L’attacco ransomware ai danni dell’Health Service Executive (HSE) il 14 maggio scorso potrebbe costare al sistema sanitario irlandese circa 120 milioni di dollari.

È quanto ha affermato il Ceo di HSE Peter Reid durante il briefing settimanale sul Covid, spiegando che la spesa comprende i costi di ripristino della rete, gli aggiornamenti del sistema e altre spese correlate. Reid ha anche precisato che si tratta di stime preliminare e che la cifra è destinata a crescere.

L’attacco era stato bollato come catastrofico e aveva bloccato diversi sistemi informatici, compreso quello dedicato alla gestione degli appuntamenti negli ospedali e nelle cliniche.

Gli hacker avevano chiesto 20 milioni di dollari di riscatto per sbloccare i sistemi, salvo poi tornare sui loro passi e consegnare il programma di sblocco dei dati gratuitamente, stando almeno alla versione comunicata dal Governo. Intanto, il lavoro sui trojan continua nel tentativo di tornare quanto prima al ripristino del 100% dei servizi online. Al momento, circa 14.000 degli 80.000 dispositivi HSE come i laptop sono stati ricollegati e ripuliti, ma resta fortemente compromesso il sistema di posta elettronica. Particolarmente colpiti risultano i team che lavorano sulla salute mentale e sulla disabilità dei pazienti, per i quali la posta elettronica è uno strumento di comunicazione fondamentale. I servizi di chemioterapia sono invece tornati all’80-100% delle loro capacità.

ransomware