RASSEGNA STAMPA ASSICURATIVA 25/06/2019

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Alla fine è arrivato il divorzio miliardario tra Banco Santander e Allianz . Dopo una lunga trattativa, Banco Santander ha raggiunto un accordo per la conclusione della partnership tra Banco Popular Espanol e Allianz riguardante la distribuzione esclusiva di alcuni prodotti. Come parte dell’accordo, Banco Santander pagherà 936,5 milioni di euro per acquistare la quota del 60% di Allianz in Allianz Popular e terminare così l’accordo relativo alla distribuzione esclusiva di alcuni prodotti assicurativi del ramo danni attraverso la rete Banco Popular.
L’accordo riguarda anche diversi prodotti non assicurativi e piani pensionistici gestiti attraverso Banco Popular. Così termina una dura trattativa tra i due gruppi dopo che un anno fa, il 3 luglio 2018, Santander annunciò la rottura dell’accordo.
Si stringono i tempi del salvataggio di Carige . Ieri in tarda serata il fondo Apollo ha formalizzato alla banca una nuova proposta (non ancora un’offerta) dopo la bozza preliminare sottoposta la scorsa settimana. Sembra che la nuova proposta sia migliorativa rispetto a quella precedente e possa dunque far rientrare il private equity nella partita. Sempre ieri intanto il Fitd è sceso direttamente in campo per pilotare il salvataggio della cassa genovese con un progetto che sembra alternativo a quello di Apollo.
Sarebbe la Car Server di Reggio Emilia la società messa nel mirino da Unipol per sbarcare nel settore del noleggio a lungo termine. Ad annunciare che la compagnia di Bologna era intenzionata a debuttare in questo comparto è stato lo stesso group ceo, Carlo Cimbri il 10 maggio, durante la presentazione a Milano del nuovo piano industriale Mission Evolve, che guarda al 2021. «La mia generazione puntava al possesso dei beni, come l’auto, mentre ora i giovani preferiscono usare e condividere, a partire proprio dall’automobile. Per questo motivo nel nostro piano punteremo molto sul noleggio a lungo termine, dove stiamo programmando un’acquisizione e prevediamo di assicurare 60 mila auto a fine piano», aveva detto il numero uno del gruppo assicurativo di Bologna. Trattative che sarebbero andate avanti nelle scorse settimane e secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, nel mirino della compagnia sarebbe finita appunto Car Server. Una società che Unipol conosce già piuttosto bene visto che i due sono già partner negli affari ed entrambi hanno azionisti provenienti del mondo cooperativo.
  • Generali, Caltagirone scende al 5%
A seguito dell’esercizio di alcuni diritti d’opzione cali assegnati a scadenza su azioni Generali Assicurazioni, il vicepresidente vicario della compagnia triestina, Francesco Gaetano Caltagirone, ha venduto sul mercato 2,25 milioni di azioni del Leone a un prezzo medio unitario di 15 euro che ha comportato per l’imprenditore capitolino un incasso di 33,75 milioni. L’operazione, secondo quanto emerso da due distinti filing model di internai dealing, è stata finalizzata venerdì 21 giugno attraverso Fgc e Fgc Finanziaria, società che fanno entrambe capo a Caltagirone. Con queste ultime cessioni -un pacchetto di azioni Generali che vale circa lo 0,14% della compagnia- la quota che fa capo all’imprenditore romano si è ridotta pertanto al 5,0013% del capitale. L’ascesa al 5,14% risaliva al 14 giugno quando Caltagirone aveva comprato altre 500 mila azioni del Leone a un prezzo medio di 16,1364 euro, investendo 8,07 milioni.

Il drammatico evento accadde nel giugno 2009, uno dei 14 vagoni cisterna carichi di Gpl (appartenente a una società tedesca) di un treno merci si ruppe alla stazione di Viareggio ed esplose provocando 32 vittime e 101 feriti. Una catastrofe certamente causata da alcuni errati comportamenti relativi alla sicurezza. L’amministratore delegato sarebbe certamente colpevole e da biasimare se avesse bloccato un piano di adeguamento dei criteri di sicurezza proposto dai tecnici dell’azienda. Ma, al processo, ciò non è emerso. Per altro la maggior parte dei tecnici che, secondo l’organigramma della società, avrebbe dovuto provvedere a protocolli di sicurezza è stata assolta. Per Moretti la responsabilità accertata è solo oggettiva. È lecito allora chiedersi come può il presidente di una struttura grande e complessa come Rfi e Ferrovie dello stato essere condannato al carcere per una mancanza tecnica a lui non direttamente imputabile. In realtà, si creano dei capi espiatori da offrire all’opinione pubblica. Se un’auto difettosa provoca un incidente a risponderne dovrebbe essere il direttore tecnico dello stabilimento, che deve vigilare sulla produzione, non il presidente che si occupa di ben altro. Così se un prodotto contaminato viene imbustato da un’azienda alimentare sarà il responsabile della linea produttiva a dovere andare a processo, non il presidente della multinazionale.
Pugno duro contro chi truffa gli anziani. Il ddl n. 980 «Modifiche al codice penale in materia di circonvenzione di persone anziane», approvato all’unanimità dal Senato, il 12 giugno 2019, introduce nel codice penale il nuovo articolo 643-bis, appunto dedicato alla circonvenzione di persone anziane, che aumenta le pene contro chi commette tale fattispecie di reato. Il provvedimento è volto a punire con la reclusione da due a sei anni e una multa da 206 a 2.065 euro «chiunque, abusando della condizione di vulnerabilità dovuta all’età di una persona, induce qualcuno a compiere un atto che importi qualsiasi effetto giuridico per lui o per altri dannoso». L’iniziativa legislativa introduce così un’ulteriore categoria di persone tra le vittime del delitto, colui che, in ragione dell’età, versa in una condizione di debolezza e vulnerabilità.
Banco Santander divorzia da Allianz in ambito commerciale. Santander pagherà 936,5 milioni di euro per acquistare la quota del 60% di Allianz in Allianz Popular e terminare la distribuzione esclusiva di alcuni prodotti assicurativi del ramo danni attraverso la rete Banco Popular.
Aegon, partner assicurativo di Santander in Spagna, dovrebbe rilevare il 51% del business assicurativo vita di Ap Life e il 51% del business danni proveniente dalla rete Banco Popular, che non sarà trasferito al gruppo iberico Mapfre. A quest’ultimo andrà il 50,01% del business assicurativo autoveicoli, dell’assicurazione multirischio e dei business Sme e assicurazione Rc per imprese nella rete di Banco Santander in Spagna.
La conclusione dell’accordo è prevista nel primo trimestre del 2020.
Il Fondo interbancario dice no ad Apollo per il salvataggio di Banca Carige. Lo schema volontario ha messo nero su bianco lo stop alla proposta ricevuta, senza peraltro citare il nome dell’offerente. La proposta era stata inviata nei giorni scorsi da una sim vicina al fondo americano. L’operazione, così come configurata da Apollo, avrebbe portato il Fondo interbancario (Fitd) a detenere la maggioranza dell’istituto ligure: ciò, da un lato, stava a indicare le risorse limitate messe sul piatto da Apollo in fase di ricapitalizzazione e, dall’altro, apriva un problema giuridico, in quanto il Fitd non può detenere partecipazioni così consistenti in una banca. Perplessità sulla proposta avanzata dagli americani erano state espresse anche da alcuni banchieri di istituti che avevano sottoscritto il bond da 320 milioni. Tutti gli stakeholder, e anche i possibili pretendenti, chiedono un business plan che faccia da garanzia al rilancio. La stessa richiesta è arrivata a gran voce da Malacalza investimenti, primo socio di Carige, che nei giorni scorsi si era scagliato contro l’offerta di Apollo.

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  • Motociclista si ferma per far passare un anziano: ucciso
Aveva frenato, e poi si era fermato. Con l’intenzione di rispettare alla lettera il codice della strada. «Prego, passi pure», doveva aver pensato Nicola Brancalion, 48 anni, originario di Albignasego, Comune alle porte di Padova, vedendo un anziano con la bicicletta spinta a mano, che cercava di attraversare le strisce pedonali sulla Valsugana. Invece quel gesto civile e pacato è stato annientato da una 35enne al volante di una Citroen, la quale, provenendo da dietro non ha visto Brancalion fermo in sella alla sua moto e lo ha letteralmente travolto. Uccidendolo sul colpo. Sull’asfalto nessun segno di frenata. Il tragico incidente è avvenuto domenica mattina a San Giorgio in Bosco, centro nell’Alta Padovana, che è proprio tagliato a metà da questa strada provinciale che è una delle vie più battute dagli appassionati delle due ruote per raggiungere le Dolomiti. Sarà fondamentale chiarire come mai l’automobilista non si sia accorta del motociclista fermo in mezzo alla carreggiata. Gli approfondimenti dovranno anche appurare se la donna sia stata distratta da qualcosa o stesse utilizzando il cellulare, in un tratto per altro dove il limite di velocità è di 50 chilometri orari.

  • Il robot fisioterapista prevede le cadute: così Hunova cura i sani
Simone Ungaro è fondatore e Ceo di Movendo Technology, startup di robotica riabilitativa nata nel 2016 dalla ricerca dell’IIT di Genova e poi finanziata con 10 milioni di euro da Sergio Dompé, imprenditore del settore farmaceutico e biotecnologico che, attraverso la Dompé holdings, oggi controlla il 51% di Movendo. Il robot si chiama Hunova. È un dottore specializzato in ortopedia, neurologia, geriatria, pediatria e medicina dello sport. Oggi in tutto il mondo ce ne sono 70, di cui 30 in Italia. Insieme, hanno già trattato 5mila pazienti. Il dottor Hunova è diventato famoso per aver messo a punto il «silver index», il primo test al mondo clinicamente testato capace di predire se un anziano è a rischio cadute, e di prescrivergli un piano di allenamento o riabilitazione personalizzato per prevenirlo. Il risultato è stato presentato alla comunità scientifica in occasione del «Silver economy forum» che si è svolto nei giorni scorsi a Genova. La visita con Hunova dura 20 minuti, durante i quali il dottore-robot interagisce con il paziente monitorando 130 parametri biomeccanici e neurologici e acquisendo 19mila dati. Informazioni che poi vengono elaborate con tecniche di machine learning e intelligenza artificiale. Come risultato il robot dirà al paziente se e perché e a rischio cadute accidentali, evidenzierà lo stato di salute e le funzioni deficitarie, e assegnerà un piano di intervento, scegliendo tra 200 esercizi e 30 protocolli riabilitativi.
  • Carige, salvataggio di sistema Ma Apollo rilancia l’offerta
Nella delicata partita a poker su Carige, Apollo va al rilancio, mentre per il salvataggio della banca genovese scende formalmente in campo il Fondo interbancario per la tutela dei depositi. Ieri il board dello Schema volontario delle banche italiane ha infatti dato il via libera ad esaminare il dossier della banca ligure, in vista di un futuro ingresso nel capitale. Un intervento che verrebbe realizzato, almeno sulla carta, anche in sinergia con altri soggetti, pubblici o privati. E che eviterebbe così, almeno per ora, il rischio di una ricapitalizzazione precauzionale o di liquidazione. La prima ipotesi di intervento del fondo Apollo è stata insomma giudicata poco appetibile per le condizioni proposte. Il consiglio di gestione dello Schema «dopo un attento esame della situazione e delle prospettive di Banca Carige ha ritenuto di non poter accogliere l’ipotesi di intervento prospettata da un fondo di Private Equity», spiegava ieri una nota dello Schema. Ma proprio a valle di questa bocciatura, Apollo si è rifatto avanti. E ha inviato una proposta direttamente ai commissari di Carige. Tanto che nella serata di ieri la banca ha comunicato che i commissari hanno ricevuto da Apollo una proposta di intervento a supporto della banca. La proposta, che prevede la partecipazione del Fitd e degli attuali azionisti di riferimento, è stata già inoltrata agli interessati.
  • Cadono i calcinacci, non è solo colpa dell’amministratore
Per la caduta di calcinacci e mattoni da cornicioni o facciate, che provoca feriti o morti, come da frequenti casi di cronaca, può nascere una responsabilità penale per reati colposi (omicidio o lesioni personali) per l’amministratore e tutti i condòmini comproprietari, se c’è distacco da parti comuni, nel caso di parti di proprietà individuale (balconi aggettanti) per il singolo proprietario e l’amministratore. Questo uno dei temi che verranno sviluppati venerdì 28 giugno (ore 9-13) al convegno organizzato a Torino al Collegio geometri con Confedilizia, Ape e Agiai. Ciascuno, infatti, risponde del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito. Proprietari e amministratore devono attivarsi per evitare danni a terzi e tutelare la pubblica incolumità, per non incorrere in omissione di lavori in edifici e costruzioni che minacciano rovina (articolo 677 del Codice penale), con sanzione amministrativa pecuniaria (da 154 a 929 euro) per mancata rimozione del pericolo generico e presunto. Scatta invece la sanzione penale (arresto fino a sei mesi o ammenda non inferiore a 309 euro) quando dall’omissione dei lavori derivi pericolo concreto per l’incolumità delle persone.

La fusione delle gestioni della Banque Postale Asset Management e di Ostrum dovrebbe creare un nuovo importante gruppo. La Banque Postale Asset Management (LBPAM) si appresta a vendere una parte significativa del patrimonio gestito, senza rimpianti. “Da due anni e mezzo lavoriamo sul presupposto che il calo dei tassi d’interesse non sia ciclico ma strutturale”, spiega Daniel Roy, presidente del consiglio di amministrazione della filiale di gestione patrimoniale di La Banque Postale, a Les Echos. “La gestione patrimoniale deve fare molta strada per adattarsi a questa nuova realtà. Nella gestione dei tassi non esiste più la rendita obbligazionaria che ha permesso di remunerare contemporaneamente l’assicuratore, il gestore e la rete di distribuzione. L’unico modo per sopravvivere è raggiungere una massa critica per ridurre i costi di produzione. La situazione attuale sembra difficile da sostenere. Molti gestori di patrimoni assicurativi vincolati addebitano alla casa madre da 4 a 8 punti base per la loro gestione. Questo non è sostenibile quando il prezzo ‘reale’ è molto più basso”, denuncia.