Poste italiane preferisce l’opzione Multi Scelta

Il mix tra protezione e reddito è la giusta premessa per creare rendimento nel medio-lungo termine, malgrado la selva di costi

di Fausto Tenini e Alessandro Lazzari* (*Assinews)

 

Il brand Poste Italiane è da sempre sinonimo di sicurezza, in quanto controllata dallo Stato italiano e meno influenzata dalle problematiche tipiche degli emittenti finanziari privati. In effetti oggi il 35% delle azioni è in mano alla Cassa Depositi e Prestiti, a fianco del Ministero dell’Economia al 29,3%, mentre il resto è sul mercato. Forte di questo posizionamento e di un impareggiabile radicamento sul territorio (quasi 13 mila uffici in Italia con 34 milioni di clienti) Poste Italiane propone anche strumenti assicurativi e finanziari, focalizzandoci in questa occasione sulla polizza Poste Multi Scelta. Una soluzione assicurativa a vita intera di tipo misto, ovvero imputabile sia al ramo I sia al ramo III vita.

Per quanto riguarda l’anima assicurativa di Poste Multi Scelta, il contratto si estingue automaticamente in caso di esercizio del diritto di recesso, di riscatto totale o di decesso dell’assicurato. Il prodotto prevede almeno la restituzione del capitale investito nella gestione separata e, in caso di decesso dell’assicurato, il pagamento a favore dei beneficiari di un capitale pari alla somma del controvalore delle quote del fondo interno assicurativo (che investe in fondi) e del capitale assicurato rivalutato in base al risultato realizzato dalla gestione separata. La somma di questi importi, che costituisce il capitale rivalutato complessivo, verrà maggiorato in caso morte di una percentuale definita in base all’età dell’assicurato al momento del decesso. Non sono richiesti elevati capitali per poter sottoscrivere Poste Multi Scelta, considerato il premio minimo pari a 500 euro, e non si prevedono costi di riscatto. Il prodotto si rivolge a clienti caratterizzati da una conoscenza ed esperienza elementare dei mercati e degli strumenti finanziari e da una propensione al rischio medio-bassa, che intendano cogliere, nel medio periodo, le opportunità di rendimento di un fondo d’investimento senza esporre più della metà del capitale investito alle oscillazioni dei mercati. Il premio conferito dal sottoscrittore viene infatti suddiviso, al momento della sottoscrizione, tra la gestione separata Posta Valore Più e il fondo interno assicurativo Poste Vita Gestione Bilanciata. Sono però previste tre combinazioni degli stessi, che conducono a differenti esposizioni in termini di rischio e rendimento atteso. La linea più prudente investe l’80% del capitale nella gestione separata e il 20% nel fondo interno, mentre per chi cerca più rendimento a patto di sopportare maggiori saliscendi può optare per le combinazioni 70%-30% o 60%-40% (qui considerata). Il peso comunque rilevante della gestione separata permette di mantenere sempre sotto controllo la rischiosità. Al 31 gennaio di ogni anno viene inoltre effettuato un ribilanciamento automatico, riallocando l’investimento secondo i parametri di composizione della combinazione predefinita di investimento scelta a suo tempo. Per i soli contratti a premio unico è possibile attivare l’opzione liquidazione programmata, che consiste in un piano di riscatti automatici programmati per erogare, ogni anno, l’importo desiderato dal contraente. La gestione separata Posta Valore Più è performante, grazie ad esempio al +2,82% lordo offerto nel 2018. Diversamente, per la parte legata agli Oicr presenti nel fondo interno, viene solamente indicato un benchmark, composto al 40% da azionario mondiale e al 60% da obbligazioni diversificate, senza peraltro evidenziare altri dettagli dell’asset allocation, dichiarata dalla compagnia a gestione attiva. Il prodotto multi-ramo esprime di riflesso una rischiosità complessiva contenuta, confermata nel Kid dal fatto che a quattro anni dalla sottoscrizione si può riottenere il capitale investito, nel caso peggiore. Mentre in uno scenario di mercati stabili il rendimento atteso arriva al 2,01% annuo, già al netto dei costi. Questi ultimi non sono peraltro troppo penalizzanti, se confrontati con altri prodotti simili. Dopo quattro anni il costo medio annuo è pari all’1,79%, ma è bene non uscire prima se si vogliono evitare maggiori penalizzazioni. (riproduzione riservata)

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