Arrivano segnali di ripresa per l’industria automobilistica. In Europa, nei primi cinque mesi del 2021 le immatricolazioni di autovetture sono aumentate del 31,1% rispetto allo stesso periodo del 2020, peraltro fortemente penalizzato dal lockdown.

In un confronto con i primi 5 mesi del 2019, il dato segna però ancora un deciso calo del 25%. Lo rileva il Centro studi Promotor dopo la pubblicazione dei dati auto da parte di Acea.

Tra i cinque maggiori mercati (-27,6% Germania; -22,7% Francia, -19,3% Italia, -35,9% Spagna e -30,8% Regno Unito) è l’Italia a comportarsi meglio nel confronto con il 2019, anche per via degli incentivi molto generosi per le auto elettriche adottati nella seconda parte del 2020 e nei primi mesi del 2021 e a quelli per sostenere gli acquisti di vetture tradizionali, ma con emissioni contenute entro la soglia dei 135 gr/km di CO2.

Secondo il Centro studi Promotor in sede di conversione in legge del Decreto Sostegni-bis, andrebbero introdotti nuovi incentivi per l’acquisto di auto tradizionali con emissioni non superiori a 135 gr/km di CO2.

La pandemia ha colto il settore nella fase iniziale della transizione verso l’auto elettrica, ma le vendite di auto sono fortemente condizionate dagli acquisti di modelli tradizionali che hanno un ruolo fondamentale per sostenere i bilanci delle case e porle in condizione di continuare a investire nell’elettrico.

Se si vuole raggiungere l’obiettivo di riduzione del 55% delle emissioni di gas serra entro il 2030, l’Italia non può prescindere dalla proroga dell’Ecobonus fino al 2026, necessaria per sostenere la domanda di veicoli nuovi durante la transizione energetica e ridurre l’impatto sull’ambiente”, dichiara Andrea Cardinali, direttore generale dell’Unrae, l’associazione dei produttori esteri in Italia.

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