Una mobilità a prova di rincari

VISTO L’AUMENTO DEI PREZZI DEL CARBURANTE E DEL COSTO DELLA VITA CRESCE LA VOGLIA DI RISPARMIARE
di Irene Greguoli Venini
A fronte dell’aumento del prezzo del carburante e del costo della vita sempre più persone hanno bisogno di contenere la spesa per spostarsi. Tra le soluzioni per risparmiare, oltre a ridurre e a razionalizzare l’utilizzo dell’auto, si stanno diffondendo sempre più il car sharing e la micro-mobilità con mezzi come bici e monopattini elettrici, soprattutto per muoversi nei contesti urbani.

L’aumento del carburante. Nonostante il taglio delle accise, il prezzo del carburante continua a crescere: secondo i dati ufficiali aggiornati al 31 maggio, nella modalità self il costo medio della benzina è arrivato a 1,914 euro al litro, mentre per il diesel a 1,831 euro al litro; tra le cause dei recenti rincari ci sono le quotazioni del greggio, in continua salita, e l’embargo al petrolio russo deciso dall’Unione europea. Per contenere la spesa, secondo un’indagine commissionata dal comparatore online Facile.it a mUp Research, negli ultimi tre mesi quasi un italiano su 2 (il 46%) ha ridotto l’uso dell’auto, specialmente nel tempo libero. Ma le strategie adottate per abbattere i costi sono anche altre: il 47%, rappresentativo di circa 20 milioni di individui, ha dichiarato di prestare maggiore attenzione nella scelta del distributore di benzina, mentre quasi un automobilista su 3 ha modificato il proprio stile di guida adottandone uno idoneo a ridurre i consumi del carburante.

La mobilità condivisa. Un modo per risparmiare sulla spesa può essere quello di rivolgersi ai diversi servizi di mobilità condivisa con mezzi elettrici, diffusi soprattutto nei contesti urbani. Da questo punto di vista c’è da tenere presente che l’Italia ha uno dei tassi di motorizzazione più alti d’Europa: nel 2020 ha raggiunto quota 660 auto ogni mille abitanti; circolano circa 40 milioni di auto, ma se gli italiani non rinunciano a possedere una macchina, negli ultimi anni la tendenza che va affermandosi è quella di usarla meno negli spostamenti urbani, sostituendola con veicoli condivisi con un minor impatto ambientale come auto, scooter, bici e monopattini elettrici.

Secondo un’indagine condotta da Altroconsumo, insieme ad altre organizzazioni di consumatori europee che fanno parte del network Euroconsumers, in Italia (dove l’inchiesta si è focalizzata nelle città di Roma, con 775 testimonianze di consumatori raccolte, e a Milano, con 888), tra chi usufruisce di questi servizi, l’84% dei milanesi e il 90% dei romani continua comunque a guidare anche la propria auto, in media 4 volte a settimana. Quanto all’uso dei mezzi pubblici, è più diffuso a Milano (73%) che a Roma (46%). Il servizio più usato è il car sharing senza autista (75% a Milano, 62% a Roma), seguito a Milano dal bike sharing (48%) e a Roma dal car sharing con autista (39%). Se nel complesso la soddisfazione per i servizi di mobilità condivisa è abbastanza alta in entrambe le città, le piattaforme per la condivisione di monopattini e scooter sono quelle che ottengono il giudizio d’insieme più basso. Considerando anche altri paesi europei (oltre all’Italia anche Spagna, Portogallo e Belgio), dalla ricerca emerge che ogni stato ha le sue preferenze in fatto di mobilità condivisa, ma il livello di soddisfazione è ovunque buono. In Portogallo e Spagna va molto il noleggio con autista, mentre il car sharing senza conducente è il servizio più utilizzato in Italia. In Belgio è molto sfruttata la micro mobilità: bici e monopattini sono tra i mezzi più utilizzati.

Nella Penisola, per quanto riguarda i servizi di car sharing senza autista, E-vai è la piattaforma che ottiene i giudizi migliori secondo i consumatori (93 punti su 100), anche grazie alla facilità d’uso dell’app e del veicolo, oltre che alla semplicità della procedura di pagamento. Il servizio meno apprezzato è invece Car Sharing Roma, di cui non convincono i prezzi e il servizio di assistenza clienti. Nel car sharing con autista, il noleggio auto con conducente supera Uber, anche se entrambi raggiungono un ottimo livello di soddisfazione per i tempi di attesa brevi, la pulizia e la comodità del veicolo. Il servizio di bike-sharing più apprezzato è Dott (80 punti) in quanto l’app e le bici sono facili da usare, i mezzi forniti sono comodi e solidi, mentre la pulizia è l’aspetto meno apprezzato.

Tra i servizi di noleggio di scooter quello che ottiene un punteggio migliore è Cityscoot (79 punti) per la semplicità del pagamento, la qualità dei veicoli forniti, la pulizia e l’assistenza ai clienti. Infine, tra i fornitori di monopattini elettrici Dott e Lime emergono in positivo per la facilità nella fruizione dell’app e nei pagamenti, e anche per la comodità d’utilizzo del veicolo.

Se si parla invece dei malfunzionamenti, dall’indagine risulta che problemi nell’utilizzo di app per prenotare i servizi di mobilità condivisa sono frequenti sia a Milano che a Roma. Il 39% dei milanesi che usano il car sharing ha riscontrato, negli ultimi 12 mesi, malfunzionamenti delle app, contro il 19% degli utenti romani. L’84% dei milanesi e il 78% dei romani, comunque, dichiara che la presenza dei servizi di trasporto condiviso ha migliorato la mobilità in città, anche se circa la metà trova che abbiano un costo troppo elevato per consentirne un uso regolare. A risultare carente, soprattutto nella capitale, è l’infrastruttura cittadina: solo il 35% ritiene che sia adatta a integrare tutti i differenti mezzi di trasporto, contro il 58% degli intervistati milanesi.

Verso soluzioni più sostenibili. Quello del car sharing e della mobilità alternativa è un settore in fermento. Tra le novità nel settore c’è per esempio il car sharing sostenibile di E-vai. Il servizio, gestito dalla società del Gruppo Fnm e attivo dal 3 marzo a Milano, prevede che le automobili elettriche siano prelevate e riconsegnate presso stalli prestabiliti (E-Vai point) situati in luoghi strategici della città (stazioni ferroviarie, università, ospedali, metropolitane e così via) con una copertura capillare di tutti i quartieri (per un totale di 112 postazioni). Per usufruire del servizio, i cittadini, dopo essersi registrati attraverso il sito www.e-vai.com o l’app mobile, possono richiedere l’auto prenotando tramite la stessa app, il sito web o il numero verde. Il costo del servizio parte da una tariffa di 0,12 euro al minuto con un noleggio minimo di due ore. La tariffa giornaliera è di 29 euro al giorno più 0,19 euro al chilometro (i primi 30 chilometri sono inclusi). Le tariffe sono inclusive dei costi dell’energia elettrica.

Un’altra novità è stata lanciata di recente da Flee, noleggio a lungo termine a consumo, che ha introdotto una nuova funzionalità che permette ai clienti di creare un car sharing personale per condividere la propria auto Flee con una cerchia di persone di fiducia. Attraverso l’attivazione di Flee+, il cliente crea la sua community direttamente dall’app MyFlee, invitando amici, colleghi e vicini di casa a utilizzare la sua auto quando non ne ha bisogno.

Per andare al lavoro si preferiscono le due o quattro ruote
Imezzi usati per andare al lavoro sono l’auto o la moto, per il 77% degli italiani (quota stabile rispetto al 2019), che predilige così la mobilità individuale, più comoda, indipendente e sicura. Con gran distacco segue chi usa i mezzi pubblici (11,4%), mentre bicicletta (4,4%) e monopattino (1,2%) crescono tra le preferenze, visto che nel 2019 sommati ottenevano solo il 2%. È quanto emerso da un’indagine di InfoJobs, piattaforma per la ricerca di lavoro online, condotta su quasi due mila lavoratori iscritti.

Considerando la durata del tragitto, il 73% degli intervistati raggiunge il posto di lavoro entro 30 minuti e, fra questi, c’è un 42,1% che effettua gli spostamenti casa-lavoro in massimo 15 minuti. Il 18,1% si trova ad affrontare un tragitto tra i 30 e i 60 minuti, ma solo il 9% impiega più di un’ora.

Il 56,5% è indifferente agli ostacoli che può trovare lungo il percorso dalla propria abitazione all’ufficio, perché li considera parte della routine, e il 27,5% non lo definisce uno stress bensì del tempo piacevole: il malumore generato dalla durata della trasferta e dai disagi degli spostamenti sembra, infatti, essere diminuito rispetto al periodo pre-pandemico, quando l’impatto negativo coinvolgeva complessivamente circa il 37,5%, mentre ora riguarda il 16,1% del campione.

Lo spostamento casa-lavoro è anche un tema economico, che pesa sul bilancio mensile di ogni lavoratore. Ma se per il 91,3% non esistono agevolazioni, il 6,4% dichiara di averle da parte della propria azienda. E mentre una piccola percentuale (1%) afferma che tali agevolazioni sono state introdotte proprio per promuovere il rientro al lavoro in presenza, l’1,7% afferma di averle ricevute in passato, ma non attualmente perché, invece, si incentiva lo smart working.

I rimborsi o i buoni benzina sono ancora gli incentivi più utilizzati dalle aziende (il 60,6% nel 2022 rispetto al 55% nel 2019), seguiti dal parcheggio interno all’ufficio (il 28,8% nel 2022 rispetto al 30% nel 2019) e dagli sconti sui mezzi di trasporto pubblici (il 4,6%), a cui si aggiungono quest’anno i servizi di sharing di auto e bici (il 6,1%).

Per quanto riguarda la bici, è scelta come mezzo di trasporto per il tragitto casa-ufficio solo dal 4,4% delle persone: i motivi di questa scelta sono la vicinanza con la sede dell’azienda (35,1%), seguita dai benefici per la salute (25,7%), da un risparmio economico (12,2%), dall’attenzione per l’ambiente e la passione per la bici (entrambe le voci all’8,1%).
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