Fondi pensione italiani: la maggior parte degli immobili commerciali non ha ancora forti credenziali sui criteri ESG

Per 76% dei fondi pensione italiani solo il 21-30% del proprio patrimonio immobiliare commerciale ha solide credenziali sui criteri ESG

Secondo il rapporto “Fondi pensione europei: integrare i criteri  ESG negli investimenti del real estate commerciale”, realizzato da Deepki, la maggior parte degli immobili commerciali dei fondi pensione italiani non ha ancora forti credenziali sui criteri ESG.

La ricerca ha raccolto il sentiment di 250 gestori di fondi pensione europei* in Italia, Germania, Francia, Spagna e Regno Unito, con un AUM complessivo di 402 miliardi di euro, riguardo l’asset allocation nel real estate commerciale e le misure adottate per migliorarne le prestazioni ESG. Dal rapporto emerge che il 58% dei fondi pensione in Italia investe il 21-25% del proprio fondo nel real estate commerciale a livello nazionale e per l’86% del campione l’investimento è destinato a crescere nei prossimi tre anni.

Per il 94% degli intervistati gli asset immobiliari commerciali con buone prestazioni ESG forniranno migliori rendimenti, o “green value”, nei prossimi anni. Tuttavia il 76% dichiara che solo il 21-30% del patrimonio immobiliare commerciale dei loro fondi ha attualmente solide credenziali sui criteri ESG. Ciò nonostante, quando si parla di raggiungere gli obiettivi di net zero carbon, il 48% prevede che la maggior parte del patrimonio immobiliare commerciale raggiunga questo obiettivo in due-quattro anni, mentre il 16% prevede un periodo necessario di sei-dieci anni. Solo il 4% valuta possibile il raggiungimento di questo obiettivo entro sedici e venti anni.

Per il 58% dei fondi pensione italiani intervistati, la raccolta di dati completi e di qualità rimane una delle sfide più grandi quando si tratta di misurare e migliorare il proprio impatto ambientale. Per il 56% questo aspetto è ulteriormente complicato dalla mancanza di una regolamentazione per la raccolta dei dati e per il 40% dalla mancanza al loro interno delle competenze necessarie per valutare e migliorare le proprie prestazioni ESG.

Gli intervistati hanno inoltre identificato un rischio di “brown discount” (perdita di valore) per gli asset immobiliari commerciali con scarsa conformità ai criteri ESG e un rischio di manutenzione non programmata che potrebbe richiedere ulteriori investimenti di capitale per i miglioramenti da apportare. L’88% dei fondi pensione italiani prevede un aumento del livello  “brown discount” nei prossimi tre anni. Il 52% si aspetta che il “brown discount” abbia un impatto negativo del 31- 40% sul proprio patrimonio, mentre il 27% prevede che tale impatto sarà del 21- 30%, con una forte svalutazione dei beni immobili che offrono scarse prestazioni ESG.

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