Un occhio robotico evita gli incidenti ai pedoni che guardano il cellulare

Il designer sudcoreano Paeng Min-wook con il 3° occhiodi Maicol Mercuriali
Appiccicati allo schermo dello smartphone anche mentre si cammina per strada. L’evoluzione da Homo sapiens a Phono sapiens si porta dietro anche pericolosi effetti collaterali che, dicono gli esperti, ci condurranno nei prossimi anni a problemi articolari e di concentrazione. Intanto, però, per chi proprio non riesce a fare a meno di controllare ad ogni passo il telefonino, arriva un sistema che promette di evitare di mettere il piede in fallo: se entrambi gli occhi sono impegnati a leggere l’ultimo post pubblicato sui social, arriva un terzo occhio a supporto dell’utente.
L’idea è del designer sudcoreano Paeng Min-wook, 28 anni, che come ha raccontato l’agenzia Reuters ha escogitato una soluzione per gli smombie, gli zombie da smartphone: 3rd Eye, un bulbo artificiale che si posiziona sulla fronte, che non ha nulla a che fare con la tradizione induista e buddista, e avvisa chi lo porta se sul suo percorso sta per incontrare un ostacolo.

Il dispositivo apre la propria palpebra ogni volta che la testa dell’utente si abbassa per guardare lo smartphone e quando si trova a uno o due metri da un ostacolo emette un segnale acustico per avvertire dell’imminente pericolo.

«Questo è lo sguardo dell’umanità futura, con tre occhi», ha detto alla Reuters Paeng, un percorso post-laurea in ingegneria del design dell’innovazione presso il Royal College of Art and Imperial College London. «Poiché non possiamo distogliere lo sguardo dagli smartphone, in futuro sarà necessario un occhio in più».

Nei giorni scorsi il designer ha tenuto una dimostrazione per le affollate strade di Seul. La sua invenzione utilizza un sensore giroscopico, è lo strumento che misura l’angolo del collo dell’utente e che dà il comando al terzo occhio di aprire la palpebra ed entrare in funzione. Così entra in gioco un sensore a ultrasuoni che calcola la distanza tra 3rd Eye ed eventuali ostacoli. Entrambi i sensori sono collegati a un micro controllore e a una batteria.
Dietro questo dispositivo c’è tanta tecnologia, ma il terzo occhio progettato da Paeng è soprattutto un monito, un avvertimento, e non una vera soluzione per chi è dipendente dal proprio smartphone.

«Presentando questa soluzione satirica, spero che le persone riconoscano la gravità della loro dipendenza da questi strumenti e si guardino indietro», ha detto il designer. Perché l’evoluzione tecnologica rischia di trascinare l’uomo in un’involuzione sociale.

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