Cyber security: imprese preoccupate per il futuro

Secondo una ricerca di A10 Networks il 32% delle aziende ha già adottato un modello Zero Trust negli ultimi 12 mesi e il 13% intende adottarlo nei prossimi 12

Secondo l’Enterprise Perspectives 2022, lo studio di A10 Networks delle 250 organizzazioni aziendali intervistate nell’Europa meridionale (Italia e Francia), ben il 95% ha mostrato alti livelli di preoccupazione per tutti gli aspetti della resilienza digitale aziendale.

I livelli complessivi di preoccupazione sono stati più elevati per quanto riguarda la resilienza nell’affrontare le perturbazioni future, la garanzia che il personale si senta supportato qualsiasi stile di lavoro desideri adottare, la disponibilità a integrare nuove tecnologie e l’ottimizzazione degli strumenti di sicurezza per garantire un vantaggio competitivo, con il 97% degli intervistati che ha dichiarato di essere preoccupato o molto preoccupato per tutti questi aspetti. Inoltre, le aziende italiane e francesi si sono dichiarate estremamente preoccupate per gli accessi da remoto negli ambienti ibridi, dimostrando elevata consapevolezza sull’importanza di bilanciare sicurezza e accesso dei dipendenti alle applicazioni vitali dell’impresa.

Alla domanda sulla ripartizione prevista del loro futuro ambiente di rete, il 79% delle organizzazioni aziendali dell’Europa meridionale ha dichiarato che sarà basato sul cloud con il 26% che ha indicato il cloud privato come ambiente preferito. Tuttavia, non sono rassicurati dai loro fornitori di servizi cloud, con il 40% che dichiara che non riescono a soddisfare i loro SLA.

L’intensificarsi del panorama delle minacce sta causando molte preoccupazioni: gli intervistati italiani e francesi si sono dimostrati più preoccupati per la perdita di dati e beni sensibili in caso di violazione dei dati dovuta a un attacco informatico. Altre preoccupazioni riguardano il ransomware, i potenziali tempi di inattività o di blocco in caso di attacco DDoS e l’impatto che questo avrebbe su marchio e reputazione.

In risposta a queste preoccupazioni, la ricerca ha evidenziato un evidente spostamento verso approcci Zero Trust, con il 32% delle organizzazioni aziendali del Sud Europa che ha dichiarato di aver già adottato un modello Zero Trust negli ultimi 12 mesi e il 13% che intende adottarlo nei prossimi 12.

Sebbene si sia verificato un cambiamento infrastrutturale per supportare il lavoro distribuito da casa e da remoto, il 70% delle organizzazioni aziendali dell’Europa meridionale afferma che tutti o la maggior parte dei dipendenti lavoreranno in ufficio nel lungo periodo, rispetto a una media del 62% in tutte le regioni intervistate. Solo l’11% afferma che una minoranza o nessun dipendente lavorerà dall’ufficio e la maggior parte sarà in remoto. Questo dato è in contrasto con le previsioni di un passaggio epocale a un’azienda perennemente ibrida, con i professionisti delle applicazioni e delle reti che si aspettano il riaffermarsi della vecchia normalità.

In termini di priorità di investimento, le tecnologie blockchain sono indubbiamente diventate maggiorenni: il 37% delle organizzazioni italiane e francesi ha dichiarato di averle implementate negli ultimi 12 mesi. Inoltre, il 36% dichiara di aver implementato tecnologie di deep observability e connected intelligence, oltre che di intelligenza artificiale e machine learning.

Fonte: Corcom

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