Nuova produzione vita ad aprile in calo a 6,4 mld

Nel mese di aprile la nuova produzione di polizze vita individuali raccolta in Italia dalle imprese italiane e dalle rappresentanze di imprese extraU.E., comprensiva dei premi unici aggiuntivi, è stata pari a € 6,4 mld, l’importo più basso da inizio anno ma in aumento del 6,7% rispetto allo stesso mese del 2017.

Secondo la statistica pubblicata dall’ANIA, da gennaio i nuovi premi vita emessi hanno raggiunto € 28,8 mld, il 3,9% in più rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente (quando si registrava una contrazione annua del 17,7%).

Il 58% delle imprese del campione statisticato, rappresentative del 52% del mercato in termini di premi, ha registrato da inizio anno una raccolta superiore a quella dell’analogo periodo del 2017 e il 52% delle imprese (per una quota premi pari al 44%) ha ottenuto un risultato migliore rispetto alla variazione media registrata da tutte le imprese italiane ed extra-U.E. (+3,9%).

Considerando anche i nuovi premi vita del campione delle imprese U.E., pari a € 1,3 mld e in calo dell’11,7% rispetto ad aprile 2017, i nuovi affari vita complessivi nel mese sono stati pari a € 7,7 mld, in aumento del 3,1% rispetto allo stesso mese del 2017, mentre da inizio anno hanno raggiunto € 34,1 mld, in lieve crescita (+0,8%) rispetto all’analogo periodo del 2017.

Relativamente alle imprese italiane ed extra U.E., nel mese di aprile i nuovi premi di ramo I afferenti a polizze individuali sono stati pari a € 4,1 mld (il 65% dell’intera nuova produzione vita), l’ammontare più basso da inizio anno ma in aumento dell’8,7% rispetto all’analogo mese del 2017; da gennaio i premi sono ammontati a € 18,6 mld, il 3,1% in più rispetto all’analogo periodo del 2017, quando la contrazione annua era superiore al 30%.

Negativo, per il secondo mese consecutivo, l’andamento della raccolta dei nuovi premi di polizze di ramo V che nel mese di aprile sono stati inferiori ai € 100 mln (l’1,4% dell’intera nuova produzione), registrando la contrazione più alta da inizio anno (-22,0% rispetto ad aprile 2017) e attestandosi nei primi quattro mesi dell’anno a un volume di nuovi premi pari a € 541 mln (in calo del 4,5% rispetto all’analogo periodo del 2017).

La restante quota della nuova produzione vita emessa nel mese di aprile ha riguardato quasi esclusivamente il ramo III (nella forma unit-linked), con un ammontare pari a € 2,2 mld (più di un terzo dell’intero new business), in aumento, dopo la variazione negativa del mese precedente, del 4,6% rispetto ad aprile 2017, percentuale che da inizio anno si consolida al +6,1%, a fronte di un volume di nuovi affari pari a € 9,6 mld. La raccolta di nuovi premi relativi a polizze di malattia di lunga durata (ramo IV) è stata anche nel mese di aprile molto contenuta, raggiungendo da gennaio un volume di poco superiore ai € 5 mln, ma in aumento di oltre il 60% rispetto al corrispondente periodo del 2017. Nel mese di aprile i nuovi contributi relativi alla gestione di fondi pensione aperti hanno registrato ancora un incremento (+5,9%) rispetto all’analogo mese del 2017, nonostante la raccolta più contenuta rispetto ai mesi precedenti; da inizio anno il volume dei contributi è stato pari a € 42 mln, l’11,1% in più rispetto allo stesso periodo del 2017. Per le serie storiche dei principali rami si rinvia all’Allegato II. Da gennaio il numero delle nuove polizze/adesioni è stato complessivamente pari a 1,2 milioni, in diminuzione del 12,6% rispetto al corrispondente periodo del 2017.

In riferimento alle diverse tipologie di prodotti commercializzati, si osserva  come anche nel mese di aprile i nuovi premi/contributi relativi a forme pensionistiche individuali siano in crescita (+2,1%) rispetto allo stesso mese del 2017, raggiungendo da inizio anno un volume di € 429 mln, in aumento del 2,7% rispetto ai primi quattro mesi dell’anno precedente; il 10% di tale importo è afferente ai nuovi premi/contributi di ramo VI mentre un terzo è rappresentato da PIP sottoscritti tramite prodotti multiramo (polizze combinazione di una componente di ramo I e di una di ramo III), per un ammontare pari a € 143 mln e un incremento annuo del 13,9%. I nuovi premi attinenti a forme di puro rischio sono risultati anch’essi in aumento (+3,3%) rispetto allo stesso mese del 2017 mentre da gennaio contabilizzano un importo di € 232 mln, pressoché stazionario (-0,4%) rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente; il 33% di questo ammontare, pari a € 77 mln, è costituito da polizze non abbinate a mutui e credito al consumo, in aumento del 19,4%.

I nuovi premi relativi a prodotti multiramo, esclusi quelli previdenziali e i PIR (Piani Individuali di Risparmio), sono tornati a registrare, dopo la variazione negativa del mese precedente, un incremento significativo (+26,0%) rispetto ad aprile 2017; da inizio anno hanno raggiunto un importo pari a € 9,7 mld, il 34% dell’intera nuova produzione vita, con un incremento del 14,3% rispetto a quanto collocato nello stesso periodo del 2017. Concentrandosi sulla composizione, si osserva che la raccolta premi cumulata dei prodotti multiramo è costituita per il 52% da premi afferenti al ramo I e per il restante 48% da premi di ramo III, mentre quella dei prodotti “mono-ramo” è composta per il 73% da premi di ramo I. Inoltre, la quota di premi di ramo III, raccolta mediante prodotti multiramo, costituisce il 48% dei nuovi premi di ramo III complessivi, mentre l’analoga tipologia di premi di ramo I rappresenta il 27% della nuova produzione complessiva di tale ramo. Nei primi quattro mesi del 2018 sono stati intermediati, per la maggior parte tramite sportelli bancari e postali, nuovi contratti PIR per un ammontare premi pari a € 970 mln (il 3,4% del new business totale); di questi, il 16% è stato stipulato tramite prodotti multiramo, per un importo pari a € 155 mln.

Relativamente alle imprese italiane ed extra U.E., da gennaio la modalità di versamento a premio unico ha continuato a costituire la scelta maggiormente utilizzata dai contraenti, per una quota pari al 94% del totale in termini di premi e al 62% in termini di numero di polizze (Tab. 3); sempre da inizio anno, l’importo medio dei premi unici è stato di circa € 35.300, mentre quello dei premi annui e ricorrenti ha raggiunto il valore medio rispettivamente di € 900 e € 6.350. Calcolando i premi mediante una misura che consente di standardizzare l’ammontare di premi unici e periodici, come l’Annual Premium Equivalent (APE) – pari alla somma tra premi annui, considerati per il 100% del loro importo, e premi unici divisi per la durata dei relativi contratti posta convenzionalmente pari a 10 anni – l’incremento (+3,9%) del volume premi da inizio anno si annullerebbe, registrando un ammontare in lieve calo (-0,5%) rispetto a quello dell’analogo periodo del 2017. Da gennaio la maggior parte della nuova produzione è derivata dalla raccolta effettuata mediante reti bancarie, postali e finanziarie, alle quali afferisce l’86% dei nuovi premi emessi, incidenza stazionaria rispetto a quella calcolata nei primi quattro mesi del 2017.

La ripartizione dei premi per canale e per tipologia di premio evidenzia anche come le suddette reti abbiano collocato prodotti quasi esclusivamente premio unico mentre le reti agenziali raccolgano anche una quota significativa di prodotti a premio periodico. Calcolando i premi da inizio anno mediante la misura APE, lo scostamento tra le quote raccolte dalle diverse reti si riduce: quella riconducibile alle reti bancarie, postali e finanziarie passa dall’86% all’81% mentre la quota afferente alle reti agenziali sale dal 14% al 18%.