È tempo di garanzie

di Carlo Giuro
Lo scenario economico italiano è dominato dagli eventi geopolitici, dalle forti tensioni sui prezzi per effetto dell’inflazione e del rincaro energetico e delle materie prime, ma anche dalle attese degli impatti che deriveranno dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Come si stanno posizionando i fondi pensione in questo quadro? MF-Milano Finanza ha interpellato Giacinto Palladino, direttore generale di Previbank, fondo pensione di tipo pre-esistente del settore bancario a capitalizzazione e a contribuzione definita.

Domanda. Qual è l’architettura finanziaria di Previbank?

Risposta. Previbank abbina gestione finanziaria e gestione assicurativa anche grazie alle combinazioni fra i due comparti, secondo scelte libere degli associati, o preferibilmente scegliendo la modalità life-cycle, che il fondo offre dal 2010. Previbank nasce con una natura prevalentemente assicurativa, legata a gestioni separate di Ramo I. Prodotti che hanno assicurato agli associati, tempo per tempo, le tabelle di conversione in rendita vigenti al momento del versamento dei contributi sulle posizioni, consolidando un vantaggio sulle tipologie di rendita differita, calcolate con i coefficienti applicati al momento dell’uscita. Viene garantita, inoltre, la capitalizzazione annuale dei rendimenti e una redditività, anno su anno, non negativa. Il patrimonio investito in gestioni assicurative ammontava al 31 dicembre 2021 a 2,25 miliardi, le convenzioni stipulate garantiscono inoltre diversificazione degli investimenti, attraverso una gestione in pool affidata a compagnie quali UnipolSai, Generali e Allianz. I profili d’investimento offerti agli iscritti sono attualmente quattro, organizzati anche in life-cycle, oltre le molteplici combinazioni rimesse al profilo libero. Previbank sta concludendo la selezione del gestore di un nuovo comparto bilanciato etico. Entro la fine del secondo trimestre 2022, si renderanno disponibili ulteriori due profili finanziari.

D. Qual è il vostro approccio alle linee garantite, e quale strategia pensate di implementare in futuro, anche alla luce dell’attuale scenario di mercato?

R. Previbank è nato 33 anni fa come fondo assicurato. L’idea originale, molto prima che il legislatore chiedesse ai fondi pensione la creazione di un comparto garantito per il recepimento del tfr inoptato, è stata quella di costruire una gestione garantita utile ad accogliere l’investimento previdenziale, oltre che il tfr. Abbiamo chiamato il comparto Multigaranzia, per indicare la presenza contemporanea delle garanzie di capitale netto, di consolidamento annuale dei rendimenti conseguiti, comunque non negativi. Previbank può contare su una storia consolidata che vede protagonista il mondo assicurativo e ha potuto facilmente ottenere un’offerta di rinnovo delle proprie convenzioni che traguarda il medio-lungo termine, con condizioni fissate fino a fine 2025 e prorogabili fino a fine 2028. Attraverso questa strategia di investimento abbiamo potuto integrare nei profili di investimento offerti agli iscritti l’investimento assicurativo, alternativa efficace all’investimento in titoli di Stato in area euro. In prospettiva, pur tenendo conto degli ultimi dati in termini di tasso di rivalutazione del tfr, confidiamo nella positiva reazione delle nostre gestioni di Ramo I, che integrano una larga e storicizzata diversificazione degli investimenti. La ripartenza dei tassi in Europa restituisce potenziale alle gestioni storiche, che da una parte subiscono la riduzione delle plusvalenze latenti, per effetto del rialzo, dall’altra possono pensare a riavviare la produzione su questi prodotti, potendo acquistare rendimenti più alti, che si erano in precedenza posizionati su una strategia di mantenimento delle masse acquisite.

D. Come state affrontando il fenomeno inflattivo e la volatilità innescata dalla guerra in Ucraina?

R. Nell’immediato lo scenario inflazionistico non sembra attenuarsi, ma contiamo su politiche monetarie e governative che evitino una stagnazione economica. L’effetto inflazione unito a quello del conflitto e delle sanzioni è pesante. Stimiamo un impatto significativamente negativo sul pil europeo oltre i 2 punti percentuali e meno rilevante su quello Usa, economie sulle quali investiamo prevalentemente. Contiamo che prevalga la pace e che l’economia possa ripartire con lo sblocco della domanda e con nuove politiche governative di stimolo alla crescita. L’offerta previdenziale di Previbank è adeguata ad affrontare tali scenari.

D. Che approccio avete per l’investimento ambientale, sociale e di governance (Esg, ndr)?

R. Il fondo sta introducendo un nuovo comparto d’investimento compatibile con l’articolo 8 del regolamento sull’informativa di sostenibilità dei servizi finanziari (Sfdr, ndr). Mentre sull’attuale gestione finanziaria abbiamo adottato una policy Esg e un advisor specialistico, Etica Sgr, che ci consente il costante monitoraggio di Stati e imprese investite, segnalandoci le controversie in cui sono implicate. Contiamo di evolvere ancora di più su questo fronte, che reputiamo parte integrante dell’impegno di un investitore istituzionale, ma anche utile in termini di ricerca di stabilità dell’investimento nel lungo termine.

D. Uno dei termini più ricorrenti nel dibattito previdenziale è flessibilità in uscita. Considerando il ricorso al fondo Esuberi nel sistema bancario per la gestione degli esodi avete molte richieste di Rendita Integrativa Temporanea Anticipata (Rita, ndr)?

R. Il settore bancario è in costante trasformazione, anche alla luce del fatto che stanno proseguendo le operazioni di aggregazione. La nuova occupazione inoltre si va sviluppando in stretto collegamento con nuovi modelli organizzativi e nuove tecnologie. Fortunatamente, in questo contesto il settore è regolato da accordi collettivi e ammortizzatori sociali auto-sostenuti, che consentono un approccio positivo alle tensioni occupazionali e alle riorganizzazioni. L’introduzione della Rita è stata recepita molto positivamente, la minor tassazione prevista consente di affrontare con maggior serenità l’uscita anticipata dal lavoro, rispetto al pensionamento per vecchiaia. Le richieste nel 2021 sono state oltre 4mila. (riproduzione riservata)
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