Zurich, la vera sfida è estrarre rendimento

La linea prudente della soluzione Portfolio Extra lanciata in primavera affida al mix di fondi l’arduo compito di coprire i costi

di Fausto Tenini e Alessandro Lazzari* (*Assinews)

Zurich Italia ha lanciato lo scorso marzo Portfolio Extra, una nuova polizza che coniuga elementi di protezione e posizionamento finanziario. Offre stabilità tramite la copertura caso morte al 100% da destinare ad un beneficiario prescelto e permette di accedere ad una gestione patrimoniale di quattro diverse linee con obiettivi di volatilità. Per quanto riguarda la componente assicurativa, si tratta di una unit-linked a vita intera che prevede il pagamento di un premio unico iniziale eventualmente integrabile con premi aggiuntivi.
Questi sono investiti dalla compagnia in Oicr (fondi e sicav) e il valore della somma che il beneficiario ottiene in caso di richiesta di liquidazione (riscatto) o in caso di morte dell’assicurato dipende dall’andamento degli Oicr stessi; che sono selezionabili dal contraente tra quelli messi a disposizione da Zurich, ma quest’ultima offre anche Linee Guida di investimento a cui agganciarsi in modo che il contraente non rischi di compiere scelte sub-ottimali affidandosi al proprio istinto. Zurich Portfolio Extra include anche un’importante componente di protezione: in caso di decesso dell’assicurato la polizza permette di ottenere un capitale pari al valore dell’investimento maggiorato, nel caso in cui tale valore sia inferiore ai premi investiti, di un importo variabile in funzione dell’età dell’assicurato al momento del decesso. Dal quinto anno successivo alla data di decorrenza del contratto, l’importo di riscatto totale può essere convertito in una forma di rendita.
Passando alla componente finanziaria, la linea Portfolio Extra Prudente è la più scarica in termini di rischio e di rendimento atteso. Considerando le linee guida suggerite da Zurich in merito agli Oicr sottostanti, si fotografa oggi una allocazione sostanzialmente difensiva.
La linea prudente è infatti caratterizzata dal 18% circa di azionario Usa con rischio di cambio coperto, seguita dal 7% di equity europeo e dal 2,8% di azionario giapponese nuovamente con hedging valutario per stabilizzare i rendimenti. Il grosso del portafoglio è giustamente allocato su sottostanti fixed income ad altissima diversificazione, equiponderati e con rischi di cambio coperti; scelte che permettono in aggregato di investire su circa due mila emissioni obbligazionarie mondiali con una duration prossima ai sei anni. Con il 70% circa di bond in pancia, considerando l’attuale contesto penalizzante dei rendimenti di mercato e gli elevati oneri derivanti dall’hedging valutario, la vera sfida per questa linea di investimento di Zurich sarà riuscire a generare un rendimento positivo al netto dei costi. I cinque fondi obbligazionari che compongono il grosso del portafoglio hanno infatti offerto negli ultimi tre anni un rendimento cumulato medio del 5,1%, che non riesce a spesare i costi della Polizza: l’eventuale guadagno deve quindi arrivare dalla componente azionaria, che però non pesa molto. Da Kid, l’impatto dei costi su base annua è pari al 3,17% al sesto anno dalla sottoscrizione, per attestarsi sul lungo termine al 3,02% annuo; se si decidesse di disinvestire dopo un solo anno, gli oneri salirebbero invece al 6,56%.
Per quanto riguarda gli scenari di performance in base alle possibili dinamiche dei mercati finanziari, al sesto anno – periodo di detenzione raccomandato- in caso di scenario sfavorevole il rendimento atteso annuo al netto dei costi è pari a -0,22%, mentre in caso di mercati stabili la performance annua attesa sale a +1,88% anno –sarebbe più elevata scegliendo Linee più aggressive-. L’indicatore sintetico di rischio è di riflesso contenuto. Zurich ha inoltre pensato di offrire a chi aderisce a questa proposta la possibilità di avere una sorta di rendita (semestrale o annuale) durante la vita stessa del prodotto, ottenibile attraverso operazioni programmate di disinvestimento delle quote dei fondi che compongono la unit-linked.
Fiscalmente la tassazione sui rendimenti finanziari è differita al momento della liquidazione, mentre si è già ora soggetti al bollo proporzionale del 2 per mille. (riproduzione riservata)

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