I cf allo specchio

A maggio Anasf ha condotto la prima edizione di un’indagine che intende approfondire gli aspetti legati all’attività del consulente finanziario, con la finalità di raccogliere dati utili, ogni semestre, per conoscere meglio la professione, la sua evoluzione, così come la composizione della clientela. La rilevazione si è conclusa il 6 giugno e sono state raccolte oltre 600 risposte degli associati. Il primo set di domande ha permesso di ricostruire l’identikit del consulente finanziario: uomo, di 56 anni, del nord. Dati che non sorprendono visto che è nota la maggior presenza del genere maschile nella professione, così come la necessità di favorire un ricambio generazionale dei consulenti. Il tema dell’invecchiamento demografico non riguarda peraltro solo la popolazione dei consulenti finanziari; anche l’età media dei clienti è alta: il 62% ha oltre 51 anni e, come riportato nel grafico in pagina, gli under 40 rappresentano solo il 16%.

Relativamente al livello di istruzione dei consulenti finanziari, coloro che possiedono un diploma sono i più numerosi (54%), seguono coloro che hanno conseguito una laurea magistrale o a ciclo unico (35%).

L’attenzione alla propria preparazione professionale è dimostrata dalla continua acquisizione di competenze: più del 40% del campione ha ottenuto una delle certificazioni Efpa, tra Eip – European Investment Practitioner, Efa – European Financial Advisor, Efp – European Financial Planner o una combinazione di queste con quella Esg, dedicata ai temi della sostenibilità.

Analizzando più nel dettaglio i dati relativi all’attività svolta dai consulenti finanziari emerge che il 26% dei rispondenti ha sottoscritto un contratto di advisory con la propria mandante, ovvero un contratto di consulenza aggiuntivo o sostitutivo rispetto al tradizionale contratto di agenzia. Solo il 15% del totale del panel svolge un ruolo manageriale, coordinando, in media, cinque persone.

I dati raccolti sulla clientela rilevano che il consulente finanziario gestisce mediamente 227 clienti, mentre i nuclei familiari seguiti sono in media 42 per professionista. Il 46% del campione dichiara che la percentuale media delle donne clienti prime intestatarie è del 20,5%. Il grafico in pagina evidenzia in dettaglio la distribuzione percentuale delle clienti donne. La maggior parte del panel dichiara che il patrimonio medio di ogni cliente si colloca tra 81mila e 120mila euro e solo il 14% ha un patrimonio investito minore di 10mila euro.

La dimensione del portafoglio dei consulenti finanziari è ben distribuita, con una preponderanza del 15% nella fascia tra i 16 e i 20milioni di euro, seguita dalla fascia che va dai 21 ai 25milioni (13%). Rispetto alla composizione dei portafogli emerge che i consulenti finanziari prediligono per oltre il 50% del campione il risparmio gestito, segue l’assicurativo (29%), la liquidità (12%) e il risparmio amministrato (8%). Infine, il 40% dichiara che mediamente la percentuale di portafoglio rappresentata da prodotti sostenibili è di circa il 10%.

Relativamente alla modalità di interazione con gli investitori, i consulenti finanziari, anche dopo la pandemia e la crescita esponenziale dell’utilizzo degli strumenti digitali, continuano a prediligere il rapporto personale con i propri clienti: oltre il 54% dei rispondenti dichiara di incontrare i clienti de visu per almeno l’80% del loro tempo, rispetto ad una relazione digitale. (riproduzione riservata)
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