Reale Quota Controllata si affida ai mercati

Il prodotto offre molte opzionalità gestionali e il rendimento atteso del Kid è forse troppo condizionato dal passato

di Fausto Tenini e Alessandro Lazzari * (Assinews)

Reale Quota Controllata è un prodotto di investimento assicurativo a premio unico, le cui prestazioni sono collegate ai fondi interni di tipo Unit Linked. Si tratta dei prodotti Reale Linea Controllata, Bilanciata Attiva, Mercato Globale e Impresa Italia, che evidenziano profilo di rendimento-rischio molto differenti. La soluzione presa in esame per l’analisi si appoggia alla soluzione Reale Impresa Italia, il cui obiettivo è offrire un incremento del capitale, al lordo dei costi, nel lungo termine. Trattandosi di fondo interno non è prevista alcuna garanzia di restituzione del capitale investito, né di corresponsione di un rendimento minimo. Il contratto prevede il pagamento di un premio unico, con valore minimo di 2500 euro e massimo di 300 mila euro, ma è possibile effettuare versamenti aggiuntivi di importo minimo di 1500 euro. Il contratto è a vita intera e l’età dell’assicurato alla sottoscrizione deve essere compresa tra 18 e 80 anni. In caso di decesso dell’assicurato è previsto il rimborso di un capitale pari al controvalore investito nel fondo interno e in aggiunta la Garanzia Beneficiari, che incrementa il numero di quote attribuite al contratto, secondo una percentuale determinata in base all’età dell’assicurato al momento del decesso. Tale percentuale è pari al 15% se l’età è inferiore a 40 anni, scende al 2,5% tra i 40 e i 60 anni, per scemare allo 0,45% oltre gli 80 anni. L’importo liquidabile relativo alla Garanzia Beneficiari non potrà comunque superare 100 mila euro. Il contraente può richiedere il riscatto (il cui costo è pari allo 0,50% del controvalore delle quote) totale o parziale, quest’ultimo a condizione che l’importo da riscattare sia almeno pari a 500 euro e purchè il valore di riscatto residuo non sia inferiore a 1500 euro. Numerose le opzioni contrattuali che generano flessibilità in merito alla gestione finanziaria del contratto. La ripartizione dell’investimento tra i fondi può essere variata dal contraente con operazioni di switch volontari tra le diverse linee a disposizione, o switch automatici, opzionabili alla sottoscrizione del contratto. Attraverso l’opzione denominata Take Value, nel caso in cui il controvalore delle quote di un qualsiasi fondo (esclusa Reale Linea Controllata) aumenti almeno del 3% rispetto al capitale di riferimento si trasferisce verso Reale Linea Controllata l’importo che eccede tale capitale; mentre con la formula Take Defense nel caso in cui il controvalore delle quote di un qualsiasi fondo (esclusa Reale Linea Controllata) scenda almeno del 20% rispetto al capitale di riferimento, si effettua uno switch totale verso Reale Linea Controllata. La Linea Controllata può quindi essere strategicamente utilizzata per difendere il capitale e ridurre il rischio dell’investimento, oppure come fonte di liquidità per un investimento in linee aggressive in fasi di mercato positive. E’ peraltro possibile la conversione in rendita del capitale. Nella forma di rendita rivalutabile vitalizia, rendita rivalutabile certa, da 5 a 15 anni, e successivamente vitalizia, rendita rivalutabile vitalizia reversibile a favore di un secondo soggetto. Per quanto riguarda il motore finanziario, il fondo Reale Impresa Italia investe nel comparto azionario dove il benchmark di riferimento è composto all’85% dall’indice Ftse-Mib, con quote residuali di bond e liquidità. Si tratta quindi di una scelta molto mirata e concentrata, per coloro che credono nelle potenzialità del nostro Paese. Ma anche ad alto rischio, e il Kid evidenzia bene tali elementi, già al netto dei costi (stimati al 2,75% annuo dopo 10 anni). Nello scenario più sfavorevole bisogna mettere in conto una perdita consistente del capitale, che potrebbe erodersi in modo molto pesante, ma anche in caso di mercati favorevoli il Kid propone una perdita media annua dello 0,79%. Dato probabilmente fuorviante in quanto agganciato (in termini di stime) alla performance deludente del nostro mercato negli anni passati, situazione che potrebbe mutare in futuro e portare a rendimenti positivi per il prodotto assicurativo, anche al netto dei costi. (Riproduzione riservata)

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