Assicurazioni, il conto degli Ifrs17 sale a 18-24 miliardi

di Anna Messia
Si fa più salato il conto dell’avvio dei nuovo principi contabili internazionali Ifrs17 per il settore assicurativo. A dare una stima aggiornata è una ricerca realizzata da Wtw (ex Willis Towers Watson) a livello globale, nel quale gli assicuratori dichiarano che c’è ancora un’enorme quantità di lavoro da fare per poter applicare con successo i nuovi standard alla scadenza di gennaio 2023, e il costo totale è lievitato a 18-24 miliardi di dollari, il 20% in più rispetto alle previsioni fatte solo un anno fa. Il principio contabile, come noto, promette di rivoluzionare le metriche delle compagnie e l’allineamento richiede risorse ed energie. Con l’attuale sistema (Ifrs4) i premi assicurativi sono considerati ricavi per le imprese. Con il nuovo si trasformeranno in debiti e la lettura del conto economico sarà più simile alle banche, contabilizzando solo il margine che deriva dai contratti. Le ultime stime sul costo per le compagnie italiane per allinearsi al nuovo sistema erano di 600-700 milioni di euro, con un esborso medio di 155 milioni per un gruppo assicurativo medio-grande. Ma a questo punto anche quelle, probabilmente, andranno riviste al rialzo mentre emergono ritardi. La maggior parte dei partecipanti alla rilevazione di Wtw (270 assicuratori di 45 nazioni) ha espresso preoccupazione. «I prossimi mesi saranno cruciali per rispettare le scadenze. I risultati della nostra ricerca svelano la vera portata di questa sfida, che inevitabilmente comporterà un aumento del lavoro dopo la data di go live», commenta Federica Pizzaballa, Insurance consulting & technology country leader di Wtw. Dall’analisi emerge che solo il 40% delle 26 multinazionali e il 20% delle altre 244 aziende prevedono di realizzare in tempo i programmi. Per implementare il principio contabile nel corso dei prossimi due o tre anni saranno necessari oltre 10.000 dipendenti. Mentre 14 grandi multinazionali su 26 stanno pianificando un aggiornamento sugli Ifrs17 agli investitori per il 2022, la maggior parte delle altre società non lo sta ancora facendo. (riproduzione riservata)
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