Mutui per la casa, si riparte

Pagina a cura di Irene Greguoli Venini
Sono molti gli italiani che stanno ricominciando a chiedere un mutuo per comprare casa dopo il periodo di lockdown, anche perché i tassi di interesse rimangono estremamente bassi in questo momento. Le banche si stanno mostrando aperte nella concessione del credito, anche adeguando la propria offerta. D’altro canto, non sono poche le famiglie che fanno fatica a pagare le rate di mutui già chiesti, a causa del peggioramento della situazione economica e lavorativa che ha colpito molti come conseguenza dell’emergenza sanitaria.
La richiesta di mutui dopo il lockdown. Dopo i mesi di lockdown, da maggio la richiesta dei mutui è ripartita a grande velocità: secondo uno studio realizzato dai comparatori Facile.it e Mutui.it (su un campione di oltre 77 mila domande di finanziamento), a fronte dell’aumento della domanda, le banche sembrano aver adottato una politica di apertura nella concessione del credito alle famiglie: l’importo medio erogato dagli istituti di credito tra il primo maggio e il 15 giugno è cresciuto del 9% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, raggiungendo 134.315 euro.

In questo modo l’erogato medio è tornato ai livelli registrati all’inizio dell’anno, nonostante oggi la situazione economica generale sia peggiore.

Le richieste raccolte nel canale online sono caratterizzate da un incremento del peso delle surroghe che oggi, secondo l’analisi di Facile.it, rappresentano più di un terzo del totale delle domande di finanziamento (34%), mentre erano poco più del 17% lo scorso anno.

In questo scenario le banche, anche grazie alla liquidità messa a disposizione dalla Bce, si stanno dimostrando propense a concedere i mutui alle famiglie, non solo percorrendo le vie già presenti prima dell’emergenza, ma anche adeguando l’offerta alla situazione attuale.

Alcuni istituti di credito, per esempio, consentono di iniziare a pagare la prima rata dopo 12 mesi dalla stipula, concedendo così al cliente molto tempo per normalizzare la propria situazione lavorativa; altri, invece, propongono finanziamenti con tassi agevolati per l’acquisto di immobili ad alta efficienza energetica.

Inoltre, molte banche hanno deciso di non irrigidire i criteri di valutazione dei richiedenti e, anzi, hanno adattato le proprie politiche a quelle condizioni diventate critiche proprio a causa dell’emergenza Covid, per esempio in riferimento alla cassa integrazione, solitamente ritenuta un elemento ostativo alla concessione del finanziamento, ma oggi guardata con minore rigidità se connessa alla pandemia e alla situazione economica venutasi a creare.

In tutto ciò ad agevolare la situazione vi sono anche i tassi di interesse: a giugno i valori rilevati rimangono estremamente bassi, in linea con quelli che si sono registrati a marzo scorso e, se si guarda al fisso, più convenienti rispetto a quelli di inizio anno.

Secondo le simulazioni di Facile.it, a giugno per un finanziamento da 124 mila euro da restituire in 25 anni, con un rapporto mutuo-valore dell’immobile pari al 70%, i migliori tassi fissi (Taeg) disponibili online variano tra lo 0,95 e il 1,15%, con una rata compresa tra 463 euro e 477 euro; a inizio anno (gennaio), per questo stesso finanziamento i tassi variavano tra l’1,23 e 1,34%, vale a dire circa 300 euro in più all’anno di interessi e 7.500 euro se si considera l’intera durata del mutuo. E anche sul fronte dei tassi variabili l’offerta rimane conveniente, con Taeg che vanno dallo 0,81 allo 0,98%.

La distanza tra tassi fissi e variabili rimane quindi su livelli minimi e, in alcuni casi, ci si può imbattere in offerte fisse più convenienti di quelle variabili: non per nulla il 97% di chi ha presentato domanda nelle ultime settimane ha chiesto un fisso (erano l’86% 12 mesi fa).

I tassi di interesse estremamente bassi, uniti alla maggior apertura al credito da parte delle banche e alla nuova offerta di prodotti ad hoc, hanno contribuito a far abbassare l’età media degli aspiranti mutuatari che è oggi pari a 40 anni, due anni in meno rispetto all’inizio del 2020.

Le risorse online. Per esplorare l’offerta attuale ci sono diversi comparatori online. Tra questi, per esempio, Facile.it mette a disposizione un simulatore che permette di calcolare rapidamente la rata mensile proposta da varie banche e finanziarie.

Oppure c’è Mutui.it: per fare un preventivo occorre indicare alcuni dati, ovvero l’età, il tipo di impiego, il reddito mensile, il comune di residenza e la finalità di utilizzo del mutuo casa (per esempio per acquisto o ristrutturazione), il tipo di tasso, la durata, il valore dell’immobile e l’importo; se poi si decide di chiedere il finanziamento, un consulente personale segue l’utente in tutte le fasi successive che riguardano l’ottenimento del mutuo.

Un’altra opzione è MutuiOnline.it, che consente di confrontare i prodotti di 36 banche: è possibile farsi un’idea sui costi di un mutuo per la casa senza compilare alcun modulo, visitando la sezione con i migliori mutui del giorno, oppure fare un preventivo personalizzato e gratuito, usare lo strumento per calcolare la rata mensile e il tasso d’interesse massimo e lo strumento per quantificare il piano d’ammortamento ottenendo un piano dettagliato del rimborso rata per rata.

Le difficoltà. D’altro canto, l’emergenza sanitaria e i conseguenti provvedimenti di sospensione delle attività produttive hanno portato a un peggioramento della condizione economica delle famiglie.

Secondo i dati dell’indagine straordinaria condotta dalla Banca d’Italia, ad aprile il 38% dei mutuatari ha affermato di avere difficoltà nel pagare le rate a causa dell’epidemia; la quota sale tra i lavoratori autonomi e tra quelli impiegati nel settore del commercio e della ristorazione (52 e 64% rispettivamente).

Le persone che hanno dichiarato di avere accumulato risparmi sufficienti per i consumi essenziali (cibo, riscaldamento, igiene, e così via) e, se indebitati, per il pagamento delle rate per non più di tre mesi sono il 38% del totale; la percentuale va oltre il 50% nel caso in cui il soggetto sia un lavoratore con un contratto a termine o il reddito familiare si sia più che dimezzato in conseguenza della pandemia.

Gli individui finanziariamente più solidi, con risorse sufficienti per fare fronte a queste spese almeno sino alla fine dell’anno, sono circa un terzo del totale.

Le famiglie che si trovano in una condizione di temporanea difficoltà nel pagamento delle rate possono fare ricorso al Fondo di solidarietà per i mutui per l’acquisto della prima casa (il Fondo Gasparrini, che prevede la possibilità di beneficiare della sospensione del pagamento delle rate), la cui dotazione è stata ampliata con i provvedimenti legati all’emergenza Covid (dl 18/2020, il decreto «Cura Italia» e il dl 23/2020, decreto «Liquidità»).

Per una parte dei nuclei familiari è anche possibile ottenere la sospensione dei pagamenti o l’allungamento della durata dei prestiti attraverso l’attivazione delle clausole già previste dai contratti: nel 2019 la quota delle erogazioni che includevano questo tipo di clausole era circa il 36%.

Oltre a ciò, contribuiscono ad alleviare l’onere del debito delle famiglie anche alcune iniziative di carattere privato, quali la moratoria per il credito ai consumatori promossa da Assofin (associazione dei principali operatori, bancari e finanziari, del credito al consumo e immobiliare) e l’accordo raggiunto tra l’Associazione bancaria italiana (Abi) e le associazioni dei consumatori.

Le domande di sospensione delle rate del mutuo sulla prima casa, al 12 giugno, sono arrivate a 165 mila, per un importo medio di circa 93 mila euro. Le moratorie di Abi e di Assofin rivolte alle famiglie hanno raccolto oltre 450 mila adesioni, per 20 miliardi di prestiti.

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