Ue, niente alt ai dividendi. Via al congelamento di Btp

Bocciato nel Parlamento europeo l’emendamento che chiedeva lo stop per il 2021. Nella notte l’ok alle norme sui titoli di Stato
di Francesco Ninfole

Il Parlamento Ue ieri ha bocciato ieri nella sessione plenaria l’emendamento di Verdi e Gue (Sinistra) che prevedeva una sospensione di dividendi, bonus e cedole sui titoli AT1 per tutto il 2021, nell’ambito della revisione del regolamento sui requisiti di capitale (Crr) per considerare l’impatto del Covid sul settore. Nel testo è previsto un rapporto entro fine anno della Commissione Ue per verificare che le banche abbiano seguito le raccomandazioni delle autorità sui dividendi (di fatto è quanto sta già avvenendo). In questo caso non saranno necessari passaggi ulteriori come un divieto dei legislatori. L’Esrb ha suggerito uno stop sui dividendi per tutto quest’anno. Al momento però l’alt della Vigilanza Bce è valido fino a ottobre: nuove indicazioni da Francoforte dovrebbero arrivare a luglio prima delle trimestrali bancarie.
Nella notte si è tenuto il voto sul pacchetto complessivo del nuovo regolamento bancario. Ieri la votazione era considerata una formalità, data la larga maggioranza favorevole. Con il via libera di Bruxelles, ci saranno rilevanti novità per il settore. La delegazione italiana (nella quale hanno avuto un ruolo centrale gli eurodeputati Irene Tinagli, Antonio Tajani e Fabio Massimo Castaldo, oltre alla Banca d’Italia e all’unità di Bruxelles dell’Abi guidata da Federico Cornelli) ha ottenuto in particolare il congelamento del valore dei titoli di Stato anche per i portafogli di trading ai fini patrimoniali (come anticipato su MF-Milano Finanza del 2 giugno). La neutralizzazione sarà al 100% per il 2020, al 70% per il 2021 e al 40% per il 2022. Altri provvedimenti riguardano l’anticipo di un anno dei benefici patrimoniali per prestiti a pmi e finanziamenti con cessione del quinto. Inoltre le banche non dovranno più fare accantonamenti obbligatori per crediti con garanzia pubblica e ci sarà più flessibilità su Ifrs9. Francia e Germania hanno ottenuto regole più morbide su rischi di mercato e leverage ratio. La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale è prevista entro fine mese, con effetto già per il primo semestre delle banche. Ieri intanto il direttore generale dell’Abi Giovanni Sabatini ha espresso «particolare apprezzamento» per la decisione dell’Eba «fortemente auspicata» di prolungare al 30 settembre le flessibilità regolamentari connesse con le moratorie. (riproduzione riservata)

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