La scelta tra più Ctu deve essere motivata

Di Francesco Barresi
Il giudice, qualora si ritrovi ad accogliere e valutare più di una consulenza tecnica d’ufficio, è tenuto sempre a dover motivare la sua scelta. Lo conferma la terza sezione civile della Corte suprema di cassazione, nella sentenza 13770/2018 del 31 maggio, che ha esaminato un caso di risarcimento danni a seguito di un gravissimo incidente automobilistico subìto da un centauro. L’uomo aveva impugnato la sentenza presso il giudizio del Palazzaccio perché, durante il rito, il giudice non avrebbe esaminato in completezza tutte le consulenze tecniche d’ufficio e ne avrebbe scelto solo una, senza neppure motivare adeguatamente la sua scelta. Da qui il rischio di un quadro patologico incompleto del ricorrente che, a seguire, ha chiesto un giudizio di legittimità presso le alte sfere della Cassazione. Che ha accolto il suo motivo di doglianza, perché «il mancato esame delle risultanze della consulenza tecnica d’ufficio, integra un vizio della sentenza che può essere fatto valere, risolvendosi nell’omesso esame un fatto decisivo per il giudizio, che è stato oggetto di discussione tra le parti». Passando in rassegna le motivazioni logico-argomentative sui casi in cui il giudice è dovuto a esaminare le Ctu, i giudici osservano in punto di diritto che «nel corso del giudizio di merito se vengono espletate più consulenze tecniche, in tempi diversi e con difformi soluzioni prospettate, il giudice, ove voglia uniformarsi alla seconda consulenza – precisano i porporati – è tenuto a valutare le eventuali censure di parte e giustificare la propria preferenza senza limitarsi ad un’acritica adesione ad essa». E da qui l’inverso, perché «egli può, invece, discostarsi da entrambe le soluzioni solo dando adeguata giustificazione del suo convincimento, mediante l’enunciazione dei criteri probatori e degli elementi di valutazione specificamente seguiti, nonché, trattandosi di una questione meramente tecnica», concludono gli alti giudici della Corte suprema di cassazione, «fornendo adeguata dimostrazione di avere potuto risolvere, sulla base di corretti criteri e di cognizioni proprie, tutti i problemi tecnici connessi alla valutazione degli elementi rilevanti ai fini della decisione».
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