Eurovita, Ivass chiede 150 mln

L’AUTORITÀ INVITA IL FONDO CINVEN A INIETTARE LIQUIDITÀ NELL’ASSICURAZIONE
di Anna Messia
L’ultima trattativa avviata da Cinven per trovare pretendenti per Eurovita era stata quella con Bff Bank, la banca nata nel 1985 su iniziativa delle case farmaceutiche (ex Farmafactorig). Un’operazione che, ad oggi sarebbe però stata congelata e nel frattempo a muovere sul gruppo assicurativo specializzato nel ramo vita, creato dal fondo di private equity a partire dal 2016, con l’acquisizione e l’integrazione di Ergo Previdenza, Old mutual wealth Italy (ex Skandia) ed Eurovita Assicurazioni, (cui a fine 2019 si è aggiunta anche Pramerica Life spa) sarebbe stata l’Ivass. L’autorità di controllo presieduta dal direttore generale delle Banca d’Italia, Luigi Federico Signorini aveva avviato un’ispezione sulla compagnia già nel 2021 con un esito atteso proprio in queste settimane e secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza la richiesta arrivata dall’Istituto sarebbe di iniettare nuovo capitale, pari ad almeno 150 milioni. Dettagli sull’ispezione sono contenuti nello stesso bilancio della compagnia guidata da Erik Stattin. «Nel corso del quarto trimestre 2021 Ivass ha avviato un’ispezione sull’operato della compagnia volta a verificare il governo, la gestione e il controllo degli investimenti e dei rischi finanziari. L’avvio dell’ispezione è avvenuto in data 29 settembre 2021 ed in data 17 gennaio 2022 è stata estesa anche alle verifiche di follow-up sull’adeguatezza delle azioni implementate dalla società per rimuovere le carenze emerse dagli accertamenti ispettivi concernenti la metodologia e le assunzioni utilizzate nella determinazione delle riserve tecniche e nel calcolo del requisito patrimoniale di solvibilità», si legge. «Nello stesso periodo l’istituto ha avviato una ispezione per la verifica del governo, della gestione e del controllo dei rischi connessi alla tecnologia della informazione e comunicazione (rischi Ict) e della cyber security» è scritto ancora nel documenti dove viene specificato che «l’avvio dell’ispezione è avvenuto in data 11 ottobre 2021 ed in data 16 novembre 2021 è stata estesa anche al governo, alla gestione e al controllo del rischio di riciclaggio. Alla data di redazione della presente documentazione le attività ispettive sono terminate e la società è in attesa di ricevere i relativi rapporti ispettivi». Rapporti che sarebbero ora giunti con la richiesta all’azionista Cinven di una manovra importante sul capitale. «A seguito del solvency ratio rilevato al 31 dicembre 2021 inferiore alla soglia di tolleranza definita soft limit (150%) la compagnia ha avviato specifiche azioni manageriali finalizzate al rafforzamento dei livelli di solvibilità al fine di ristabilire la soglia di soft Limit», è scritto ancora nel bilancio dove viene specificato che l’ispezione Ivass «ha avuto ad oggetto anche gli investimenti in taluni fondi di investimento complessi e in ottica prudenziale, la società ha effettuato analisi di sensitività che hanno consentito di verificare che anche in caso di classificazione di detti fondi con un profilo di rischio relativo ad uno stress Standard formula particolarmente sfavorevole, il solvency ratio alla chiusura dell’esercizio si manterrebbe comunque sopra i valori minimi consentiti dalla normativa e al di sopra del «recovery trigger» definito pari a 110% dalla capital policy della compagnia», mentre, «per quanto riguarda la solvibilità della compagnia il monitoraggio del solvency ratio effettuato alla fine di febbraio ha mostrato un valore crescente principalmente come conseguenza del rialzo dei tassi». Ma evidentemente non sufficiente per riportare l’equilibrio. (riproduzione riservata).

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