Il mestiere del drone

Dalla consegna di merci all’attività agricola, dal real estate all’energia. Le nuove rotte intraprese dal quadricottero hanno creato ricche opportunità di business, anche in Italia. Una torta da 100 miliardi
di Nicola Carosielli

Fra qualche anno, per comprendere quanto sarà cambiato il nostro modo di vivere basterà alzare la testa. Probabilmente ci sarà un drone intento a consegnare l’ultimo pacco ordinato su Amazon o il pranzo prenotato da Mc Donald’s e consegnato da Uber. Lì si capirà come questi quadricotteri abbiano abbattuto i confini dell’uso militare, dismettendo contemporaneamente i panni di semplice oggetto ludico per qualche appassionato. Solo i più attenti però si sono resi conto di quanto i droni siano già una delle forme più tangibili della quarta rivoluzione industriale. Tanto da aver allargato il proprio campo di utilizzo a settori come l’agricoltura di precisione, la fotografia, l’edilizia, l’energia. Portandosi dietro così tutti i risvolti sociali, economici e finanziari che ne conseguono. E infatti, secondo le stime di Goldman Sachs, la spesa per i droni non militari solo alla fine del prossimo anno potrebbe già superare i 100 miliardi di dollari. Tra i settori più coinvolti dalla trasformazione vi è sicuramente quello delle consegne e la sottintesa guerra dei Re tra Amazon , Uber e Walmart per un trono da 30 miliardi di dollari. Il colosso fondato da Jeff Bezos sembra possedere l’esercito più potente. Dopo aver creato nel 2013 il programma Amazon PrimeAir, messo in campo per velocizzare al massimo le consegne per i suoi clienti, il 5 giugno a Las Vegas ha presentato il proprio quadricottero che sarà utilizzato inizialmente per effettuare spedizioni di pacchi di piccole dimensioni (2,5 chili). Un mix di intelligenza artificiale, tra telecamere e sensori ottici che permettono di muoversi evitando gli ostacoli statici e in movimento. Non è restato però a guardare Uber che, in base alle ultime indiscrezioni, starebbe collaborando con McDonald’s per progettare dei pacchetti speciali, che si adattino alle consegne tramite droni, in grado di mantenere hamburger e patatine fritte caldi e intatti durante il volo. Il primo test partirà tra qualche settimana a San Diego e le consegne avverranno nelle zone di atterraggio designate, dove i corrieri Uber Eats preleveranno il pacco portandolo fino al cliente.
Nei cieli americani, però, a breve si potranno vedere anche i Google Wings, i primi ad aver ottenuto il via libera della Faa per far volare droni dedicati alle consegne, e quelli sviluppati da Ups insieme con la startup Matternet, dedicati al trasporto di medicinali tra gli ospedali della North Carolina. Anche se a contendersi realmente la corona è Walmart, che secondo una ricerca della società di revisione Bdo, dal luglio 2018 ha depositato 97 nuovi brevetti per droni con la World Intellectual Property Organization contro i 54 registrati da Amazon . In Italia, la febbre dei trasporti via drone ha contagiato anche Poste, che lancerà a breve il servizio di consegna via quadricottero.
Come detto, però, quella delle consegne è solo una delle molteplici rotte che seguiranno i droni. Tra le più importanti, che stanno già trovando ampio spazio in Italia, vi è l’agricoltura.
Secondo le stime Pwc il valore del mercato dei droni agricoli si aggira intorno ai 32,4 miliardi di dollari. Qui il tema della precisione è fondamentale e bisogna riconoscere che molti imprenditori hanno compreso che investire nell’agricoltura di precisione praticata coi droni ripaga bene in termini di risparmio economico e temporale. Dai tempi di monitoraggio delle coltivazioni al costo del personale umano, passando per il consumo di fertilizzanti e pesticidi. In Italia, stando ai dati dell’Osservatorio Smart AgriFood, solo l’1% della superficie agricola è coltivata con le tecnologie di precisione ma la Coldiretti prevede che la percentuale salirà al 10% entro il 2021.
Il caso d’eccellenza è Bonifiche Ferraresi, attiva da tempo sui suoi 6.500 ettari con pratiche di precisione sia nei terreni sia nell’allevamento. Il tema insomma non è tanto di hardware quanto di software. È il monitoraggio e l’analisi di un’ingente mole di dati il vero fulcro che guida l’espansione settoriale dei droni. E uno dei modelli più evidenti, proprio in Italia, sono le utility. Snam poche settimane fa ha avviato la sperimentazione via drone della rete di trasmissione del gas, mentre Enel ha da tempo introdotto i droni per monitorare reti e impianti sia nel business tradizionale sia sul fronte dello sviluppo delle rinnovabili. Così come Hera , attiva nel monitoraggio delle reti con questi piccoli velivoli, o ancora come il gruppo Cap, tra i primi a lanciare i droni per leggere i contatori. (riproduzione riservata)
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