Sì alla solidarietà tra le Casse private

di Simona D’Alessio
Solidarietà sì. Ma anche (piena) consapevolezza che la galassia della previdenza privata, che «dimostra di saper funzionare in autonomia», verrebbe (interamente) danneggiata, qualora un Ente professionale in difficoltà, dovesse esser (ri)condotto nell’alveo dell’Inps. È il terreno in cui affonda il progetto di dar vita a un fondo di mutuo soccorso fra le Casse pensionistiche (si veda ItaliaOggi del 21 giugno 2018), su cui l’Associazione che le riunisce (Adepp) sta ragionando, in attesa di presentare al governo una proposta per la sua costituzione, e che è stato affrontato ieri, al Festival del lavoro, dai vertici dell’Enpacl (consulenti del lavoro) Alessandro Visparelli, dell’Inpgi (giornalisti) Marina Macelloni, dell’Enpab (biologi) Tiziana Stallone e della Cnpadc (dottori commercialisti) Walter Anedda. «Una Cassa di previdenza può esser messa in ginocchio dai mutamenti del mercato del lavoro, nonostante abbia una gestione virtuosa. Facciamo bilanci tecnico-attuariali per valutare la sostenibilità a 50 anni, quando il panorama si può stravolgere in un periodo ben meno lungo» per diverse categorie, ha sostenuto Stallone, mentre Visparelli ha voluto evidenziare come l’iniziativa possa rivestire una sua importanza «anche per riaffermare il valore della nostra autonomia e la nostra capacità di agire per il bene dei nostri iscritti». Il problema «più attuale», ha ammesso Anedda, «riguarda i giornalisti, perché oggi il giornalismo come quello che ha portato alla nascita dell’Istituto di previdenza non esiste più», considerando la pubblicazione sui social network e in generale l’impatto dell’economia digitale sul settore, nonché «la gratuità» dei contenuti cui si accede quotidianamente, s’è inserita Macelloni, basti pensare che «il 15% dell’occupazione dell’editoria tradizionale è andata in fumo in 5 anni: 3.000 persone, mai più sostituite». E, prima di avviare il dialogo sul fondo con l’esecutivo, è toccato ad Anedda lanciare un auspicio: «Lo stato dovrebbe accogliere a braccia aperte» questo piano di solidarietà.

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