Filiali bancarie a forte rischio

di Giacomo Berbenni
Il 65% dei dirigenti bancari globali ritiene che le filiali degli istituti di credito saranno «morte» entro cinque anni: è quanto emerge da un report pubblicato da Temenos, società di software bancari, che ha intervistato 305 manager globali senior. La chiusura delle filiali per il Covid, le nuove tecnologie e l’aumento della concorrenza del mondo fintech, delle piattaforme di super-app e dei giganti della tecnologia hanno accelerato la trasformazione digitale e innescato un cambiamento nelle priorità e nei modelli di business. La maggior parte dei dirigenti ritiene che tecnologie come il cloud, l’intelligenza artificiale e l’Api rappresentino il trend che avrà il maggiore impatto sul settore nei prossimi quattro anni.

Per l’81% degli intervistati sbloccare valore dall’intelligenza artificiale sarà il fattore di differenziazione tra banche vincenti e perdenti. Gli istituti stanno concentrando i loro investimenti tecnologici su sicurezza informatica, intelligenza artificiale e cloud computing, mentre accelerano i progetti di trasformazione digitale. Le banche cercheranno di differenziarsi in base all’esperienza del cliente piuttosto che nei prodotti. Perciò molte realtà affermate si stanno rivolgendo a partnership strategiche e stanno ricorrendo a investimenti in tecnologia per diventare partner bancari di fiducia e fornitori di esperienze bancarie a misura di consumatore.

La pandemia è stata un catalizzatore di sperimentazione. Dal report emerge che quasi metà (il 47%) dei dirigenti bancari prevede che le proprie attività evolveranno nei prossimi due anni in ecosistemi nei quali le banche offrono prodotti e servizi di terze parti, insieme ai propri, a clienti e altre organizzazioni finanziarie. Aalishaan Zaidi, global head of digital banking di Standard Chartered, evidenzia le novità: «Il grande cambiamento per noi è stata la nostra convinzione che avremmo potuto cambiare velocemente se lo avessimo davvero voluto». Prima della pandemia, osserva Kanika Hope, chief strategy officer di Temenos, «non avremmo mai fatto le partnership che stiamo facendo ora: l’open banking e l’aumento della concorrenza delle grandi tecnologie e dei nuovi operatori stanno inducendo le banche a ripensare i loro modelli di business. Molti ora aspirano a sviluppare ecosistemi digitali che offrano ai propri clienti esperienze più umane e differenziate utilizzando la potenza del cloud, del SaaS e dell’intelligenza artificiale».

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