Ivass, stop a 4,4 miliardi di cedole

di Anna Messia
Non solo la maxi iniezione da 500 milioni chiesta a Cattolica. L’Ivass, l’istituto di controllo delle assicurazioni, ha chiesto manovre di rafforzamento a tutte le compagnie indebolite dalla crisi che hanno toccato un Solvency II inferiore al 130%. Nell’elenco ci sarebbe per esempio la trentina Itas, ma non solo. Complessivamente il sistema resta però solido, come evidenziato ieri dal presidente dell’istituto e direttore generale della Banca d’Italia, Daniele Franco, durante la relazione annuale dell’Ivass: il 2019 era stato un anno molto positivo per la raccolta (240 miliardi, +4%), con un roe record (12% quasi il doppio del 2018) e un Solvency II che a dicembre scorso era del 240%, 2,4 volte superiore al minimo. Poi sono arrivati il Covid e il lockdown e a marzo il Solvency II medio era sceso al 215%. Un valore che aveva ancora a fine maggio.

Il faro dell’istituto resta quindi acceso e, come anticipato nei giorni scorsi da MF-Milano Finanza, si è allargato alla liquidità, per verificare che i riscatti non superino le nuove sottoscrizioni. Per tenere alto il Solvency II le compagnie, seguendo le indicazioni di prudenza dell’Ivass, hanno sospeso o rinviato il pagamento delle cedole, per un valore totale di circa 4,4 miliardi. Altro tema caldo è quello della governance: nonostante gli importanti progressi degli ultimi anni, riconosciuti anche dal Fondo Monetario, restano ancora lacune da colmare, con l’inserimento nei consigli di nuove figure professionali e una maggiore dialettica tra cda e management. A chi gli chiedeva commenti sulla governance di Generali (con le mosse di Leonardo Del Vecchio sulla controllate Mediobanca) e Cattolica (sull’ipotesi di una trasformazione in spa) il segretario generale di Ivass, Stefano De Polis, ha risposto che, in generale, è necessaria una governance collegiale, evitando «l’uomo solo al comando».

L’Ivass ha anche sostenuto forme di collaborazione pubblico-privato per affrontare pandemie, catastrofi e attacchi cibernetici. promuovendo indirettamente il piano presentato nei giorni scorsi all’Ue dal ceo di Generali, Philippe Donnet. E sull’Rc Auto dove il lockdown ha fatto calare i sinistri del 50%, con un risparmio di 36-41 euro a polizza, l’istituto si aspetta nuovi sconti ai clienti se il trend si confermerà. (riproduzione riservata)

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