Un Pac grazie a Progetta Stabilità Insurance

Intesa SanPaolo Vita propone questo piano di accumulo con coperture assicurative, per costruire nel medio termine un capitale

di Fausto Tenini e Alessandro Lazzari * (Assinews)

Progetta Stabilità Insurance è un contratto di assicurazione sulla vita a premi ricorrenti mensili e a vita intera proposto da Intesa Vita. Si tratta in breve di una polizza multiramo che permette di combinare tra loro, secondo modalità predefinite, alcune opzioni di investimento. Da un lato si ha la gestione separata denominata fondo Vivadue, dall’altro lato un fondo interno, scelto tra una rosa di prodotti ovvero Bilanciato Globale 25, Bilanciato Globale 45, Bilanciato Globale 70, ciascuno caratterizzato da un profilo rendimento-rischio differente. In questa occasione ci basiamo sull’ipotesi di allocazione iniziale rappresentata dal 30% dei premi investiti nella gestione separata e 70% dei premi fatti convogliare nel fondo Bilanciato Globale 70, allocazione consona ad un profilo di rischio medio-alto. In caso di decesso del cliente la compagnia paga ai beneficiari il valore complessivo dell’investimento incrementato di una percentuale variabile in funzione dell’età del cliente alla data di decesso, pari all’1% se inferiore ai 75 anni, 0,1% nel caso opposto. Il valore complessivo dell’investimento è dato dalla somma del capitale rivalutato della gestione separata e del controvalore delle quote del fondo interno. E’ però attivabile una prestazione accessoria in caso di decesso per infortunio, che riconosce un capitale in aggiunta alla prestazione principale; tale capitale aggiuntivo è di importo prefissato e costante ed è determinato in relazione alla causa del decesso ovvero 25 mila euro in caso di decesso causato da infortunio diverso da incidente stradale, 50 mila euro se la morte deriva da incidente stradale. Tra le opzioni contrattuali si segnala la possibilità di cambiare il fondo interno selezionato inizialmente, verso uno di quelli disponibili, senza andare a modificare la parte investita nella gestione separata. Interessante anche la riallocazione automatica per via della quale si possono eventualmente modificare le percentuali di ripartizione dei premi ricorrenti tra gestione separata e fondo interno, con graduale trasferimento dal secondo verso la prima in base ad una percentuale prefissata. Trascorsi almeno sei mesi dalla data di decorrenza del contratto il cliente può chiedere il riscatto totale o parziale del capitale, quest’ultimo concesso se l’importo richiesto è almeno di 1000 euro e il valore residuo dell’investimento è almeno di 2500 euro. I premi ricorrenti hanno periodicità mensile e devono oscillare tra almeno 100 euro e massimo 500 euro. Sono concessi versamenti aggiuntivi, per ogni annualità per un importo massimo complessivo di 6000 euro. E’ comunque previsto un limite all’importo massimo che può essere attivo nella gestione separata per un unico cliente o più clienti collegati tra di loro, pari a 5 milioni di euro. Il prodotto è destinato a clientela di età compresa tra 18 e 65 anni e la durata del piano di pagamento dei premi (Durata Obiettivo) può essere minimo di 10 anni e massimo di 20 anni. Passando alle componenti finanziarie sottostanti al cappello assicurativo, la gestione separata Vivadue ha restituito lo scorso anno un rendimento al lordo dei costi del 2,92%, per via di una allocazione sostanzialmente orientata sui bond. Dove il 50% del portafoglio è in Btp, seguiti dal 25% di bond corporate in euro e dal 12% di fondi diversificati. Il fondo interno Bilanciato Globale 70 ha un orizzonte suggerito pari a 8 anni, e il numero inserito nel nome si riferisce alla percentuale target di azioni in portafoglio (da cui deriva il +21,6% espresso nel 2019). Dove il 40% è rappresentato da azionario mondiale in euro e il 30% dall’indice Stoxx Europe 50, con il resto del capitale investito in obbligazioni sia in euro che globali. Il Kid, al netto dei costi, stima così per Vivadue e Bilanciato Globale 70 rispettivamente una perdita massima annua dello 0,4% e 6,05% nello scenario di forte stress dei mercati, che si tramutano in guadagni annui medi dello 0,74% e 0,91% nello scenario migliore. (riproduzione riservata)

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