E il factoring chiede allo Stato la piena garanzia

Il Prodotto interno lordo è atteso in calo di oltre l’11% se il contagio del coronavirus si arresta, ma potrebbe sprofondare fino al 14% se dovesse scatenarsi una seconda ondata dell’epidemia. Queste sono le ultime stime dell’ Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), per il 2020, nel nostro Paese. Di fronte a un tale scenario preoccupante, l’industria del factoring, che rappresenta il 14% del Pil nazionale e che ha sempre svolto una funzione di supporto alle imprese per la circolazione del capitale, si dichiara pronta a dare il suo sostegno nella fase della ripresa.

Per Assifact (Associazione italiana factoring) non sono sufficienti le misure finora prese dal governo per sostenere la liquidità, che è il problema più urgente nell’attuale fase dopo il lockdown. L’associazione sostiene che per rimettere in moto la macchina dei pagamenti, movimentando flussi finanziari fino a 80 miliardi di euro a fronte di una dotazione di fondi pubblici di cinque miliardi, occorra un meccanismo di garanzia delle cessioni di credito, con alcuni interventi strutturali del quadro normativo.

Su questo Assifact aveva avanzato una proposta che è stata recepita solo parzialmente. Infatti nel decreto Liquidità la garanzia dello Stato, nel factoring, è stata estesa solo alla cessione dei crediti pro-solvendo delle imprese cedenti. L’associazione ritiene che per generare un circuito virtuoso della liquidità i benefici della garanzia vadano estesi anche al debitore e a tutte le forme del factoring: pro soluto e reverse.

Ne parlerà il presidente Fausto Galmarini nella sua relazione all’assemblea annuale, il 16 giugno. Il tema sarà discusso nel webinar «Liquidità delle imprese post Covid-19 e factoring» che seguirà dalle 11,30 alle 13. Con Alessandro Carretta, segretario generale di Assifact e professore di Economia degli intermediari finanziari all’Università di Roma Tor Vergata, interverranno Silvio D’Amico (Mef), Ida Mercanti (Banca d’Italia), Gianfranco Torriero (Abi), Alessandra Ricci (Sace) e Vittorio Giustiniani (Assifact). Oltre alla diffusione dei dati economici 2019 e previsioni per il 2020, durante l’Assemblea, si procederà alle elezioni del nuovo consiglio dell’Associazione.

Patrizia Puliafito

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