Le spese legali per resistere alle azioni nelle polizze D&O e nelle RC professionali

IL CASO 

Cosa succede quando la richiesta danni supera il massimale?

Autore: Fabrizio Mauceri
ASSINEWS 309 – giugno 2019

Premessa  
Non sempre a tutti è chiaro quale sia il meccanismo che disciplina nelle polizze di responsabilità civile la copertura assicurativa relativa alle spese legali per resistere all’azione del danneggiato. Questo perché la maggior parte di noi ha in mente i corsi basici di responsabilità civile in cui si fa riferimento al quarto del massimale riservato a tali spese. Se poi facciamo riferimento anche alla sensazione comune di non aver mai sentito parlare di spese legali di centinaia di migliaia di euro, l’importo previsto dal codice civile ci pare assai congruo. Ma siamo sicuri che tutte le polizze siano uguali? Cosa disciplina la legge in questi casi? Cerchiamo di dipanare la matassa con un caso con­creto partendo da alcune premesse giuridiche.

Spese legali per agire
Sono le spese legali che sostiene il danneggiato per chiedere i danni all’assicurato. Questo tipo di spesa fa parte del danno ed è compresa nel massimale di polizza senza alcuna limitazione né legale né contrattuale.

Spese legali per resistere all’azione
Sono le spese che si sostengono per difendersi dalle richieste del dan­neggiato. Non fanno parte del danno e non sono comprese nel mas­simale. Il codice civile disciplina le spese legali per resistere all’azione come segue: Art. 1917 c.c. terzo comma “Le spese sostenute per resistere all’azione del danneggiato contro l’assicurato sono a carico dell’assicuratore nei limiti del quarto della somma assicurata. Tuttavia, nel caso che sia dovuta al danneggiato una somma superiore al capitale assicurato, le spese giudiziali si ripartiscono tra assicuratore e assicurato in propor­zione del rispettivo interesse”.

Il quarto del massimale è in aggiunta al massimale stesso e le spese sono a carico dell’assicurato in proporzione solo se il danno supera il massimale stesso. Il dettato del codice civile parla comunque del dan­no accertato e disciplina quindi la situazione di suddivisione dei costi dopo che una eventuale sentenza abbia stabilito la somma dovuta. Nella citata norma non viene infatti presa in considerazione la pretesa risarcitoria che in una prima fase potrebbe essere più alta del danno poi accertato. La differenza è sottile e questo passaggio è fondamentale per comprendere quello che vedremo successivamente.

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