Ue: dialogo italo-tedesco su servizi finanziari

Il futuro dell’Ue dopo Brexit, gli scenari del dopo-voto in Europa; il rafforzamento dell’unione economica e monetaria, il completamento dell’unione bancaria e dell’unione dei mercati dei capitali (Cmu); una equilibrata implementazione degli accordi di Basilea; gli sviluppi della finanza sostenibile nei due Paesi e in Europa; il finanziamento delle infrastrutture e delle piccole e medie imprese europee; il ruolo degli investitori istituzionali; un primo bilancio della Mifid II, la direttiva su mercati e strumenti finanziari entrata in vigore nel 2018; le prospettive del settore alla luce del fintech.

Sono i dieci punti dell’agenda discussa nel quarto round del dialogo italo-tedesco sui servizi finanziari che si è tenuto la scorsa settimana a Roma tra le delegazioni della Federazione italiana banche assicurazioni e finanza (Febaf, cui aderiscono 13 associazioni finanziarie italiane) e della Deutsche Kreditwirtschaft (Dk, l’associazione che raggruppa le cinque associazioni bancarie tedesche).

L’incontro tra trenta rappresentanti dei settori finanziari italiano e tedesco si è aperto con un esame della situazione economica e finanziaria dei due paesi e in Europa, anche nel contesto della congiuntura mondiale. E’ stato espresso apprezzamento per l’agenda europea dell’integrazione economico e finanziaria, in particolare per i programmi InvestEU e Cmu che dovranno essere realizzati e completati nella prossima legislatura. Ed è stata confermata piena fiducia rispetto allo stato di salute attuale e futuro del sistema finanziario, pur in una fase particolarmente sfidante per il settore, effetto del “combinato disposto” di variabili geopolitiche e demografiche mondiali, ma anche di una regolamentazione che rischia di ostacolare gli intermediari europei rispetto ai loro competitor e di penalizzare gli investimenti di lungo termine.

Le due delegazioni hanno pertanto invitato le autorità europee alla prudenza rispetto all’implementazione di Basilea. Nuove regole non dovranno rendere problematici gli impieghi da parte delle banche europee appesantendo il “supporting factor per le Pmi” e il sostegno a economia reale, finanziamento del settore immobiliare, famiglie, imprese, infrastrutture. Dovranno inoltre preservare la diversità del settore finanziario europeo.

Su ognuno dei 10 punti dell’agenda, il dialogo ha permesso di approfondire la conoscenza reciproca delle attuali priorità dei due settori finanziari, gettando e fortificando le basi per posizioni comuni che potranno essere fatte valere a livello di Unione europea fin dalla prossima legislatura. Un’analisi degli esiti del voto è in calendario durante la quinta sessione del Dialogo già in programma a Berlino in autunno.

Fonte: MF Dowjones