Investitori tutelati

In linea con l’obiettivo di “un’economia che agisce per le persone” la Commissione EU intende garantire un quadro giuridico per gli investimenti al dettaglio che responsabilizzi i risparmiatori, aumenti la loro partecipazione nei mercati dei capitali e contribuisca a migliorare le performance dei mercati.

Il legislatore ha avviato una fase esplorativa che mira a valutare l’attuale legislazione europea sulla protezione degli investitori retail e prevede di effettuare una valutazione di impatto delle modifiche legislative che potrebbero essere eventualmente proposte. La decisione della Commissione si baserà sulle evidenze emerse nella fase esplorativa e stabilirà se le attuali norme, in particolare alcune disposizioni contenute nella MiFID II, nella IDD e nel Regolamento PRIIP hanno dimostrato di essere efficaci, efficienti, coerenti e se hanno portato un valore aggiunto per la protezione della clientela.

La Commissione ha anche previsto una fase consultiva, aperta a tutti gli stakeholder, a cui anche Anasf ha partecipato con alcune osservazioni.

Il legislatore ritiene che i risparmiatori siano in difficoltà nel prendere decisioni di investimento corrette a causa di livelli insufficienti di alfabetizzazione finanziaria, anche in materia di investimenti sostenibili, e che possano avere difficoltà a capire e confrontare le informazioni sul prodotto, spesso eccessive, complesse e incoerenti. Anasf condivide tale visione e ritiene che il problema della scarsa alfabetizzazione dei cittadini sia rilevante e che siano necessarie iniziative mirate di educazione finanziaria, così come è importante l’attività di educazione svolta quotidianamente dal consulente finanziario verso i propri clienti.

Un altro elemento al vaglio della Commissione è la scarsa affidabilità della consulenza in materia di investimenti dovuta, a suo giudizio, anche alla remunerazione dei consulenti e alle strutture dei costi dei prodotti. Anasf, come già indicato in occasione della consultazione EU sulla strategia per gli investitori al dettaglio dello scorso anno, ritiene che la disciplina degli inducement favorisca invece la prestazione di servizi di qualità al cliente. Come best practice alternativa propone di sostituire gli inducement con una commissione di consulenza che consentirebbe di risolvere possibili conflitti d’interesse e di contenere i costi complessivi.

La Commissione sta inoltre pensando di modificare le disposizioni sulle valutazioni di appropriatezza e adeguatezza per la profilazione della clientela che si concentrano principalmente sui singoli prodotti invece che sul portafoglio di investimento. Anasf ha accolto con favore questa proposta che mira ad una valutazione di adeguatezza basata sull’asset allocation e su una valutazione di portafoglio, già ampiamente attuata dai consulenti finanziari.

La Commissione ritiene inoltre che la protezione degli investitori debba essere ulteriormente adattata all’uso crescente di strumenti digitali da parte degli investitori al dettaglio, per gestire meglio i rischi che ne derivano, anche per quanto riguarda l’influenza dei social media, e per sostenere lo sviluppo di strumenti digitali a beneficio della vendita al dettaglio. In commento alla proposta della Commissione Anasf ha inviato alcune considerazioni sui rischi legati all’eccessiva fiducia nell’impiego dell’intelligenza artificiale e ha ricordato che l’influenza dei social media è rilevante perché priva di controllo, fuorviante e potenzialmente rischiosa per l’utilizzo improprio dei dati dei cittadini, senza le tutele necessarie. L’Associazione ritiene che le norme adottate negli ultimi anni abbiano portato ad un considerevole miglioramento delle tutele per gli investitori, in particolar modo gli investitori retail, anche se l’applicazione delle nuove discipline ha messo in luce possibili aree di miglioramento, soprattutto in termini di semplificazione delle regole al fine di favorire la loro maggiore comprensibilità. Anasf pensa non siano opportune modifiche sostanziali, ma piuttosto iniziative mirate per tenere conto dell’innovazione tecnologica, della diffusione dei social media e anche per porre rimedio alla proliferazione indiscriminata e ad oggi senza controllo delle criptovalute che stanno danneggiando numerosi cittadini ignari dei rischi. (riproduzione riservata)
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