Boeing, il 737 Max torna a volare in agosto

Costretto a terra dopo i molti incidenti
di Angelica Ratti

Quando tornerà a volare, il Boeing 737 Max sarà uno degli aerei più sicuri al mondo, secondo il costruttore americano di Seattle che ha confermato di aver apportato le modifiche al software di stabilizzazione Mcas chiamato in causa nelle due catastrofi aeree, a ottobre 2018, e a marzo 2019, che hanno causato la morte di 346 persone tra passeggeri e membri dell’equipaggio. Dal 13 marzo i Boeing 737 Max non possono volare fino a quando non riceveranno la nuova certificazione dell’Agenzia americana dell’aviazione e poi quella dell’Agenzia europea della sicurezza aerea. La Cina, uno dei primi paesi a interdire i voli del 737 Max, potrebbe tardare a dare il suo via libera. E Boeing teme che Pechino si serva delle procedure di certificazione del suo 737 Max per effettuare un trasferimento forzato di tecnologie, secondo quanto ha riportato Le Monde.
Il nuovo dispositivo messo a punto da Boeing è stato testato con grande serietà dal costruttore aeronautico americano e dalle autorità di regolazione. Secondo alcuni esperti del settore il Boeing 737 Max tornerà a volare all’inizio di agosto, ma dal colosso di Seattle non sono arrivate né conferme, né smentite. La ripresa dei voli sarà un vero sollievo per Boeing, come per tutta la catena di fornitori delle apparecchiature dell’aeromobile. Da aprile non escono più di 42 Max al mese dalle catene di montaggio di Seattle contro i 52 di prima. Tutta la catena dei fornitori ha rallentato la produzione per adeguarsi alla riduzione produttiva decisa da Boeing. Inoltre, il ritorno in servizio del Max sarà progressivo dal momento che sarà necessario formare i piloti e i simulatori che integrano il software Mcas sono merce rara. Forse quattro in Europa, secondo quanto riporta Le Monde. Il divieto di volo del Max potrà costare complessivamente una piccola fortuna a Boeing che ha già dispensato un miliardo di dollari (890 milioni di euro), ma dovrà indennizzare anche tutte le compagnie aeree, soprattutto americane, che non hanno potuto utilizzare i propri 737 Max fermi a terra da marzo, e quelle cui non sono stati consegnati in tempo gli aeromobili ordinati. Questo, in aggiunta ai risarcimenti dovuti alle famiglie delle vittime.
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