Quelli della seconda vita

Da Altavilla a Minali, da Mustier a Canzonieri, da Ferraris a Camerano, da Iasi e Cattaneo. Sono tanti i casi di professionisti che cambiano casacca e settore o si lanciano in sfide imprenditori
di Andrea Montanari
Non c’è un’età per non accettare nuovi incarichi aziendali, lanciare iniziative imprenditoriali in ambiti professionali differenti dai precedenti, diversificare e re-invertarsi un mestiere. I casi ci sono, in Italia, ma riguardano quasi esclusivamente figure maschili per la cronica carenza di donne in posizioni apicali.

A partire da quello di Alfredo Altavilla, storico manager del gruppo Fca che dopo la brusca rottura con la famiglia Agnelli-Elkann è diventato nell’ordine senior advisor del fondo Cvc, presidente del gruppo pharma Recordati (controllato da Cvc) e a metà giugno il numero 1 di Ita, la newco destinata ad acquisire il ramo volo di Alitalia, affiancando l’ad Fabio Lazzerini. Altavilla, che ha sfiorato la presidenza di Tim ed era nella short list per Engineering, non ha dimenticato il passato ed è entrato nel cda di Proma Group (componentistica auto).

Un bel balzo lo ha compiuto Alberto Minali, ex ad di Cattolica Assicurazioni e prima dg di Generali, nonché attuale consigliere economico del Vaticano, che in febbraio ha promosso la spac Revo assieme al banker Claudio Costamagna per poi quotarla all’Aim arrivando a raccogliere 220 milioni grazie a sottoscrittori quali Vittoria Assicurazioni e Fondazione Cariverona. Revo ha alcuni target nel mirino tra i quali Elba Vita e Cf Assicurazioni (Tecnocasa).

Chi è abituato a cambiare periodicamente settore di compentenza è Luigi Ferraris. Il nuovo ad di Fs ha alle spalle una lunga carriera in Pwc, Augusta, Piaggio, Elsag, Elsacom, Enel, Poste Italiane, e Terna.

Ha ampliato il suo raggio d’azione, lo scorso maggio, anche Marco Patuano assumendo il ruolo di presidente di Arcturus, la capogruppo del polo dell’arredocasa (cucina) che comprende Sambonet, Paderno, Roosentta, Ercuis e Raynaud. Patuano, dopo la lunga carriera in Tim – ha iniziato nel 2003 in Brasile per lasciare il gruppo nel 2016 con i galloni di ceo -, per tre anni ha gestito Edizione, la holding dei Benetton, e poi nel maggio 2020 è divenuto presidente di A2A, dopo aver assunto il ruolo di consigliere del Milan, club del quale è tifoso e socio.

Proprio la multiutility lombarda è stata crocevia di incroci di manager. L’attuale ad e dg Renato Mazzoncini è arrivato un anno fa dopo un lungo percorso in aziende pubblico-private di Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna e poi nel gruppo Fs che ha guidato dal 2015 al 2018. Mazzoncini ha preso il posto di Luca Valerio Camerano che da febbraio è managing director di Algebris il fondo di Davide Serra, dopo le esperienze in Engie, Enel e Citi (9 anni). E’ tornato al business delle utility anche Gianni Vittorio Armani, in passato in A2A, poi alla guida di Anas e da fine maggio al vertice di Iren.

Anche il mondo bancario riserva repentini cambi di casacca e mestiere. Ne sa qualcosa l’ex ceo di Unicredit, Jean Pierre Mustier, che in aprile ha fatto debuttare su Euronext Amsterdam la spac Pegasus Europe, promossa assieme a Diego De Giorgi (ex Bofa Merrill Lynch) e sostenuta da Tikehau Capital e Financière Agache, la holding controllata dalla famiglia Arnault.

E sempre in aprile, Francesco Canzonieri ha lasciato Medibanca (era co-head Corporate&Investment Banking) per lanciare Nextalia sgr (fondo d’investimento e advisory) facendosi poi affiancare dal partner Albergo Vigo (ex Dc Advisory) e avendo per soci Intesa Sanpaolo, UnipolSai, Coldiretti e Micheli&Associati.

Ci sono i banchieri di lungo corso Pietro Modiano ( Unicredit e Intesa Sanpaolo, poi presidente Sea Milano) e Roberto Nicastro ( Unicredit e Ubi e ora advisor di Cerberus) che nel 2020 hanno deciso di scommettere rispettivamente sugli utp (Eunomia) e sul fintech per le pmi (Banca Aidexa).

Professionisti che hanno seguito l’esempio, datato 2019, di Giovanni Bossi che dopo 25 anni alla guida di Banca Ifis e in seguito alla rottura del rapporto fiduciario con Sebastien Egon Fürstenberg ha lanciato CherryNpl ed è entrato in Clessidra per la gestione del fondo dedicato alle ristrutturazioni.

Dopo un lungo excursus nel mondo del turnaround aziendale (Sansedoni, Silvano Toti Holding, Cis Interporto, Prelios, Trevi e Maccaferri), Sergio Iasi ha deciso di diventare imprenditore promuovendo con Angelo Catapano e Massimo Lucchini Ithaca, società di investimento e management che investirà in azienda da rilanciare e che finora ha raccolto 600 milioni col sostegno di Tip di Gianni Tamburi.

Ha smesso l’abito del manager (Rai, Fiera Milano, Terna e Tim) per indossare quello dell’investitore (e ad) dei treni Italo e poi imprenditore con la holding Essecieffe, Flavio Cattaneo che ha poco presentato al mercato la società di trasporto Itabus nella quale ha investito anche Luca Cordero di Montezemolo.

Dopo le lunghe vicissitudini giudiziarie legate all’esperienza alla Popolare di Lodi si è riproposto come consulente Gianpiero Fiorani, uomo di fiducia di Gabriele Volpi con il quale ha completato il recente investimento di ristrutturazione della catena food California Bakery e ha sostenuto il lancio del quotidiano La Ragione. (riproduzione riservata)
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