Le paure dei liberi professionisti

di Stefano Fossi
È una sorta di limbo fatto di attesa e di preoccupazione quello in cui vivono tanti liberi professionisti. Una situazione di difficoltà generata dal pesante contraccolpo economico determinato dalla pandemia, un contraccolpo ancora difficile da misurare nei suoi effetti a medio-lungo termine. Uno studio commissionato da DAS, compagnia di Generali Italia specializzata nella tutela legale, ha provato a indagare sui timori del mondo dei non garantiti. Sono stati coinvolti 800 liberi professionisti che da una parte operano in aree di tipo tecnico (geometri, architetti, ingegneri) e dall’altra in aree economico, tributarie e giuridiche.

La ricerca racconta che il mancato pagamento delle fatture è in cima alle preoccupazioni del settore (64%), seguito dal furto di identità informatica (41%) e dall’eventuale esposizione mediatica a seguito di inchieste penali in cui potrebbero essere coinvolti (30%). Il mancato pagamento di fatture è giudicato un evento possibile da 3 professionisti su 4. Il 77,2% ritiene che si possa verificare, per il 43,6% avviene abbastanza e molto di frequente. La maggior parte dei professionisti è riluttante a procedere per via giudiziaria. Il 73,4% preferisce gestire autonomamente la questione e rivolgersi al legale in caso di persistenza del problema. Il 18,1% degli intervistati pensa che le contestazioni sulla prestazione professionale siano abbastanza e molto frequenti. Il 10% ritiene abbastanza frequenti le vertenze di lavoro con dipendenti e collaboratori.

Più contenuti i timori per l’aumento delle contestazioni fiscali-amministrative (14%), i possibili procedimenti penali per contagi da Covid (13,2%), la concorrenza sleale di un ex collaboratore (8,7%), o una vertenza di lavoro di un dipendente (6,9%). Sul fronte delle controversie il 41,8% dei professionisti dell’area fiscale-giuridica si rivolge all’avvocato di fiducia dello studio e il 20,7% alle compagnie assicurative. Nelle professioni tecnico-scientifiche, il 35% si rivolge all’avvocato dello studio, il 21,2% all’ordine professionale e il 18,2% alle assicurazioni. Per quanto riguarda la spesa assicurativa media dei liberi professionisti è di 1.147€, le professioni economico-giuridiche spendono di più: 1.347 euro. Le compagnie, inoltre, iniziano a valutare i costi di danno e ripristino reputazionale. La stessa DAS, ha stretto un accordo con lo studio di comunicazione The Skill, specializzato in comunicazione di crisi, per offrire ai propri assicurati un supporto in caso di processo mediatico. «Si tratta di una novità importante» dice il Ceo di The Skill, Andrea Camaiora. «Per la prima volta, dopo anni di vite e carriere distrutte da violente vicende mediatico giudiziarie, un autorevolissimo player del settore si preoccupa di dare effettiva copertura al danno reputazionale, fronte che richiede elevati livelli di specializzazione ed esperienza sul campo. Non potrebbe che essere così: la reputazione è il patrimonio più importante del nostro tempo e, considerata l’evoluzione della giurisprudenza e la spettacolarizzazione della giustizia, il solo modo per tutelarla è una risposta integrata tra legali e comunicatori recepita dall’ordinamento giuridico dalla fondamentale sentenza della Cassazione n.6827/2014 e che sempre più esplora modalità originali e non convenzionali». (riproduzione riservata)

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