Sanità, nel contratto poco spazio al sistema premiale

di Pasquale Quaranta
Parere positivo sul criterio di relazione sindacali basato sulla partecipazione e sulla contrattazione integrativa; sulla previsione di un organismo paritetico per l’innovazione allo scopo di attivare stabili relazioni aperte e collaborative su progetti di organizzazione, innovazione e miglioramento dei servizi; sul confronto regionale preliminare all’emanazione delle linee generali di indirizzo per lo svolgimento della contrattazione integrativa su alcune materie specifiche. Lo afferma la Corte dei conti nella delibera del 5 giugno 2018 in merito all’Ipotesi di Contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto Sanità per il triennio 2016-2018. Per i giudici di viale Giuseppe Mazzini però, ci sono delle criticità per quel che concerne la decisione da parte del legislatore di indirizzare le risorse solo alla rivalutazione della retribuzione tabellare ignorando i trattamenti accessori poiché sembra non apparire in linea con gli atti di indirizzo in cui si proponeva che le risorse contrattuali sarebbero state distribuite secondo un criterio di proporzionalità tra le varie voci retributive. In tal modo il contratto collettivo, secondo la Corte dei conti, manca uno degli obiettivi principali della riforma della p.a. cioè quello di prevedere un vero e proprio sistema premiale e, il riconoscimento di un emolumento perequativo una tantum da corrispondere solo per il periodo aprile-dicembre 2018, non sembra essere sufficiente al raggiungimento di tale scopo.
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