Glifosato, Bayer cambia strategia e recupera in borsa

Creato un comitato per riscrivere le tattiche in tribunale. Il titolo fa +8,7%. Nel capitale il fondo Elliott pesa per oltre il 2%
di Nicola Carosielli

Cambio di strategia di Bayer nella battaglia legale in corso nella vicenda del diserbante glifosato. Come riportato dal Financial Times, il gruppo chimico-farmaceutico tedesco ha creato un comitato speciale del consiglio di vigilanza per esaminare la strategia legale del gruppo e l’assunzione di un nuovo avvocato per fornire consulenza sulle tattiche processuali e sulla mediazione. Una notizia che ha risollevato il titolo in Borsa facendo guadagnare alle azioni l’8,7% a 60,86 euro. La decisione non è passata inosservato da alcuni analisti, tutti concordi circa le motivazioni che hanno spinto i tedeschi a questa decisione. Da Bernstein hanno sottolineato come questa decisione renda la risoluzione della causa molto più probabile. «L’obiettivo dovrebbe essere quello di arrivare a una soluzione possibile che consenta di continuare a fare uso del prodotto», hanno commentato gli esperti. La società tedesca dovrebbe inoltre essere più trasparente con gli investitori rispetto al caso sul glifosato. «Ulteriori scoperte sul prodotto non aiuterebbero l’archiviazione del caso», hanno concluso. Della stessa opinione gli esperti di Baader Helvea, secondo i quali la decisione è l’indizio del cambiamento di strategia adottato dalla società tedesca. Da Baader fanno infatti notare che la manovra incrementa le possibilità di trovare un accordo con le autorità statunitensi e archiviare le cause. Bayer ha aggiunto che una sanzione da 15-20 miliardi di euro sarebbe un buon risultato. La mossa del colosso chimico-farmaceutico, ha indotto addirittura gli analisti di Citi a rivedere le proprie posizioni. «Riteniamo che la comunicazione coordinata dell’azienda e del suo investitore attivista indichi la volontà di cercare un accordo più rapidamente», hanno affermato gli esperti, rivedendo le proprie posizioni iniziali che ipotizzavano invece il raggiungimento di un accordo solo dopo una vittoria giudiziaria.
Bayer è sotto forte pressione da agosto dello scorso anno, quando una giuria californiana ha stabilito che un suo pesticida a base di glifosato sarebbe responsabile del cancro di un agricoltore che ha citato l’azienda per danni. La corte ha stabilito un risarcimento di 289 milioni di dollari, somma poi ridotta ma che ha comunque innescato una valanga di denuncie simili, attualmente oltre 13. Il titolo Bayer è sceso di oltre il 40% rispetto all’anno precedente, un calo che ha scatenato la furia degli azionisti con la possibilità per il gruppo di affrontare la pressione degli investitori attivisti per adottare misure come la nomina di un nuovo management o la scissione in due entità. Uno di questi investitori, Elliott Advisors, ha confermato di possedere azioni di Bayer per un valore di 1,1 miliardi di euro per una quota di poco più del 2%. (riproduzione riservata)

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