Intesa Assicura guarda alle pmi

di Anna Messia
L’obiettivo di diventare la prima compagnia assicurativa italiana nel mercato danni (Rc Auto esclusa) resta confermato per fine 2021 e, per accelerare, Intesa Sanpaolo Assicura, finora focalizzata sulle famiglie, è pronta ad allargare il raggio d’azione alle imprese che hanno bisogno di coprirsi da nuovi rischi. «Per rivolgersi al segmento imprese con una gamma innovativa e competitiva, l’offerta assicurativa del gruppo sarà arricchita con le soluzioni salute di Rbm Assicurazione (di cui Intesa Sanpaolo Vita ha appena rilevato il 50% e 1 azione) non per solo il segmento retail, ma anche per le imprese. Inoltre, in cantiere, sempre per le aziende, ci sono nuovi prodotti che vanno dalla responsabilità degli amministratori, al cyber risk, passando per l’interruzione di attività», anticipa a MF-Milano Finanza Alessandro Scarfò, amministratore delegato di Intesa Sanpaolo Assicura, sottolineando che «dopo esserci concentrati nei primi due anni di piano sulle famiglie si apre ora la nostra fase 2, che coinvolge le imprese, dando slancio a nuove importanti sinergie con la banca».

Domanda. Il gruppo, con Intesa Sanpaolo Vita, è il leader nel settore Vita e l’obiettivo del piano industriale è raggiungere il primato anche nel Danni entro la fine del prossimo anno. Il 2019 si è chiuso con 671 milioni di premi (507 mln nel 2018). Il Covid cambierà le cose?
Risposta. L’intenzione di diventare la prima compagnia danni non auto e la quinta in assoluto è confermata. Nel 2014 eravamo ventesimi nella classifica di mercato mentre a fine 2019, calcolando pro forma i premi di Rbm Assicurazione, eravamo settimi. Stiamo continuando a crescere e ora ci rivolgeremo con maggiore attenzione anche alle imprese sviluppando nuove sinergie con la banca. Se un’impresa è ben assicurata spende meno per il credito ed è più rapida a ripartire anche in caso di fenomeni globali come quello che stiamo vivendo in questi mesi.

D. Gli assicuratori possono coprire questi grandi rischi?
R. Il settore deve essere propositivo e coinvolgere maggiormente i riassicuratori che hanno portafogli internazionali diversificati e una visione globale dei fenomeni. È evidente, come ci ha mostrato il Covid ma anche gli attacchi informatici o le catastrofi, che i rischi sono sempre più complessi e spesso non riguardano il singolo assicurato ma un’intera collettività. C’è bisogno dell’azione coordinata di più soggetti. Intanto Intesa Sanpaolo Assicura ha appena aumentato le coperture a vantaggio dei clienti coinvolti dal Covid.

D. Di che cosa si tratta?
R. A marzo, per chi aveva una polizza salute, abbiamo previsto di equiparare la quarantena obbligatoria al ricovero ospedaliero e di assimilare la terapia intensiva all’intervento chirurgico, con il pagamento di una cifra compresa tra 2 mila e 4 mila euro in funzione del pacchetto sottoscritto. Estensioni che ora varranno anche per i nuovi clienti. Per quanto riguarda l’Rc Auto abbiamo previsto uno sconto del 10% sui rinnovi fino a giugno 2021 e spingeremo le polizze a chilometraggio che potrebbero essere convenienti per i clienti che, per esempio, continueranno a lavorare da casa. Un’offerta che risponde ai nuovi stili di vita e prevede un limite di spesa, pari al premio di una polizza tradizionale.

D. C’è stata una crescita dei sinistri per il Covid vista anche l’estensione di garanzie offerte ai clienti?
R. Il bilancio è ancora parziale anche perché i clienti, a causa del lockdown, hanno ritardato le denunce. Per ora abbiamo registrato un calo nell’Rc Auto, ma non sono mancati sinistri legati al Covid anche se, fortunatamente, i ricoveri per terapia intensiva sono stati contenuti. Ora l’attenzione è sulle cpi, le polizze per la protezione del credito, legate ai prestiti e ai mutui che prevedono il sostegno al reddito in caso di perdita di lavoro. Gli interventi della cassa integrazione Inps hanno per ora congelato la situazione. Scaduti quelli, l’impatto per le assicurazioni potrebbe essere importante ma, è il rovescio della medaglia, le polizze garantirebbero il pagamento delle rate alle banche. (riproduzione riservata)

Fonte: logo_mf