Crédit Agricole punta sul digitale

In 4 anni La banca investirà 15 miliardi sulla trasformazione tecnologica
Entro il 2022 il contributo delle attività italiane all’utile del gruppo francese salirà dal 13 al 17% (793 milioni) grazie alla crescita nel risparmio gestito e nella bancassurance
di Francesco Bertolino

Tecnologia e verde. Sono i due perni del piano a medio termine del gruppo Crédit Agricole, presentato ieri a Parigi. Quanto al primo pilastro, la banca guidata da Philippe Brassac investirà 15 miliardi di euro in quattro anni sulla trasformazione digitale per migliorare l’efficienza e con un’attenzione particolare ai nuovi sistemi di pagamento. L’obiettivo al 2022 è conquistare un milione di clienti e aumentare del 20% il numero di utenti dei servizi digitali. Quanto al secondo pilastro, la banque verte, già primo arranger di green bond al mondo, conta di raddoppiare il portafoglio di «prestiti verdi» a 13 miliardi di euro e si impegna a troncare le relazioni di clientela con le aziende in cui il carbone rappresenta più del 25% delle attività (eccezion fatta per quelle che abbiano presentato entro il 2021 un piano di chiusura degli impianti a carbone). Il piano si basa su un’ipotesi di rialzo del costo del rischio di 40 punti base (contro i 23 punti del 2018) e su uno scenario macroeconomico di crescita debole, inflazione moderata e aumento dei tassi progressivo ma modesto.
In questo contesto il gruppo Crédit Agricole punta a raggiungere i 22 di miliardi di euro di fatturato (con un tasso di crescita aggregata del 2,5%), a superare i 5 miliardi di utile netto nel 2022 (contro i 4,4 miliardi del 2018) con un utile per azione di 1,6 euro e mantenere una redditività operativa (rote) superiore all’11%. A questi risultati contribuiranno la discesa del rapporto cost/income al di sotto del 60% e 10 miliardi di euro di ricavi da sinergie, un miliardo delle quali da realizzare in Italia grazie alla vendita ai clienti di servizi complementari e alla collaborazione fra le varie entità del gruppo. Pur in un quadro di crescita di impieghi e investimenti, Crédit Agricole conta di mantenere elevati gli indici di solidità patrimoniale: tenendo conto dell’atteso significativo irrigidimento dei requisiti regolamentari, il Cet 1 ratio di gruppo dovrebbe attestarsi a fine 2022 al di sopra del 16% (era il 15,3% alla fine dell’anno scorso), quello di Crédit Agricole Sa al di sopra dell’11%.

Per quanto riguarda le attività italiane, il piano prevede di arrivare nel 2022 a un fatturato di 3,9 miliardi di euro (cagr +3%), mantenendo un cost/income del 50% e rafforzando il posizionamento di gruppo in tutte le linee di business, anche tramite le collaborazioni esterne strette in questi anni (nell’assicurazione Vita con Creval e nel credito al consumo con Agos e Banco Bpm ). Nel complesso Crédit Agricole in Italia, sotto la guida del senior country officer Giampiero Maioli, dovrebbe generare nel 2022 un utile di pertinenza del gruppo di 793 milioni (contro i 600 milioni del 2018). Di conseguenza l’apporto italiano al risultato netto di gruppo passerà dal 13 al 17%. Per raggiungere questi obiettivi il gruppo punterà soprattutto sullo sviluppo del risparmio gestito con circa 500 gestori dedicati e sulla bancassurance (+70% di premi danni, +65% numero polizze).
Le attività italiane del gruppo francese beneficeranno poi di una quota rilevante degli investimenti in tecnologia, risorse che verranno utilizzate per lanciare nuove piattaforme digitali mobile, digitalizzare i processi principali e aprire altri Village (incubatori di startup) a Parma, Venezia e Napoli dopo quello di Milano. Con l’obiettivo, a fine piano, di rendere cashless due terzi della rete. Il personale avrà un ruolo fondamentale nell’accompagnare il cliente in questo processo di trasformazione tecnologica: Crédit Agricole fonderà perciò un’Accademia Digitale dedicata alla formazione dei dipendenti. (riproduzione riservata)

Fonte: logo_mf