L’ops e Del Vecchio: due casi che faranno scuola per la Vigilanza

di Angelo De Mattia
Ieri non è stato approvato, come si era previsto, il prospetto presentato da Intesa Sanpaolo per l’offerta pubblica di scambio su Ubi Banca, perché la Consob ha interrotto i termini del procedimento dopo che Ca’ de Sass ha presentato una nuova bozza del prospetto, verosimilmente a seguito della modifica prevista del numero di filiali da cedere a Bper. Il procedimento è dunque ancora in corso. Si vedrà se una decisione sarà assunta in questa settimana e se la ragione dell’interruzione sia solo quella ipotizzata. Occorre comunque avere presente che la decisione dell’authority non potrà non essere in qualche modo collegata alla condizione dell’altra decisione che dovrà essere adottata, quella dell’Antitrust, che verosimilmente sarà successiva al provvedimento della prima autorità. Il rigore della Consob di Savona lascia ben sperare. Naturalmente tutto ciò non tocca le questioni sollevate da Ubi davanti all’autorità giudiziaria e le scelte che compiranno gli azionisti in assemblea né il problema di un esito dell’ops che non raggiungesse il 66%: un problema che potrebbe avere qualche impatto sulla stessa gestione di entrambi gli istituti, anche se fronteggiabile. Non siamo insomma all’ultima parola. Lo stesso cauto giudizio che ha dato Andrea Enria, presidente della Vigilanza unica, secondo il quale il via libera preliminare rispetta i criteri che la Supervisione è chiamata a valutare, avendo presente che in generale, sia pure con prudenza, le aggregazioni sono considerate favorevolmente dalla Vigilanza, non è esaustivo della vicenda, dovendosi ancora definitivamente pronunciare due authority, l’autorità giudiziaria e gli azionisti. La stessa concezione che la Vigilanza sembra avere delle aggregazioni, come mirate esclusivamente a fronteggiare i problemi della bassa redditività, è senza dubbio limitativa. Molti altri fattori vanno considerati riconducibili al miglioramento o no del modo di corrispondere alla ragion d’essere di un istituto di credito, se cioè nella forma aggregata sia in grado di meglio tutelare il risparmio e sostenere famiglie e imprese.
Ci sarà molto da approfondire in via generale, anche se lo stesso Enria, chiamato a pronunciarsi sull’innominata presenza di un azionista privato in una banca d’affari con un’elevata interessenza di capitale, dopo aver messo in chiaro che la domanda si riferisce sicuramente alla crescita di Leonardo Del Vecchio in Mediobanca, ha precisato che la valutazione è in corso, che la Vigilanza esamina con attenzione ogni variazione dell’assetto azionario di una banca, ma che ciò è sempre in funzione della prospettiva della sana e prudente gestione. Quest’ultimo chiarimento è fondamentale dopo le più diverse astruserie messe in circolazione su quel che può fare o non fare la Vigilanza. Sarebbe doveroso per tutti attendere questa decisione, evitando dichiarazioni, quale quella non smentita di un funzionario dell’Ivass, resa dopo l’efficace relazione del presidente Daniele Franco, dichiarazione secondo la quale la Vigilanza assicurativa è contraria a «un solo uomo al comando», ben sapendo o dovendo sapere che essa sarebbe stata utilizzata impropriamente per il caso dell’eventuale proiezione di Del Vecchio, per il tramite di Mediobanca, nelle Generali, dove peraltro è già presente con circa il 5%. Vicenda complessivamente, come si è visto, ancora tutta «sub iudice». Il riferirsi alle decisioni che assumerà la Vigilanza unica è, deve essere, una garanzia per tutte le parti coinvolte, muovendo dal presupposto che non può essere la Vigilanza medesima a risolvere i problemi degli azionisti che magari non vogliano mettere mano alla borsa per promuovere aumenti di capitale; anzi, all’occorrenza è proprio la Vigilanza che impone ricapitalizzazioni con il fine della stabilità e della sana e prudente gestione. Insomma, il modo in cui si concluderanno le due descritte operazioni finirà con il «fare scuola», non dimenticando che comunque la strada della consensualità nelle aggregazioni o fusioni o concentrazioni che dir si voglia sarebbe da preferire sotto diversi aspetti. (riproduzione riservata)

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