Più morti sul lavoro nel 2018

I dati nella relazione annuale Inail. Su 15 mila aziende ispezionate, il 90% è irregolare
Presentate 1.218 denunce con una crescita del 6,1%
di Michele Damiani

Crescono i morti sul lavoro. Nel 2018 le denunce per infortunio mortale sono state 1.218, in crescita del 6,1% rispetto all’anno precedente. L’aumento rimane, anche se lieve, nel 2019 visto che nei primi cinque mesi dell’anno i casi mortali sono stati 391, due in più rispetto allo stesso periodo del 2018. I numeri sono stati illustrati dall’Inail che, ieri, ha presentato alla Camera la relazione annuale sull’attività dell’Istituto. Il report analizza i numeri degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali; inoltre, fa un resoconto sull’attività di controllo e di supporto erogata dall’Istituto.
Nel 2018 sono state circa 645 mila le denunce di infortunio presentate, in calo dello 0,4% rispetto all’anno precedente. Gli infortuni riconosciuti sul lavoro sono stati poco più di 409 mila (-4,3%) di cui circa il 19% occorso fuori dall’azienda, cioè con un mezzo di trasporto o in itinere. Nel 2019 rimane stabile il numero di denunce per infortunio; tra gennaio e maggio ne sono state presentate 269.431, in crescita dello 0,04% rispetto all’anno precedente, dove erano state 269.332.
Sulle 15.828 aziende controllate dall’Inail, l’89,35% è risultato irregolare. I lavoratori regolarizzati a seguito dei controlli sono stati 41.674, di cui 3.336 in nero. Accertate, inoltre, retribuzioni imponibili evase per circa 3,5 miliardi di euro. Oltre alle attività di contrasto all’evasione, sono stati effettuati circa tremila accertamenti relativi ad infortuni gravi, mortali, in itinere o per malattie professionali. D’altro canto, però, «continua l’impegno delle imprese nell’attività di mitigazione dei rischi negli ambienti di lavoro», si legge nella nota Inail: nel 2018 sono state presentate circa 29 mila istanze di riduzione del tasso di tariffa per meriti di prevenzione e circa 300 mila ditte hanno beneficiato della riduzione del 7,09% visto che non hanno denunciato infortuni nel biennio 2016-2017.
La relazione prende in considerazione anche i numeri relativi alle tariffe Inail, a seguito delle modifiche apportate in legge di Bilancio che ne hanno decretato la diminuzione. La revisione delle tariffe, infatti, permetterà alle imprese un risparmio di 502 milioni di euro nel 2019, circa il 6% in meno rispetto al 2018. In merito alle performance economiche, l’Istituto ha chiuso il 2018 con entrate di competenza per 10 miliardi e 571 milioni di euro, mentre le uscite sono state di 8 miliardi e 777 milioni. Le riserve tecniche si attestano a quota 33 miliardi. Infine, in merito al contributo dell’Istituto ai lavoratori e alle aziende, si segnalano le 7,6 milioni di prestazioni sanitarie fornite per fronteggiare le conseguenze di infortuni e malattie. Per quanto riguarda le aziende, l’Inail ha stanziato con il bando Isi 370 milioni di euro per sostenere aziende che investono in prevenzione; il 14 giugno, nel click day, sono stati presentati più di 16.600 progetti.
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