Poste punta alla sanità digitale

IL GRUPPO IN CAMPO PER IL PUNTO 6 DEL PNRR CHE PREVEDE LA PIATTAFORMA DI TELEMEDICINA
di Anna Messia
L’intenzione è di mettere a frutto le competenze acquisite durante il periodo della pandemia quando Poste Italiane ha offerto (gratuitamente) la piattaforma vaccini alle Regioni italiane assumendo un ruolo decisivo per il successo della campagna vaccinale del Paese. Ora il gruppo guidato da Matteo Del Fante vuole scendere in campo su un altro punto decisivo per il futuro del Paese che riguarda il welfare e più in particolare per l’attuazione della Missione Sei, del Piano nazionale di ripresa e resilienza dedicata alla salute. L’obiettivo del Pnrr è quello di rendere le strutture italiane più moderne, digitali e inclusive, favorendo lo sviluppo della sanità digitale, puntando in particolare al Fascicolo sanitario elettronico (Fse) e alla Piattaforma nazionale di telemedicina. Il costo totale dell’investimento è di quattro miliardi da spendere entro il 30 giugno 2026 e un miliardo vale la sola telemedicina su cui, secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, si sarebbe focalizzata l’attenzione di Poste. In ballo c’è «la progettazione, la realizzazione e la gestione dei servizi abilitanti della piattaforma nazionale di telemedicina», con il gruppo postale pronto ad avanzare una manifestazione d’interesse per la presentazione di proposte di partnership pubblico-privato nel bando pubblicato a marzo scorso da Agenas, l’agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, scaduto ieri, 6 giugno. Si tratta in particolare del bando che prevede «l’avvio di un’indagine finalizzata ad acquisire proposte da parte di operatori economici, adeguatamente qualificati e in possesso di requisiti idonei ai sensi di legge», con un’iniziativa che «nasce dall’esigenza di colmare il divario tra le disparità territoriali e offrire maggiore integrazione tra i servizi sanitari regionali e le piattaforme nazionali attraverso soluzioni innovative». Progetti che, questa volta a differenza della piattaforma per la campagna vaccinale, porterebbero comportare importanti ritorni economici per Poste Italiane e per farsi trovare pronto per cogliere le occasioni offerte da Piano nazionale di ripresa e resilienza il gruppo guidato da Del Fante sta potenziando la propria struttura di welfare. Lo scorso gennaio, la società del gruppo dedicata, Poste Welfare e Servizi che punta a essere eccellenza in ambito sanitario, come dichiarato da Poste, in un’operazione infragruppo, è passata da Poste Vita direttamente a Poste Italiane, con una valorizzazione di 70 milioni. Non solo. La società, a marzo, sempre per il tramite di Poste Welfare e Servizi, ha rilevato il 70% di un veicolo (Plurima Bidco) che a sua volta detiene il 100% di Plurima, una società leader in Italia nella logistica ospedaliera e nei servizi di custodia e gestione documentale per le strutture ospedaliere, sia pubbliche sia private. Si tratta di investimenti e riassetti funzionali a rafforzare il ruolo di Poste Italiane nel settore della sanità favorendo la digitalizzazione del settore come richiesto dai piani europei. Intanto è arrivato il via libera via libera dell’Antitrust all’acquisizione, da parte di Poste tramite Poste Pay, del 100% del capitale azionario di Lis. L’operazione vale 700 milioni. (riproduzione riservata)
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