ISTAT, 1,8 famiglie italiane in povertà assoluta nel 2018

Nell’Italia del 2018 vivono oltre 1,8 milioni di famiglie in povertà assoluta, con una incidenza pari al 7% del totale e un numero complessivo di 5 milioni di persone. È questo il quadro poco edificante tratteggiato dal rapporto Istat sulla povertà.

Come facilmente prevedibile, la percentuale di famiglie in povertà assoluta nelle aree del Mezzogiorno (9,6% nel Sud e 10,8% nelle Isole) è decisamente superiore alle altre zone del Paese (6,1% nel Nord-Ovest e 5,3% nel Nord-Est e nel Centro).

Stando ai dati diffusi, le famiglie con minori in povertà assoluta nel 2018 sono oltre 725mila, con un’incidenza dell’11,3% (oltre quattro punti più alta del 7% medio nazionale). “La maggiore criticità per le famiglie con minori – spiega l’Istat – emerge non solo in termini di incidenza, ma anche di intensità della povertà: questa è, infatti, al 20,8% (rispetto al 19,4% del dato nazionale). Le famiglie con minori sono quindi più spesso povere, e se povere, lo sono più delle altre”.

Rispetto alla tipologia familiare, l’incidenza di povertà assoluta aumenta al crescere del numero di minori presenti in famiglia (6,5% per le coppie con un figlio, 10,1% per quelle con due figli e 17,2% per le coppie con tre o più figli), ed è elevata tra le famiglie monogenitore (16,8%) e per le tipologie in cui spesso convivono più nuclei familiari (20,1%). Le famiglie monogenitore sono le uniche a far registrare una crescita significativa rispetto al 2017 (quando l’incidenza era l’11,8%).

La cittadinanza delle famiglie con minori ha un ruolo importante sulla condizione di povertà: la povertà assoluta per le famiglie di soli italiani con minori è, infatti, pari al 7,7%, mentre interessa quasi una famiglia ogni tre in quelle composte da soli stranieri con minori (31%).

Secondo i dati Istat, inoltre, le famiglie in condizioni di povertà relativa nel 2018 sono poco più di 3 milioni (11,8%), per un totale di quasi 9 milioni di individui (15,0%). Rispetto al 2017, il fenomeno si aggrava nel Nord (da 5,9% al 6,6%), in particolare nel Nord-est dove l’incidenza passa da 5,5% a 6,6%. Il Mezzogiorno, invece, presenta una dinamica opposta (24,7% nel 2017, 22,1% nel 2018), con una riduzione dell’incidenza sia nel Sud (da 24,1% a 22,3%) sia nelle Isole (da 25,9% a 21,6%).