Cessioni crediti alle partite Iva

IN DIRITTURA LE RIFORMULAZIONI DA PARTE DEL GOVERNO AGLI EMENDAMENTI AL DECRETO AIUTI
di Cristina Bartelli
Superbonus, cessione crediti a tutte le partite Iva. Liberi tutti, o quasi sul passaggio dei crediti fiscali. Nell’ambito delle 4 cessioni sarà possibile cedere non solo agli intermediari ma anche alle partite Iva. A tutti, secondo un emendamento riformulato dal governo alla legge di conversione del decreto aiuti all’esame delle commissioni della camera, purché non siano consumatori. Inoltre si lavora per ampliare il perimetro della rateazione delle cartelle. Non una nuova rottamazione ma la possibilità di piani di dilazione più lunghi e per importi più elevati. Anche per questa modifica si attendono le riformulazioni del governo agli emendamenti presentati in commissione. Per quanto riguarda il Superbonus, come anticipato da ItaliaOggi (si veda il numero del 21/6/22) la scelta del governo dunque è quella, di fronte alle richieste di aperture per casi, fatta da un emendamento di maggioranza, di allargare a tutti, senza distinzioni, purché non si tratti di consumatori, per evitare di esporli a maggiori rischi.

«Una scelta» auspica Luca Sut (M5S), «che speriamo sia quella definitiva nell’ottica di essere l’ultima modifica che consenta di far ripartire il meccanismo». La modifica arriva di fronte a un sistema di scambio dei crediti attualmente pressocché congelato proprio per il raggiungimento delle capacità di compensazione da parte delle banche. In valutazione l’altra modifica che consentirebbe agli istituti di credito che maturino le eccedenze di credito di portarle nell’anno successivo superando l’obbligo della compensazione nell’anno. Per quanto riguarda la rateazione si attende la sintesi delle diverse proposte di emendamento presentate sul punto. Si specifica che non si tratta di una nuova rottamazione ma la possibilità di aumentare da 60mila a 120mila euro il limite massimo dei debiti con il fisco iscritti a ruolo per cui può essere prevista, singolarmente, la rateizzazione, in forma semplificata, fino a 10 anni , se il contribuente documenta la temporanea situazione di obiettiva difficoltà. La riformulazione aumenta da cinque a otto il massimo di rate non pagate oltre cui la rateizzazione decade e prevede che chi è decaduto dalla rateazione di uno o più carichi possa comunque chiedere una nuova dilazione del pagamento di altri debiti fiscali. Queste nuove regole, si prevede, verranno applicate alle rateizzazioni che verranno concesse d’ora in poi.

Per la nuova rottamazione ci si riprova nel dl semplificazioni (si veda altro articolo in pagina). Una rottamazione quater estesa ai debiti fiscali al 31 dicembre 2020, saldabile in un massimo di 18 rate. La prevede un emendamento a firma Vita Martinciglio e Emiliano Fenu (M5S). Una maxi rottamazione in 10 anni attivabile dopo l’invio di un prospetto da parte dell’Agenzia delle entrate, dal quale emerga tutta la posizione debitoria dei contribuenti. “Un meccanismo”, spiega Martinciglio, “che permetterebbe di smaltire parte di quel magazzino fiscale da 1.100 miliardi di euro accumulato e piu’ volte denunciato dall’Agenzia delle entrate. Il peso dell’inflazione e le valanghe di atti che stanno per arrivare in capo ai contribuenti richiedono un intervento deciso e immediato da parte del Governo. Noi continueremo a tutelare chi non ce la fa”.
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