Ivass alza la guardia sulla liquidità

di Anna Messia
Assicurazioni controllate speciali in tempo di Covid. Questa volta l’Ivass, l’istituto di controllo del settore, ha alzato la guardia sulla liquidità delle imprese. L’input è arrivato dall’Eiopa, l’autorità europea di settore, che ha chiesto alle autorità nazionali di monitorare il fenomeno e l’istituto presieduto dal direttore generale della Banca d’Italia, Daniele Franco, si è prontamente mosso chiedendo informazioni a un campione di imprese assicurative italiane che rappresentano una quota significativa di mercato.
«Gli effetti derivanti dall’emergenza epidemiologica da Covid-19 continuano a determinare tensioni sugli andamenti tecnici, finanziari e patrimoniali delle imprese di assicurazione che, se protratti nel tempo, possono incidere negativamente anche sulla posizione di liquidità. Per questo motivo l’Istituto intende dare avvio ad una indagine, elaborata in coordinamento con l’Eiopa, per monitorare l’evoluzione della liquidità tramite la raccolta di un flusso informativo su un campione rappresentativo di compagnie», hanno scritto dall’Istituto. Il rallentamento dell’attività assicurativa, in particolare in periodo di lockdown, ha del resto inevitabilmente ridotto la sottoscrizione di nuovi contratti, mentre invece sinistri in alcuni comparti sono aumentati, per esempio per le coperture viaggio o nelle polizze sanitarie, anche se in altri (Rc Auto) sono scesi per il blocco della circolazione. Le autorità vogliono quindi verificare la somma di questi fenomeni e accertarsi che non abbiano provocato contraccolpi alle imprese. Per questo hanno chiesto alle società assicurative coinvolte di scattare una fotografia del fenomeno della liquidità prendendo a riferimento due date ben precise, il 31 marzo e il 31 maggio, per poi invitarle ad aggiornare mensilmente le informazioni. L’Ivass insomma alza l’attenzione sulla tenuta del sistema da diversi punti di vista, dopo che nei mesi scorsi aveva chiesto alle compagnie italiane di fornire un flusso di informazioni costanti sull’andamento della solvibilità. Informazioni che hanno portato l’Ivass a chiedere a più di qualche impresa di incrementare il capitale. Il caso più clamoroso è stato quello di Cattolica, a cui Ivass ha chiesto una ricapitalizzazione di 500 milioni per risollevare il Solvency II, ma nell’elenco ci sarebbero anche altre imprese, come la trentina Itas Vita e altre bancassicurazioni colpite dalla tempesta perfetta dei bassi tassi d’interesse, della ripresa dello spread sui Btp e della discesa dei mercati. Per assicurare la stabilità del sistema Eiopa e Ivass hanno chiesto alle imprese anche la massima prudenza nella distribuzione dei dividendi. Di conseguenza Generali ha deciso per esempio di pagare solo una prima tranche di 0,5 euro, staccata a maggio, mentre la seconda di 0,46 sarà pagabile entro fine anno e soggetta a verifica consiliare sulla sussistenza di requisiti patrimoniali. La stessa cosa ha fatto Unipol, che ha staccato solo la cedola di 0,16 euro di UnipolSai riservandosi di ridiscutere a fine anno del dividendo della capogruppo quando l’emergenza Covid sarà passata. Ma proprio ieri il Cems, il consiglio generale del Comitato europeo per il rischio sistemico della Bce, ha emesso una nuova raccomandazione sulla restrizione al pagamento dei dividendi, che si allunga dall’autunno 2020 fino al primo gennaio 2021, e l’invito vale anche per le assicurazioni. (riproduzione riservata)

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