Covid, riciclaggio contagioso

di Fabrizio Vedana*
Percezione di sussidi, raccolta fondi per solidarietà, fornitura di materiale sanitario, frodi nella vendita di materiale connesso all’emergenza, traffico di materiale pedopornografico, cybercrime e attività finanziaria cross-border. Sono i principali ambiti sui quali le Autorità di contrasto del riciclaggio americane ed europee stanno chiedendo a banche, intermediari e professionisti di alzare la guardia, verificando e segnalando i flussi finanziari inattesi. Lo chiarisce l’Unità di informazione finanziaria per l’Italia (Uif) con la newsletter n. 3 di giugno 2020, con la quale ha ribadito come l’epidemia da Coronavirus, oltre a causare una gravissima emergenza sanitaria, abbia comportato nuovi e rilevanti rischi di infiltrazione criminale nell’economia. Sul punto la Uif ha individuato quali possono essere le principali aree di rischio, in particolare evidenziando come:
• i settori delle forniture e dei servizi direttamente coinvolti nel contrasto del Covid 19 sono considerati particolarmente esposti al pericolo di manovre speculative e di truffe;
• le raccolte di fondi, anche online mediante piattaforme di crowdfunding, talora sono indirizzate a favore di fittizie organizzazioni non profit e possono sottendere condotte truffaldine;
• il prolungato periodo di lockdown ha causato situazioni di difficoltà finanziaria che costituiscono terreno fertile per i criminali;
• il distanziamento sociale richiede attenzione alle attività online, per prevenire il rischio di truffe telematiche, di reati informatici e l’utilizzo degli strumenti di pagamento elettronici;
• occorre contribuire ad assicurare che le risorse pubbliche introdotte a sostegno della liquidità raggiungano gli obiettivi stabiliti evitando il rischio, nella fase di accesso al credito quanto in quella di utilizzo delle risorse, di condotte fraudolente.
La Uif sottolinea che nei primi quattro mesi del 2020 ha ricevuto ben 243 segnalazioni direttamente connesse con l’emergenza sanitaria. Il documento mette poi in luce gli interventi normativi attuati dal Gafi, dall’Europol e dagli altri organismi internazionali ed europei a contrasto del riciclaggio; tra questi vengono evidenziati quelli adottati dalla Financial intelligence unit (Fiu) americana che ha, con due provvedimenti del 16 marzo 2020 e del 18 maggio 2020, invitato gli intermediari finanziari a incrementare l’attenzione sulle transazioni fraudolente riconducibili alla percezione di sussidi pubblici, alla raccolta di fondi per solidarietà e alla fornitura di materiale sanitario. I soggetti destinatari dei diversi obblighi antiriciclaggio vengono chiamati dalla Uif ad adottare misure risk-sensitive per verificare l’origine di flussi finanziari inattesi specie nei settori che hanno più di altri subito l’impatto della crisi e delle misure di mitigazione per l’emergenza Covid-19. In tal senso può essere utile fare rinvio a quanto scritto dal ministero dell’interno italiano nella comunicazione del 10 aprile scorso allorché individuò come settori a maggiore rischio la filiera agroalimentare, le infrastrutture sanitarie, la gestione degli approvvigionamenti, specie di materiale medico, il comparto turistico-alberghiero e della ristorazione nonché i settori della distribuzione al dettaglio della pmi.
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