Qui non è il solito Pir

di Roberta Castellarin e Paola Valentini

Il mercato dei Pir è partito a inizio 2017 con i fondi comuni lanciati dalle sgr, poi sono arrivate anche le compagnie Vita che con le polizze hanno puntato sui piani di risparmio esentasse. Inizialmente le assicurazioni erano rimaste fuori dall’arena per via della difficoltà di conciliare l’investimento azionario (che dovrebbe essere prevalente) dei Pir con le proprietà di protezione tipiche delle polizze. Ma poi sono arrivati i primi prodotti e per poter inserire in portafoglio azioni e bond di società italiane, le soluzioni scelte sono quelle delle polizze multi-ramo, che combinano fondi comuni (unit linked di ramo III), quindi prodotti legati all’andamento dei mercati, con gestioni separate (gestioni separata di ramo I), una componente quest’ultima che punta a dare stabilità ai rendimenti.

Il mix di queste polizze consente di rispettare i limiti agli investimenti previsti dalla legge sui Pir per poter usufruire dell’esenzione fiscale di capital gain (almeno il 70% del capitale deve essere investito in strumenti di imprese italiane, di cui minimo il 30% in titoli di aziende non Ftse Mib). Se le gestioni separate sono prevalentemente investite nei titoli di Stato e quindi è volta alla tutela del capitale, la componente di ramo III rappresentata dai fondi assicurativi è più finanziaria consente di esporre i portafogli alle azioni e alle obbligazioni di aziende italiane. Anche grazie alla spinta delle polizze Pir, il numero di sottoscrittori di fondi comuni italiani a fine 2017 è salito a 7,2 milioni, oltre 500 mila in più rispetto al 2016. Secondo Assogestioni infatti, gli italiani che investono in fondi domestici Pir compliant sono più di 690 mila e in questo numero rientrano anche i sottoscrittori delle polizze Pir per la loro componente legata ai fondi di ramo III. Pioniere nei Pir assicurativi è stata ad aprile 2017 Cnp Partners, società del gruppo francese Cnp Assurances che ha lanciato la multi-ramo Cnp investment insurance Solution-Pir. La società, essendo francese, può contare sul proprio know-how sui piani individuali di risparmio, mutuato dall’esperienza dei Plan d’Épargne en Actions, già presenti da anni sui mercato francese a ai quali i Pir si ispirano. Non a caso subito dopo, nel maggio 2017, ha debuttato un altro gruppo d’Oltralpe, Bnl Bnp Paribas .

La banca ha lanciato tre polizze multi-ramo legate ai Pir e strutturate in collaborazione con la compagnia di gruppo Bnp Paribas Cardif e il proprio asset manager Bnp Paribas Asset Management. Una (InvestiPir Bnl Crescita Italia) è dedicata ai clienti retail di Bnl e due (Pir Selection e Pir Opportunity) sono per la clientela di Bnl-Bnp Paribas Private Banking e di Bnl-Bnp Paribas Life Banker (la rete di consulenza finanziaria). In particolare InvestiPir Bnl Crescita Italia ha in portafoglio un 10% di CapitalVita (gestione separata) e il 90% del fondo bilanciato di nuova creazione denominato Moderate Focus Italia. Al momento del lancio Bnl Bnp Paribas aveva spiegato che «le commissioni sarebbero state tra le più basse del mercato, in linea con la logica di un prodotto, che ha un respiro di responsabilità sociale». E in effetti i costi desumibili nel Kid della polizza InvestiPir Bnl Crescita Italia lo confermano (vedere tabella).
A proposito dei costi, si ricorda che, a differenza dei fondi comuni, i contratti Vita rappresentano una porta d’accesso a vantaggi propri delle polizze come le coperture caso morte o i profili successori. La formula della polizza costa un po’ di più proprio perché offre di più. Lo strumento polizza Vita, inoltre, consente di unire ai vantaggi fiscali dei Pir, previsti dalla Legge di Bilancio 2017, quelli propri dei prodotti assicurativi. L’agevolazione fiscale per i Pir consiste nell’esenzione dall’imposta sul capital gain e dalle imposte di successione per somme investite pari a 30 mila euro all’anno per 5 anni (quindi per complessivi 150 mila euro). Mentre il contenitore polizza garantisce comunque l’esclusione dall’asse ereditario per qualunque importo versato, data la natura stessa del contratto vita.
C’è anche chi, come Banca Mps , ha scelto di proporre sia fondi sia una polizza legata ai Pir.

In particolare nel caso della banca senese, questa è sviluppata da Axa , il partner del gruppo nel mercato assicurativo. Si chiama Unit Multifondo Italia-Pir e si basa su tre nuovi fondi interni. Presente anche una copertura caso morte fino a un massimo del 10% del controvalore di polizza. Il mondo dei Pir ha visto anche il recente ingresso di Sara Vita (Sara Assicurazioni) che due mesi fa ha lanciato la multi-ramo Sara Bi-Fuel Pir. Il 70% del capitale è investito nel fondo Sara Pmi Italia. Il restante 30%, invece, è invece esposto al Fondo Più, una gestione separata di Sara Vita che «vanta risultati storicamente superiori alle medie di mercato, e offre rendimenti stabili nel tempo insieme alla garanzia sul capitale investito e alla sicurezza di una rivalutazione riconosciuta e consolidata annualmente», spiega il gruppo guidato dal dg Alberto Tosti. (riproduzione riservata)
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