Garanzie, crollano le richieste di mid e large cap

di Luisa Leone
La ripresa avanza, la pandemia arretra e le imprese di dimensioni maggiori iniziano ad uscire dalla fase di emergenza. Almeno questo sembra indicare l’andamento delle nuove richieste di garanzie pubbliche da parte delle large e mid cap, indirizzate alle Sace, che secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza sarebbero in netto calo negli ultimi tempi. Probabilmente chi ne aveva bisogno ne ha già fatto richiesta e a questo punto ad avere bisogno del paracadute per i finanziamenti, prolungato fino a fine anno con il decreto Sostegni Bis, parrebbero essere soprattutto le aziende più piccole. Negli ultimi tre mesi sarebbero infatti aumentate le richieste al Fondo Centrale di Garanzia, sia con la procedura semplificata, fino a 30 mila euro, sia sopra questa soglia. Così come anche per il programma Garanzia Italia di Sace sarebbero iniziate ad arrivare diverse domande anche dalle pmi, che secondo le previsioni di legge, possono accedere a questo strumento una volta esaurito il loro plafond presso il Fondo gestito dal Medio Credito Centrale. Insomma un’Italia divisa a metà, almeno dal punto di vista delle necessità legate alla liquidità. Proprio ieri sono stati aggiornati i dati sulle richieste di garanzie al credito sia a valere sul Fondo di Garanzia che per Garanzia Italia, da cui emerge che le moratorie tuttora attive riguardano prestiti del valore di circa 136 miliardi, a fronte di 1,3 milioni di sospensioni accordate, mentre superano quota 177 miliardi le richieste di garanzia per i nuovi finanziamenti bancari per le micro, piccole e medie imprese presentati al Fondo per le Pmi. Quanto a Sace, i volumi dei prestiti garantiti hanno raggiunto i 24,5 miliardi, su 2.290 richieste ricevute. Numeri sempre molto importanti ma lontani, per quanto riguarda il gruppo assicurativo, dai 200 miliardi di massimale previsto dal governo Conte 2. Intanto, sempre ieri Sace ha approvato il bilancio di Sostenibilità 2020, dal quale emerge che lo scorso anno le risorse mobilitate a supporto dell’economia reale sono state 46 miliardi: 25 miliardi per l’export e l’internazionalizzazione (+18%), 21 miliardi per Garanzia Italia e 300 milioni per le garanzie green, che a oggi ammontano a 1 miliardo di euro. Dall’avvio di questo nuovo strumento Sace ha già incontrato oltre 300 aziende potenziali beneficiarie dello strumento. «Finalmente è maturata la consapevolezza della necessità di un approccio sostenibile per il futuro del pianeta e si è diffusa una forte attenzione al green e alla tutela ambientale come grande opportunità di investimento, crescita e occupazione per l’intero sistema produttivo», ha detto l’amministratore delegato Pierfrancesco Latini. (riproduzione riservata)

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