Nasce Fideuram-Reyl & Cie

Gli organismi di regolamentazione finanziaria europei e svizzeri, la Bce e Finma, hanno approvato la partnership strategica tra Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking e Reyl & Cie. Fideuram-Ispb conferisce a Reyl & Cie la filiale bancaria svizzera Intesa Sanpaolo Private Bank Morval. La fusione a livello giuridico di Reyl & Cie e Ispbm dovrebbe essere finalizzata entro la fine dell’anno.

La partnership, spiega la Ca’ de Sass, consente a Fideuram-Ispb di rafforzare notevolmente le attività internazionali di gestione patrimoniale e di continuare a svolgere un ruolo di primo piano nel processo di consolidamento del settore finanziario elvetico. Viene confermata la scelta della Svizzera come hub principale per le attività internazionali di private banking. Dopo la chiusura dell’operazione Reyl & Cie manterrà la sede a Ginevra e diventerà un gruppo bancario internazionale con circa 400 dipendenti, un patrimonio gestito di circa 23 miliardi di euro e un capitale proprio obbligatorio di 190 milioni. Fideuram-Ispb controllerà il 69% di Reyl & Cie, mentre i partner François Reyl, Pasha Bakhtiar, Nicolas Duchêne, Thomas Fontaine, Christian Fringhian e Lorenzo Rocco di Torrepadula manterranno insieme una quota del 31%.

Questo accordo, ha commentato Tommaso Corcos, a.d. di Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking, «riafferma la nostra strategia di crescita internazionale, consolidando una delle migliori banche attive nella gestione privata dell’Eurozona e scegliendo la Svizzera come base della nostra rete all’estero. La combinazione di competenze, esperienza, capacità di innovazione e una comune cultura del servizio al cliente costituiscono i capisaldi su cui costruire una nuova banca leader a livello internazionale, in grado di soddisfare le necessità dei nostri clienti più esigenti. Per accelerare le sinergie commerciali tra le società, Nicolas Duchêne, vice ceo e partner di Reyl, assumerà anche il ruolo di direttore generale di Intesa Sanpaolo Private Bank (Suisse) Morval, ad interim, fino alla fusione a livello giuridico delle società».

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