Utile netto sopra i 300 milioni

Azimut conferma di poter superare quest’anno i 300 milioni di euro di utile netto, come previsto dal piano industriale: è quanto emerso in occasione dell’Investor Day dopo la nomina del nuovo cda. «Trecento milioni di euro di utile netto cinque anni fa sembravano sfidanti, oggi sono una base su cui costruire», ha sottolineato il presidente Pietro Giuliani. «Azimut, che da sempre, grazie alla sua indipendenza e alla sua capacità di innovazione, è stata first mover nel mercato, oggi si vede rafforzata dalle scelte fatte per diversificare rispetto al maturo mercato italiano: paesi emergenti e investimenti alternativi. Sono due pilastri del nuovo piano industriale che presto presenteremo al mercato».
Data la crescente importanza del business all’estero e nei mercati emergenti, dove Azimut detiene quasi il 30% delle masse gestite e dispone di uffici operativi around the clock, che permettono di operare in loco su tutti i mercati finanziari senza interruzioni di fuso orario, sono stati comunicati in dettaglio i risultati e la marginalità delle masse estere: nel 2018 hanno raggiunto circa 120 milioni di ricavi (+27% rispetto all’anno precedente) su un totale di circa 748 milioni, e 35 milioni di ebitda (+67%).
Con uno sguardo al 2024 e in attesa del piano industriale che sarà presentato al mercato entro i prossimi 12 mesi, il nuovo management team ha approfondito la strategia di crescita nel settore degli investimenti alternativi, sempre più interessanti nel quadro economico-finanziario attuale, con il ruolo dell’iniziativa Azimut libera impresa, focalizzata negli investimenti in imprese non quotate. Entro cinque anni questo comparto peserà non meno del 15% delle masse gestite dal gruppo. Il team di Azimut libera impresa sta lavorando a una pipeline di sette nuovi prodotti e punta a raggiungere l’obiettivo di 1,5 miliardi di euro di masse entro la fine del 2020.
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