Da Allianz Trade lo “score” sulla complessità dei recuperi

Allianz Trade ha pubblicato la terza edizione del Collection Complexity Score, che offre una valutazione sulle difficoltà di recuperare i crediti, in un contesto in cui le insolvenze globali delle imprese sono destinate ad aumentare (+10% nel 2022 e +14% nel 2023). Il punteggio riguarda 49 Paesi che rappresentano quasi il 90% del PIL mondiale e l’85% del commercio globale.

L’Europa è la regione in cui è più facile recuperare i crediti

Il Collection Complexity Score di Allianz Trade valuta la complessità delle procedure di recupero crediti internazionali da 0 (meno complesse) a 100 (più complesse). Il punteggio coniuga il giudizio degli specialisti di Allianz Trade di tutto il mondo con oltre 40 indicatori amministrativi riguardanti (i) le pratiche di pagamento locali, (ii) le procedure giudiziarie locali e (iii) le procedure di insolvenza locali. Il punteggio viene poi suddiviso in quattro diversi rating: Rilevante (<40), Elevato (40-50), Molto elevato (50-60) e estremamente elevato (>60).

Qual è il Paese migliore per recuperare i crediti? Come nella precedente edizione (2018) del Collection Complexity Score, l’Europa è sempre in testa. Infatti i 10 Paesi in cui è più facile recuperare un credito sono europei. I migliori sono la Svezia (30), la Germania (30) e la Finlandia (32), con punteggi stabili rispetto al precedente rapporto. Fuori dall’Europa, la Nuova Zelanda è il primo Paese non europeo della classifica (12° posto con 36 punti, +1 rispetto al 2018), seguito dal Brasile (20° posto con 43 punti, stabile).

Nel 2022 chiudono la classifica l’Arabia Saudita (91, -3 punti), la Malesia (78, stabile) e gli Emirati Arabi Uniti (72, -9 punti). Nonostante alcuni miglioramenti nelle procedure giudiziarie, è tre volte più difficile recuperare i crediti internazionali in Arabia Saudita piuttosto che in Svezia, Germania e Finlandia.

L’Italia si colloca al 27° posto della classifica del Collection Complexity Score, dietro a Grecia, Bulgaria e Romania ma avanti agli Stati Uniti con un punteggio di 49, stabile rispetto all’edizione precedente e che rappresenta un livello elevato del Collection Complexity Score.

In effetti, il comportamento delle imprese nazionali in materia di pagamenti è al di sotto della media come il DSO medio è eccessivo anche se le norme sui ritardi di pagamento sono più restrittive rispetto a quelle dell’UE. I ritardi procedurali e i costi elevati per l’esecuzione delle decisioni giudiziarie possono rappresentare una vera sfida. Pertanto, non è ragionevole avviare un’azione legale senza aver prima stabilito una strategia di riscossione pre-legale.

Per i debitori insolventi sono stati introdotti meccanismi di rinegoziazione del debito, ma nella pratica rimangono per lo più inutilizzati. Il fallimento rimane quindi la via predefinita, ma lascia ai creditori non garantiti limitate opportunità di recuperare il proprio credito.

Il punteggio di complessità si riduce in quasi un Paese su due

Il divario tra le economie avanzate e i mercati emergenti è ancora presente. Infatti 14 fra i 16 Paesi dell’Europa occidentale si posizionano al livello più basso di complessità (Rilevante), mentre Stati Uniti (32° posto con 55 punti, stabile) e Canada (29° posto con 53, stabile) hanno il rating Molto elevato. Medio Oriente, Asia e Africa sono in media le tre regioni in cui il recupero crediti è più complesso. Tuttavia, questo divario si è ridotto nel tempo.

Negli ultimi quattro anni il punteggio di complessità dei recuperi è diminuito a livello globale portandosi a 49, -2 punti rispetto al 2018 (51). Tuttavia, nonostante questa tendenza positiva, il recupero crediti internazionali rimane generalmente molto complesso (livello: Elevato).

Quali sono gli esportatori più esposti alla complessità del recupero crediti?

Abbinando il punteggio di complessità di ciascun Paese al numero di partner commerciali, Allianz Trade calcola anche l’esposizione degli esportatori alla complessità del recupero dei crediti internazionali.

Gli esportatori in Finlandia, l’Austria e la Norvegia sono i meno esposti, perché i loro partner commerciali si trovano in Paesi dove il recupero crediti è meno complesso. All’estremo opposto si trova l’Asia, con sette Paesi in cima alla lista dei più esposti alla complessità del recupero crediti a causa del commercio internazionale: Hong Kong, Indonesia, Thailandia, Malesia, Giappone, Singapore e India.