I Pir ridaranno vigore all’Aim

di Emerick de Narda
Nuova ondata di liquidità in vista sull’Aim nei prossimi mesi. Grazie ai Pir (segnaliamo altro articolo a pagina 13). Il tema sarà affrontato anche alla II° edizione dell’iniziativa MF Aim Day, evento che vedrà il segmento delle pmi al centro del dibattitto il 18 giugno su ClassCnbc. Il decreto Rilancio ha risolto alcune frizioni legislative sui Pir che lo scorso anno ne hanno impedito un pieno sviluppo, limitando l’afflusso di nuovi investimenti. Con l’inserimento nell’ultimo decreto legge dei Pir Alternativi, il Decreto ha relegato investimenti potenzialmente illiquidi in un comparto ad hoc, più adeguato a una gestione attraverso fondi chiusi. In questo modo si potranno nuovamente liberare appieno le potenzialità dei Pir originali, più in linea con i fondi aperti.

Attraverso questa distinzione ideale, i grandi investitori istituzionali potranno ricominciare a costruire prodotti finanziari investiti anche nelle piccole e medie imprese dell’Aim, sfruttando i benefici fiscali che questi offrono: se se detenuti per almeno 5 anni, i Pir tradizionali prevedono l’esenzione di tutto il carico fiscale. E questo dovrebbe portare un’ondata di nuova liquidità a rinvigorire il segmento. L’analisi dei volumi sui titoli è fondamentale, anche perché il vecchio detto di seguire i soldi funziona sempre. Certo, ci vorranno alcuni mesi per far ripartire la macchina dei Pir, ma i fondi istituzionali cominceranno probabilmente a riposizionarsi in questo ottica già nelle prossime settimane. Monitorare i volumi giornalieri dei titoli è quindi la prima regola per individuare movimenti anomali. Bisogna cominciare prendendo a riferimento la media giornaliera di tutto l’indice nell’ultimo anno come riferimento di massima, e ogni giorno, a fine seduta, osservare se si è andati sotto o sopra. A titolo informativo, la media giornaliera per scambi e controvalore del mercato Aim negli ultimi 12 mesi è stata di 13,75 milioni di pezzi passati di mano per un controvalore di 9,6 milioni di euro. Analizzando però la media giornaliera degli ultimi sei mesi si vede che le quantità scambiate sono maggiori, con 17,5 milioni di pezzi, ma di controvalore più basso (8,9 milioni di euro), segno che ci sono meno fondi e più trader attivi, retaggio dell’eccezionale volatilità dei mesi di febbraio e marzo, quando molti operatori retail si sono risvegliati. Se si va invece a vedere la stessa media giornaliera nell’ultimo mese si nota che gli scambi sono crollati a 7,2 milioni di pezzi per un controvalore di 7,5 milioni di euro, dato che rafforza la tesi di investimenti molto limitati da parte degli istituzionali a fronte di effervescenza dei piccoli retail. Scendendo ancora più nello specifico, ed estrapolando la media giornaliera di scambi e controvalore dell’ultima settimana, si può notare come le quantità scambiate sono pari a 8 milioni di pezzi con un controvalore però simile a quello dell’ultimo mese, ossia 7,8 milioni di euro. Questo è il dato che, se superato a rialzo, può indicare l’intervento della mano istituzionale (da seguire) sul mercato. Si tratta di capire se e quando arrivano nuovi afflussi, stando attenti a depurarli dalle eventuali notizie del giorno che possono influire su tutti i mercati. Sarebbe dunque solo il primo campanello d’allarme, quello che fa mettere sull’attenti i trader. C’è poi il lavoro difficile, quello che occorre per individuare i titoli da seguire. Da chiarire subito che gli istituzionali non sono scommettitori ma appunto investitori, spesso di medio termine, e quindi tendono a evitare società ancora non perfettamente strutturate, poco liquide o oggetto di forte speculazione. Una rondine non fa primavera e se un giorno un titolo vede un exploit di volumi questo non sottintende l’ingresso di un operatore istituzionale. Meglio dunque aspettare una serie di giornate anomale consecutive: si potrà perdere qualcosa in termini di perfomance, ma senza per questo rischiare di perdere il treno.

Un titolo che secondo questa strategia va monitorato nei prossimi giorni è Energica Motor che, sulla scia dei rialzi di Tesla e Nikola in America, sta beneficiando di volumi importanti è Energica Motor. La società nell’ultima settimana ha registrato una media di 280 mila euro al giorno, in netto aumento rispetto ai 160 mila euro mediamente scambiati al giorno nell’ultimo mese. Boom di scambi anche per Digital Value, società attiva nei servizi digitali, che mediamente al giorno nell’ultima settimana e nell’ultimo mese ha scambiato oltre 200 mila euro, il doppio della media giornaliera degli ultimi sei mesi e dell’anno.

Ci sono poi i casi particolari, a cui bisogna fare attenzione. Life Care Capital è il titolo di una spac che a metà febbraio si trovava sui massimi in scia alla fusione con Biogenera. Dopo aver risentito della discesa dei mercati causa Covid, dall’inizio di maggio ha visto un ritorno dei volumi. Questo titolo ha registrato nell’ultima settimana e nell’ultimo mese una media giornaliera del controvalore doppia rispetto alla media giornaliera degli ultimi sei mesi (e dell’ultimo anno), con oltre 600 mila euro scambiati contro 360 mila euro. Ieri (insieme a Iervolino Entertainment) è risultato il titolo più scambiato con 520 mila euro di controvalore. Al 29/30 di giugno è stata convocata l’assemblea straordinaria per votare sulla business combination e ci si trova dunque davanti ad un bivio. Se la fusione non dovesse procedere, i titoli verrebbero rimborsati (con grave pericolo per i detentori dei warrant). In caso contrario bisognerà valutare nel tempo l’evolversi del business. (riproduzione riservata)

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