge dalla relazione annuale della Covip, la Commissione di vigilanza sui fondi pensione, presentata ieri dal presidente Mario Padula, da cui affiora come sia andato meno bene il Tfr, il Trattamento di fine rapporto, che nel medesimo periodo si è rivalutato, al netto dell’imposizione fiscale, del 3,6%.
Annullata la condanna per lesioni personali colpose al datore dopo l’infortunio al dipendente. E ciò benché il sinistro avvenga perché i guanti a disposizione del lavoratore si rivelano inadeguati. L’imprenditore, tuttavia, ha affidato a un consulente la scelta dei dispositivi di protezione individuali e non si può condannarlo per responsabilità oggettiva: è vero, l’incarico affidato alla società specializzata non equivale a una delega di funzioni in materia di sicurezza, ma risulta comunque necessario approfondire la natura della consulenza e verificare dunque se il datore si trova nelle condizioni di fatto per uniformarsi alla regola che si ritiene violata.
Blocco totale dell’acquisto di crediti d’imposta da parte delle banche di maggiori dimensioni. Gli istituti di credito più importanti, dopo altri, hanno comunicato agli utenti, con le pratiche in corso e anche se accettate, di non essere più in grado di sottoscrivere i contratti di cessione dei bonus. In panne i contribuenti con pratiche anche al capolinea e rischio fallimento per molte imprese esecutrici meno strutturate (si vedano ItaliaOggi del 3/6/22 e del 9/6/22).

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  • Il piano Bper rimanda il terzo polo “Niente acquisizioni”
Il terzo polo, con perno su Bper, può attendere. Almeno per quest’anno e il prossimo. Ieri Piero Montani, amministratore delegato di Bper, illustrando il piano industriale al 2025, è stato chiaro: «Vediamo cosa farà Mps, ma al momento non vogliamo prendere in considerazione altre operazioni rispetto a quello che stiamo facendo». Stesso discorso per Popolare Sondrio, che ha in comune con Bper l’azionista Unipol e la joint venture sul risparmio gestito (Arca). Ora e per per tutto il 2023, la banca è impegnata a digerire le operazioni appena concluse: gli sportelli ex Ubi (ormai a regime) e la fusione con Carige, che verrà completata entro novembre (ieri è stata presentata la richiesta alla Consob per far partire l’opa obbligatoria sul 20% di flottante), da cui Bper si aspetta sinergie per 155 milioni a paritre dal 2024. Ce ne è abbastanza per una banca che in pochissimo tempo ha praticamente raddoppiato le dimensioni e ad oggi conta più di 5 milioni di clienti e un attivo di 160 miliardi.

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Generali, Donnet: «Governance all’altezza dei grandi gruppi»

«Dopo l’assemblea degli azionisti di fine aprile le Assicurazioni Generali possono far leva, oltre che su quasi 200 anni di esperienza, su una governance oggi all’altezza dei grandi gruppi internazionali. Lo ha detto l’ad Philippe Donnet (nella foto) all’assemblea degli agenti imprenditori del gruppo.
  • Covip, i fondi battono il Tfr
Aumentano gli iscritti alla previdenza complementare: a fine 2021, il totale è di 8,8 milioni, in crescita del 3,9% rispetto al 2020, per un tasso di copertura del 34,7% sul totale delle forze di lavoro. I contributi incassati sono stati 17,6 miliardi. È quanto emerge dalla relazione annuale Covip, la Commissione di vigilanza sui fondi pensione. Anche nel 2021 i fondi hanno reso più del Tfr.

  • L’Anagina entra nel capitale del Leone
  • Generali e Poste Vita, esclusiva per il Cortile della Seta a Milano
Vale circa un mese di tempo l’esclusiva che gli advisor Cbre e Dils hanno concesso al gruppo assicurativo Generali, in partnership con Poste Vita, nell’ambito della competizione per la vendita del Cortile della Seta a Milano, anticipata in esclusiva dal Sole24 Ore all’inizio di aprile 2022. La gara che ha portato sul mercato il celebre palazzo all’indirizzo di via Moscova 33, oggi di proprietà di JP Morgan in quanto sottoscrittore di un fondo gestito da Savills Investment Management, è partita proprio nei primi giorni di aprile e ha coinvolto i principali attori del settore immobiliare. La short list, dalla quale è scaturita l’esclusiva a Generali, era composta da due offerte tedesche e una italiana appunto. I nomi battuti dal Leone di Trieste sono Deka Immobilien e Union Investment. Un ritorno importante quello degli investitori tedeschi che negli ultimi anni hanno dismesso molti degli immobili detenuti in Italia.
  • Pensioni integrative, su rendimenti e iscritti Orlando: Fornero rivista

 

  • La concorrenza ha fallito anche sulle rendite
  • Giovani, donne e abitanti del Mezzogiorno restano i grandi assenti
Un mondo rovesciato dove chi è over 65 investe in previdenza e chi è under 35 lo fa con parsimonia. È la fotografia scattata dalla Covip che riconferma la più grande contraddizione del settore della previdenza complementare. La distribuzione per età a fine 2021 vede la predominanza delle classi intermedie e più prossime al pensionamento: il 50,3% degli iscritti ha età compresa tra 35 e 54 anni, il 31,9 % ha almeno 55 anni e solo il 17,8% ha meno di 35 anni. Negli ultimi cinque anni, la percentuale della fascia di età più giovane è cresciuta dello 0,4%, mentre si è assistito a un progressivo spostamento dalle classi di età centrali a favore di quelle più anziane, aumentate di circa sei punti percentuali.
  • Fondi pensione. Gli investimenti al test dell’inflazione fuori controllo